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venerdì 5 aprile 2013

E SI FANNO MATEMATICA - PIOVRA IN INSALATA CON SEDANO, PEPERONI ED ANANAS

Mesi, settimane, attimi di attesa che nutrono ed irrigano la vita che cresce dentro, che danzano in tondo e si fanno matematica, numeri, date, appuntamenti.
Mentre sento il tempo che si compie, che si assottiglia e che converge orizzontale-verticale intorno al suo naturale baricentro. Quattro giugno e dintorni. Sarà lei a decidere.

Lei che mi fruga ed io che percepisco ogni suo movimento come se vedessi con i miei occhi ciò che sta facendo.
Lei che cesella trame di presenza, puntando i suoi minuscoli piedini verso il mondo esterno. Ricamando liquidi rilievi che fluttuano a fior di pelle.
Lei che si allunga, che si raggomitola e mi cinge, e poi si quieta fino a fondersi con quel cerchio rotondo che ha un principio ed una fine, che è dimora ancestrale della vita. E mi fa sentire guscio che cela quanto di più prezioso.
 
Mentre Alice Ginevra fa danzare parole cucciole intorno alla mia pancia, mentre vi si strofina addosso e teneramente scocca un altro lunghissimo bacio proprio sopra all’ ombelico, per poi correre a giocare con i vetri affogati nel vapore di un’altra sera piovosa. Mentre scompone le grosse gocce d’acqua in sequenze di piccole perle filanti e le depone preziosamente una ad una sulla sommità della vita che cresce.




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L'insalata di polipo o di piovra è un piatto che Luca ed io abbiamo sempre amato, adesso si aggiunge la piccola Alice Ginevra, la quale non solo gradisce il pesce più della carne, ma nello specifico ha a sua volta un debole per questa insalata. Abbiamo pensato di proporla, abbinandovi in questa occasione anche l'ananas, che guarda caso, la Pupattola adora. Il risultato è un connubio perfetto e quindi lo consigliamo vivamente!




PIOVRA IN INSALATA CON SEDANO, PEPERONI ED ANANAS







Ingredienti:

1 piovra fresca del peso di circa 1,5 kg
2 coste croccanti di sedano
1 peperone rosso
1 peperone verde
3 fette tagliate spesse di ananas fresco (tagliate a loro volta a cubotti)
qualche foglia di lattuga croccante
1 grosso spicchio d'aglio
sale e pepe q.b.
il succo di 1 grosso limone
olio extravergine d'oliva di ottima qualità
prezzemolo fresco
2 foglioline di alloro




Per prima cosa occorre avere tra le mani una bella piovra fresca e carnosa (ci siamo fatti un'ora di macchina per comprarla). Dopo averla pulita accuratamente rimuovendo le interiora, gli occhi e tutto l'eliminabile, l'abbiamo sistemata in un pentolone con dell'acqua fredda, tanta in modo da ricoprirla completamente. Abbiamo aggiunto le foglie di alloro e lasciato cuocere per circa 1 ora e mezzo, comunque sia occorre accertarsi del giusto grado di cottura, infilzando i rebbi di una forchetta nella parte carnosa dei tentacoli. I rebbi debbono entrare senza incontrare eccessiva resistenza. A quel punto abbiamo spento la fiamma e lasciato raffreddare la piovra nell'acqua di cottura. Successivamente abbiamo rimosso la pelle e poi tagliato la piovra a pezzetti. Sistemato il pesce in una ciotola capiente, abbiamo aggiunto lo spicchio d'aglio tritato molto finemente, il prezzemolo fresco sminuzzato, il succo di limone, l'olio extravergine d'oliva, una bella macinata di pepe nero (il sale giusto se necessario, noi non ne abbiamo avuto bisogno in quanto la piovra era di per sè saporita e sapida al punto giusto). Abbiamo unito i peperoni tagliati a cubetti, il sedano fatto a rondelle e lasciato riposare in frigorifero un paio d'ore, in modo da lasciare insaporire la nostra insalata.
Un'ora prima di servire abbiamo aggiunto anche l'ananas e qualche fogliolina di lattuga, lasciato riposare in frigorifero ancora un poco ed infine portato in tavola, con piena soddisfazione di tre palati.

