Si riempie la bocca di nuvole, un passaggio di schiene
serpeggianti che traballano davanti ai suoi occhi. Le studia con gli occhi
sospesi come di chi tenta un calcolo , le trasforma in familiari creature
umane, spumanti corpi che si muovono in stormi. Attribuisce loro i rassicuranti
ruoli di mamma, papà e di tutta una schiera di bambini, scoprendo ancora una
volta le fondamenta del suo tempio sacro.
Il cielo le ispira una piena e pastosa libertà di
fantasticare.
Se le chiedo dov'è il cielo, lei mi risponde “Dappertutto”,
ignorando quella visibile chiusura d’orizzonte determinata dai limiti
dell’occhio umano.
Nemmeno il buio della sera chiude il suo cielo; le
stelle e la luna, e le sfumature in divenire di grigi e di viola, hanno un
volto che le è amico.
“Ciao luna, come stai?”. Poi rivolta a noi ce la
racconta per come la intendono i suoi occhi. “Stasera la luna c’è quasi tutta,
manca solo un piccolo pezzo. E’ tutta illuminata, ha come una pila dentro”.
Stavamo arrostendo un succulento chilo di carne sul
barbecue, giù in giardino, qualche giorno fa. Lei aveva adocchiato il pezzo di
carne che sarebbe finito nel suo piatto a forma di farfalla e insisteva a
rivendicarne la proprietà, un occhio alle braci da sventagliare e l’altro
fedelmente rivolto al cielo.
“Luna, vuoi un po’ di carne anche tuuu? E’ buona, è
cotta sul fuoco. L’abbiamo comprata dal macellaio, lui ha chiuso il negozio
piccolo e ha aperto quello grande. Anche il negozio della frutta ha chiuso e ne
ha aperto uno nuovo”. Inarrestabile nel suo raccontare gli eventi del giorno e
di quelli passati, nel lasciare che l’improvviso cinguettio che sale dai rami
faccia da preludio ad un nuovo discorso da intavolare.
Questi dialoghi tra una bambina di nemmeno tre anni e la
sua finestra sul cielo allargano a dismisura il senso del mio stupore e
restituiscono così campo ai suoi pensieri. Facevo lo stesso anche io alla sua
età? Ricordo soltanto che a sette anni scrissi un componimento a cavallo tra
prosa e poesia, dal titolo altisonante, “Il mantello della notte trapuntato di
stelle” che mi valse gli elogi sinceri della maestra. Mi piacerebbe ritrovarlo
quel quaderno, so che c’è, so dov’è.
Scintille di sorrisi le schizzano dalle labbra, dal
petto, suonano come strumenti musicali e ubriacano le mie giornate. Profumano
di pioggia e di cantine, fanno respirare odore di terra, liberano la primavera.
Qualche faccia esce alla finestra, le altre sono
nascoste dietro ad una cortina di tende, dietro alle ombre fragili della prima
sera.
La luna sgorga dalle cose e cade in un lago di luce
dietro all'abete rinsecchito.
Lei la guarda ancora una volta. Nell'alone di luce
accenna un saluto e se ne va.

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Il piatto che proponiamo oggi è fresco, frizzante e festoso.
Alla base della sua delicata ed estrema bontà c'è la scelta di ingredienti freschissimi e di alta qualità, dal tonno, alle cipolle, al cipollotto fresco, all'olio extravergine di oliva (noi abbiamo una passione per gli extravergini siciliani) e per finire all'aceto balsamico di Modena e parliamo di balsamico vero e non surrogati vari.
PERCEZIONE DI CIPOLLOTTO BIANCO SU TONNO FRESCO AL SESAMO CON CIPOLLE TROPEA CARAMELLATE
Ingredienti per 3 persone:
3 filetti di tonno fresco non troppo spessi (all'incirca 1 cm o poco più di spessore)
sesamo bianco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero
qualche goccia di limone
1 cipollotto bianco, fresco
Per le cipolle caramellate:
2 cipolle tropea di media grandezza
3 cucchiai di zucchero
100 gr di liquore all'arancia
una noce di burro
40 gr di aceto balsamico di Modena DOP 14 anni
La preparazione di questo piatto è semplice. La cosa importante è che il tonno sia fresco e di qualità, come già scritto sopra.
Prepariamo la marinata mescolando in una ciotola l'olio extravergine d'oliva (il nostro è siciliano), un pizzico di sale, un paio di macinate di pepe nero, qualche goccia di limone fresco spremuto. Tagliamo a pezzetti il cipollotto bianco e lo lasciamo in infusione nella nostra marinata per un paio d'ore in modo da aromatizzare l'emulsione.
Ne conserveremo una parte per il completamento del piatto, poche gocce sul tonno cotto ed impiattato lo renderanno ancora più gustoso.
Irroriamo quindi i filetti di tonno con la nostra emulsione e li lasciamo riposare una mezz'ora in frigorifero.
Successivamente passiamo il tonno nei semi di sesamo bianco e trasferiamo i filetti su di una piastra ben calda, cuocendoli per circa un minuto per lato. Il tonno all'interno deve essere rosato.
Le abbiamo tagliate a rondelle sottili; in una padella abbiamo fatto sciogliere il burro, abbiamo unito le cipolle e a fuoco basso le abbiamo fatte appassire. Dopo circa 5 minuti abbiamo aggiunto lo zucchero, il liquore all'arancia e l'aceto balsamico, facendole caramellare, mescolando delicatamente. Raggiunta la caramellizzazione desiderata abbiamo tolto dal fuoco e lasciato raffreddare.
Abbiamo impiattato servendo il tonno tiepido insieme alle cipolle caramellate. Una goduria per il palato, davvero un piatto delizioso. La chicca sta nell'irrorare il tonno, una volta cucinato, con un filo sottilissimo di olio aromatizzato al cipollotto.

