giovedì 11 novembre 2010

METTI UN FINOCCHIO A CENA E UN APPELLO IMPORTANTE - INSALATA DI TROTA CON FINOCCHIO, MOZZARELLA E FRUTTA SECCA




Cogliamo, anche se in ritardo, l'invito di La Gaia Celiaca e di un nutrito gruppo di blogger, a dare voce alle nostre opinioni.
Aderendo a questa iniziativa vogliamo esprimere tutto il nostro dissenso nei confronti delle dichiarazioni discriminatorie ed offensive fatte pubblicamente da MrB., dichiarazioni che ci hanno fatto letteralmente saltare dalla sedia per l'indignazione.
Verrebbe naturale pensare a chi ci governa come ad una persona o ad un gruppo di persone ILLUMINATE, colte, rispettose, che si muovessero ,col loro operato, all'interno della legalità. Ci ritroviamo invece a fare i conti con un personaggio che si permette di fare il bello ed il cattivo tempo, che si permette di fare i suoi interessi sempre e comunque, che continua a raccontarci le solite parabole, che ha comportamenti di dubbia moralità e che come se non bastasse, si permette di rilasciare dichiarazioni da medioevo, per giunta volgari.
Ora, che sia una figura istituzionale a rilasciare certe dichiarazioni di forte stampo omofobo, è una cosa che riteniamo inaccettabile.
Tutta questa corsa affannosa per entrare in Europa, per allargare gli orizzonti e poi ci ritroviamo a dovere fare i conti con insulti volgari verso le minoranze, con atteggiamenti sessisti ed omofobi. E ci viene spontaneo chiederci dove possa essere l'apertura mentale, che cosa ci sia di illuminato e di educativo in tutto questo.
Che sia chiaro che siamo indietro anni luce rispetto al resto dell'Europa, che siamo motivo di zimbello da parte di Paesi ben più CIVILI del nostro.
Il rispetto dell'essere umano dovrebbe essere alla base di una società democratica, come si definisce ed insiste a definirisi la nostra. E' sancito sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, è sancito dalla morale, ma la realtà è un'altra, ovvero che qui si continua a dover usare il condizionale. Sarebbe, dovrebbe quando invece non è.
Quest'iniziativa, nel cui titolo si cita la parola FINOCCHIO, ovvero una delle espressioni offensive più utilizzate per indicare gli omosessuali, vuole ironizzare, come dice la Gaia Celiaca, su questo termine per togliergli potere, per togliergli quell'aura negativa che da sempre lo circonda e soprattutto vuole fare sentire la nostra voce che si unisce al coro delle tante che si sono levate in questi giorni.

Chi vuol farsi amare, amabile deve diventare.
Loved shall be who lovable becomes.
( Da un Bacio Perugina )



ECCO LA NOSTRA RICETTA COL FINOCCHIO


INSALATA DI TROTA SALMONATA CON FINOCCHIO, MOZZARELLA E FRUTTA SECCA



Ingredienti:

400 gr di filetto di trota salmonata (tagliato a cubetti piuttosto grossi)
1 mozzarella di bufala
1 finocchio (tagliato a fette sottili)
insalata mista croccante a piacere
80 gr circa di misto di frutta secca (noi abbiamo usato: uvetta, papaya, semi di zucca, mirtilli rossi, pinoli, nocciole e anacardi non salati)
bacche di pepe rosa
bacche di pepe verde
bacche di pepe nero
olio extravergine d'oliva
succo di mezzo limone e 1 spicchio d'aglio per la marinatura della trota
qualche barbetta di finocchio
Brandy


La prima cosa da fare è marinare i cubetti di trota, li abbiamo irrorati con il succo del limone, l'aglio tritato e l'olio extravergine d'oliva. A questo punto abbiamo lasciato riposare il tutto per un paio d'ore in frigorifero.
Scaldiamo un filo d'olio extravergine d'oliva in una padella e uniamo la trota, facendola rosolare per bene, lasciamo cuocere per 4-5 minuti e aggiungiamo le bacche di pepe rosa, verde e nero, le barbette del finocchio sminuzzate per insaporire, mescoliamo il tutto. Non aggiungiamo sale. Sfumiamo col Brandy e appena sarà evaporato, togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare.
Nel frattempo andiamo a lavare l'insalata, qualche fogliolina croccante, tagliamo il finocchio a fette, aiutandoci con una mandolina, riduciamo a cubetti la mozzarella di bufala, lasciandola sgocciolare per bene. Prepariamo la frutta secca in una ciotolina, aggiungiamo anche della granella di nocciole, a dare al piatto un'ulteriore nota croccante.
Appena la trota avrà raggiunto la temperatura ambiente, andiamo a impiattare l'insalata e a condirla con un filo d'olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale. Ed è pronta da servire.


Noi l'abbiamo trovata non solo sostanziosa, ma anche buonissima, tanto che da insalata quale doveva essere, si è trasformata in un ottimo piatto unico!


SALMON TROUT SALAD WITH BUFALA MOZZARELLA, DRIED FRUIT AND FENNEL


Ingredients:

400 g salmon trout fillet (cut into big cubes)
1 fennel (cut into thin slices)
1 Bufala mozzarella cheese (a fresh, stringy textured bufala cheese, with porcelain-white colour, it has an extremely thin rind and delicate taste) (cut into small cubes)
1 small head lettuce
80 g dried fruit (we used: dried blueberries, hazelnuts, pine nuts, cashew nuts, raisins, pumpkin seeds, dried papaya)
extravirgin olive oil
few drops bottled red pepper seasoning
few drops bottled black pepper seasoning
few drops bottled green pepper seasoning
salt to taste
1 clove garlic (finely chopped)
1/2 lemon juice
Brandy


First of all prepare a marinade, combining extravirgin olive oil, lemon juice and the garlic. Place the trout into the marinade, cover and chill for about 2 hours.
Heat extravirgin olive oil in a large pan, add the trout and saute for about 4-5 minutes, then season with red, green and black pepper. No salt. Pour in the Brandy (it just needs a little) and when it has evaporated remove from heat. Allow to cool.
Edge a salad bowl with a few lettuce leaves, then add salmon trout, fennel, mozzarella and dried fruit. Season with extravirgin olive oil and salt to taste. This salad is fresh and amazing!






ED ORA UN APPELLO CHE CI STA MOLTO A CUORE!


Abbiamo scelto questa immagine a simboleggiare la casa, gli affetti, le fatiche ed il lavoro di una vita, il porto sicuro dove tornare, la sicurezza, tutte cose che in tanti paesi del Veneto, in questi giorni terribili, sono state minate. Abbiamo voluto mostrare un cielo azzurro a testimoniare la nostra fiducia nel fatto che questa regione saprà rialzarsi, forte del suo orgoglio e del suo valore, nonchè del sostegno che tutta l'Italia saprà dimostrare, cosa della quale siamo certi. Ed è per questo che ci tenavamo a pubblicare questo appello e a farlo il più presto possibile.



Quando abbiamo letto il post di Val di “Nella Botte Piccola", siamo rimasti basiti.
Guardare il video di Soave allagata ci ha sconvolti, rattristati. Di Soave e di tanti altri paesi in cui i danni sono enormi, danni alle cose, danni alle case, che è la cosa che sempre ci colpisce di più, ovvero pensare che dall'oggi al domani ci si possa ritrovare senza un tetto. Ci sono venuti in mente i mille perché di una tragedia del genere, ci siamo dati mille possibili risposte per questa catastrofe di così grande portata che ha colpito il Veneto.
Leggere il post di Libera di “Accanto al Camino” ci ha particolarmente commosso e abbiamo deciso di pubblicare questo appello, augurandoci che possa girare per tutti i blog e che possa servire a sensibilizzare tutti noi.
Poche gocce di pioggia non possono fare un disastro di tali portate, ci siamo più volte ripetuti. Ci siamo sentiti disarmati, svuotati anche della rabbia che ti viene in questi casi.
I messaggi che arrivano dalle televisioni mostrano una terra che non c'è più, violentata dalle ingiuste impuntature dell'uomo e del politico. I fiumi sono allo stremo, i fiumi col loro scorrere placido sono stati capaci di seminare distruzione. E siamo convinti che la colpa non sia dei fiumi.
Quante esclamazioni di irriverente bruttezza ci riempiono la mente e ci confondono le idee.
Ma ora qualche cosa si può fare e noi lo abbiamo fatto.
Ci verrebbe da dire che siamo solo una goccia nell'oceano ma, avete visto cosa possono fare poche gocce?


Ecco i dati per dare un contributo:

Intestatario del conto corrente messo a disposizione per la raccolta di fondi per gli alluvionati è la REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia.

Bonifico bancario intestato a:
REGIONE DEL VENETO, Dorsoduro 3901, 30123 Venezia
Banca Unicredit
IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078, Causale: "Emergenza alluvione novembre 2010"

Oppure inviando un SMS al 45501 per un contributo di 2(due)€.



BLOG CANDY



E concludiamo il post con un BLOG CANDY che vorremmo segnalarvi. Ad indirlo è Pan Per Focaccia, che con questa iniziativa vuole festeggiare la laurea, il suo compleanno e quello del blog, oltre al traguardo delle 20.000 visite raggiunte!
In palio mette delle polverine colorate molto interessanti, ma andate a vedere di persona!

venerdì 17 settembre 2010

LA' DOVE FINISCE LA TERRA-L'ARGENTO, IL TURCHESE E UNA RANA CHE SALTA - INSALATA DI POLLO CON PEPERONE E PISTACCHI



C'è vento anche oggi e sto imparando a conoscerlo, è un vento che parla, che canta, che nasconde segreti, che penetra e a volte che piange. Che sferza e fa svolazzare i capelli davanti agli occhi, che a volte mi fa arrabbiare, ma che sa farmi sentire leggera, sospesa, che sa lenire e mitigare la furia cocente del sole a picco. Luca socchiude gli occhi e fissa l'orizzonte. L'azzurro non ha confini, quasi una ceramica il cielo, che orizzontale si posa sui fianchi del mare.
Ogni giorno scegliamo una spiaggia diversa, oggi scendiamo fino all'Argentiera, all'estremità dell'isola, là dove finisce la terra, così dico io, là dove il mare, senza sosta, traccia il suo passato su scogliere profonde, su massi erosi, su spiagge di ghiaia. In caduta libera ogni singola emozione.
C'è un paesino minuscolo che si inerpica col suo grappolo sparuto di case, poi un baretto con tre tavoli all'aperto, due vecchi che giocano a carte, un ristorante e una chiesa. E pietre, pietre ovunque, pietre rugose, crepate, pietre maestose, che salgono verticali e ti costringono a sollevare lo sguardo, e alberi che scorrono fruscianti, su una terra color sabbia, e vorrei conoscere tutti i loro nomi per poterli ricordare meglio. Assaporo lo sguardo di Luca e questi miei pensieri veloci. Perché so che sulla via del ritorno il selvaggio mi mancherà.
In fondo, laggiù, si staglia la striscia del mare e una caletta deliziosa, con i riverberi così turchesi che nemmeno una cartolina è in grado di mostrarne l'incanto. Mi viene d'istinto chiudere il vetro del finestrino, non so, forse per sigillare dentro l'abitacolo il sapore del mare che ho sulle labbra.
Non vedo l'ora di scendere, parcheggiamo all'ombra di una palma e partiamo ad esplorare i dintorni. Sopra di noi incombe la montagna e quella che abbiamo di fronte è una cava d'argento, la prima che vedo in vita mia.
Tutte le pietre qui intorno scintillano sotto al sole, rimandando riflessi argentei così intensi che mi sento accecare e ne resto incantata. Mi chiedo ad alta voce come sarà l'argento allo stato puro, Luca dice che ha un aspetto spugnoso, non ne so nulla, quindi gli credo, ma appena potremo interrogherò Wikipedia ed intanto entro ed esco da tutti i ruderi che incontriamo qui intorno, relitti di cemento che sembrano abbandonati o forse solo dimenticati.
Camminiamo fino agli scogli e senza nemmeno bisogno di dircelo abbiamo già deciso che domani ci verremo a sdraiare proprio sulla spiaggetta che si stende là sotto, a due curve di distanza.
Stamattina ci siamo svegliati con la luce del sole, ci siamo infilati il costume e siamo scesi alle Saline, per l'emozione del primo vero bagno della stagione, affondando i piedi in una sabbia di sassolini bianchissimi, così rotondi, perfettamente levigati dalle onde. Ne ho raccolti una manciata e li ho messi in una scatolina, li ho raccolti come se stessi raccogliendo i frutti del mare.
Cammina cammina ci siamo ritagliati uno spazio lontano dalla calca e dalla stradina d'accesso e, appena ho visto il mare avvicinarsi gli ho sorriso.
"E' la prima volta che ti vedo qui in Sardegna, ma mi sei mancato!" gli ho detto, poi via l'ingombro dei vestiti, ho spalmato uno spesso strato di crema protettiva sulla pelle chiara di Luca e mi sono adagiata sul telo, sotto ai raggi del sole. Poi si sa, io non riesco a stare ferma per troppo tempo e così mi sono intrufolata dentro un paio di capitoli di un libro e nonostante l'acqua tutt'altro che calda, non sono riuscita a stare lontana dal mare per più di quindici minuti, ho passeggiato sul bagnasciuga con Luca al mio fianco e prima di andarcene siamo andati a visitare quel quadretto suggestivo che intravedevamo da lontano, un rudere con le radici affondate nel mare, l'abbiamo circumnavigato, col timore, tutto mio, che da quelle fessure tra le pietre sarebbero potute uscire chissà quali creature impressionanti.
Forse sono rimasta traumatizzata dall'incontro di ieri sera con una piccola rana, che se ne stava beata sul muro della nostra veranda.Mi sono avvicinata per osservarla, ma non troppo a dire il vero, per paura che potesse saltarmi addosso. Ho addirittura accettato di cenare in veranda, raccogliendo tutto il mio coraggio, perché è più forte di me, ho il terrore delle rane e delle lucertole. Continuavo a ripetermi "Ma con tutte le villette che ci sono qui intorno, proprio sul nostro muro doveva venire a stare la rana?" Piccola quanto una nespola, immobile come se dormisse. Alla fine, pur tenendola d'occhio con sguardi fintamente casuali, cercavo di non lasciare trapelare troppo la mia ansia.
"Non ci pensare alla rana, lei se ne sta lì e non si muove, puoi stare tranquilla!" mi rassicura Luca.
In effetti la rana è immobile, quindi ha ragione lui, non si muoverà fino alla fine della cena, mi dico tra me e me, ma non passano nemmeno due minuti da questo mio pensiero che all'improvviso sento un ploff e poi è un tutt'uno, sollevo lo sguardo, non vedo più la rana, quindi è saltata giù, da qualche parte, non so dove, non lo voglio nemmeno sapere, so solo che le gambe si muovono da sole e come un fulmine mi fiondo dentro casa, mentre Luca rimane lì, con la forchetta in mano a domandarsi cosa sia successo, pensando che forse ho preso la scossa o che mi è andato qualcosa di traverso e mi osserva da dietro la vetrata della porta scorrevole che ovviamente ho chiuso, mentre gli faccio gesti e nel frattempo lui non si è nemmeno accorto del ploff e non si è nemmeno accorto che quella rana che doveva starsene lì immobile in verità non era più lì. La cosa migliore da fare è andare a fare una passeggiata per smaltire la paura, quell'esserino è stato capace di farmi battere il cuore in un modo incredibile.
Lasciamo le Saline che si sono fatte quasi le due, dopo avere mangiato una insalatona gigante in un locale sulla spiaggia, poi a casa a farci una doccia e di nuovo per strada, all'Argentiera e al rientro ci concediamo la prima escursione in mezzo al selvaggio.
La nostra casetta in Sardegna, non si affaccia sul mare, ma non importa, la sua presenza è comunque intorno. Si affaccia invece su di un promontorio ricoperto di arbusti, la quintessenza del selvaggio.
Non riesco ad aspettare fino a domani per esplorarlo, voglio spremere questa giornata fino all'ultima goccia e così convinco Luca ad andarci subito, prima che faccia buio, in un attimo ho già le scarpe ai piedi e ho persino già aperto la porta di casa e Luca mi sorride, allora è deciso, ci andiamo subito. Cerchiamo un punto d'accesso in mezzo alla folta vegetazione, qualcosa che possa assomigliare ad un sentiero e cominciamo la discesa, che al ritorno si trasformerà in salita ma non importa.Gli arbusti e i rovi che crescono qui intorno sono pungenti, lo sento sulle gambe, avrei fatto meglio a indossare un paio di jeans. D'intorno è tutto un fruscio, di ali, di insetti, di creature nascoste, la superficie del promontorio è un alternarsi di verde e di oro, poi lo scenario cambia e la vegetazione cede il passo a piante grasse che non avevo mai visto prima e poi man mano che procediamo nel cammino, solo roccia, nuda roccia che conferisce a questo luogo un aspetto quasi lunare.
Non ho fiato, ma non ho finito, continuo ad avanzare da un avvallamento all'altro. Ci avviciniamo allo strapiombo, la falesia pare friabile, così Luca mi dice di fare attenzione e di non andare troppo oltre. E mentre lo ascolto non posso fare a meno di sentirmi sotto incantesimo, la bellezza di ciò che vedo mi toglie il fiato, anche i pensieri si fanno pulsanti.
All'unisono Luca ed io ci diciamo che questo posto ci ricorda l'Irlanda, è una visione da sogno. Questo silenzio d'intorno, rotto solo dallo sciabordio del mare, ha qualcosa di spirituale e di magico. Mi sento bene qui e mentre il sole comincia a calare spingiamo i nostri passi nella direzione dalla quale siamo venuti. Ma dopo pochi metri mi giro. Per un lungo attimo mi giro verso il mare e incornicio tutto. Anche il profumo.



INSALATA DI POLLO CON PEPERONE E PISTACCHI


Ingredienti:

2 petti di pollo
1 peperone rosso
3 coste di sedano
180 gr di Asiago (tagliato a cubetti)
40 gr di pistacchi
sale e pepe
150 ml di panna da cucina
40 ml di maionese
origano fresco


D'estate amiamo molto prepararci piatti come questo, fresco, leggero e perfetto come piatto unico. Un'altra variante per quanto riguarda l'insalata di pollo.
E' semplicissima da preparare. Prima di tutto facciamo bollire i petti di pollo, per il tempo che serve perchè siano cotti. Una volta raffreddati li tagliamo a cubetti non troppo piccoli e li mettiamo in una terrina. A parte tagliamo a cubetti anche l'Asiago e il peperone rosso. Facciamo il sedano a rondelle e mescoliamo tutti gli ingredienti nella ciotola, insaporendo con sale e pepe.
In una piccola padellina facciamo tostare i pistacchi, che abbiamo deciso di lasciare interi. Li teniamo da parte.
Ora prepariamo il condimento che amalgamerà la nostra insalata. Mescoliamo per bene la panna e la maionese e la andiamo a versare sull'insalata di pollo. Amalgamiamo il tutto e completiamo il piatto con una generosa spolverata di origano fresco e con i pistacchi.


CHICKEN SALAD WITH PEPPER AND PISTACHIOS

Ingredients:

450 g diced cooked chicken
3 celery ribs, sliced
180 g mild cheese, cubed
1 red pepper, cubed
40 g roasted pistachios
40 ml mayonnaise
125 ml cream
fresh oregano
salt and pepper


Combine chicken with celery, red pepper, mild cheese, salt and ground pepper. Toss gently.
Mix mayonnaise and cream together and pour over the salad. Taste and adjust seasoning.
In a little skillet roast the pistachios just a couple of minutes. Serve your chicken salad and complete with pistachios and fresh oregano. Refrigerate until ready to use.

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