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martedì 12 aprile 2011

NORD SUD OVEST EST - ERBAZZONE - CHARD PIE


“Ma se io sono in Liguria, da dove nasce il sole?” Così, senza darle troppo peso ho risposto ad Est.
“Ma dov'è l'Est?” Sabrina mi guarda dritto negli occhi ed io, con tutta l'innocenza che necessita una risposta che per me è scontata “Lì dove c'è il mare...” La donna più dolce del mondo mi sorride, alza un braccio ed indica una direzione. Richiude la mano lasciando solo il dito indice allungato verso un punto che è a Sud (più o meno). “Ma là non c'è il mare!” La guardo fare quel gesto e l'ascolto sollevando il mio sopracciglio destro e sgranando leggermente gli occhi. Sul mio viso scende il velo dello stupore, quel piccolo brivido che ti lascia spiazzato, che ti sfiora il cervello facendoti fare un microscopico salto all'indietro. “No amore!, Quello è il Sud! L'Est, il mare è là!” Mi sono sentito in difficoltà, ci siamo appeni fatti a piedi tutto il lungo portocanale di Cesenatico, fino al mare.
Ce ne stiamo seduti al tavolino di un caffè sorseggiando un succo d'arancia Sabrina, ed un caffè nero io. “Amore, cercherò di spiegarmi meglio. Il sole sorge sempre ad Est e tramonta sempre ad Ovest. Se si tiene a destra l'Est di fronte a noi ci sarà il Nord ed alle nostre spalle il Sud....” Sabrina sembra rapita dalla mia spiegazione ed allora continuo “ Mentre se l'Est lo tieni a sinistra di fronte a te ci sarà il Sud ed alle tue spalle il Nord” Ecco, con un certo sorriso, uno di quelli che sottolineano la soddisfazione di aver dato la spiegazione più esaustiva possibile, giro la testa per continuare la spiegazione facendo anche i dovuti gesti, ma Sabrina mi stupisce ancora “Ma allora l'Ovest dov'è?” Rapido ritorno nella posizione originale, guardando negli occhi Sabrina, certo di riuscire a farmi capire e cercando di trattenermi dal mettermi a ridere. “Ma come amore! L'Est è dalla parte opposta. Se è a sinistra l'ovest, è a destra l'Est. Se è a destra l'Ovest sarà ovviamente a sinistra l'Est.....” Il mio dolce ovetto di Pasqua mi guarda sempre più sgomenta, persa nei miei ragionamenti ed inizia ad indicare un po' di qua ed un po' di là senza azzeccarne una. “Non capisco” dice dopo che io l'ho corretta tutte le volte “Ma se sono nel Lazio dove sorge il sole?” “Se sei sulle coste, sorge verso l'interno, verso l'appennino!” Le rispondo sfoggiando sempre il mio sorriso più bello.

Sabrina è frastornata “Ma avevi detto che nasce sul mare!” Ora sono decisamente spiazzato “Ma amore! Non è una questione di mare o monti: Il sole sorge sempre da quella parte e tramonta da quella opposta!” Ecco fatto, questa volta mi sento sicuro di essere stato chiaro, non ho nominato né destra né sinistra dato che so benissimo che Sabrina essendo ambidestra spesso e volentieri confonde le due direzioni. Sabrina fa una lunga pausa, solleva la sua aranciata e ne beve un bel sorso. Appoggia il bicchiere, da cui ne manca una quantità infinitesimale, guarda verso l'alto e poi posa lo sguardo su un cane che si sta avvicinando. Risolleva il bicchiere e, mentre se lo sta portando alle labbra mi sconvolge “Ma se è notte come faccio a sapere dove nasce il sole?” Il manuale delle Giovani Marmotte mi viene in aiuto “Ci sono punti di riferimento precisi. Se ci sono le stelle, si cerca nel cielo la Stella Polare e quella indica sempre il Nord, se si è in un bosco basta guardare dov'è il muschio ed anche quello è un segnale di dove è il nord....” Sabrina mi interrompe con una domanda che più logica non potrebbe essere “Ma se sono in città ed il cielo è nuvoloso?” Come un pugno alla punta del mento, come un calcio agli organi riproduttivi maschili, mi schiaccio contro lo schienale della poltroncina, colpito, esausto. Prendo in mano il cellulare e me lo metto in tasca “Arrivo subito” dico a Sabrina. Entro nel Caffè, pago e torno fuori “Dai Amore che andiamo a vedere il mare, a fare due foto sulla spiaggia!” Spero che siano bastati questi pochi secondi e la nuova meta per distogliere Sabrina dalla mia risposta non data. Camminiamo mano nella mano scrutando le vetrine dei negozi già piene d'estate e di turisti e arriviamo alla macchina. “Allora amore, da che parte devo andare per il mare?” Ma perché faccio domande così cretine.........








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Con questa ricetta ritorniamo alla Trattoria Muvara e all'Abbecedario di Aiuolik. Siamo giunti alla lettera E come Erbazzone e dopo avere dato forfait sul Danubio, questa volta non potevamo proprio mancare. Quindi ecco il nostro rustico Erbazzone.



ERBAZZONE

Ingredienti:


2 rotoli di pasta sfoglia rotonda
800 gr di erbette fresche di campo (cicoria, bietolina tenera e spinaci)
2 piccoli spicchi d'aglio
250 gr di formaggio casatella romagnola
70 gr di parmigiano grattugiato
sale
olio extravergine d'oliva



L'Erbazzone, detto anche Scarpazzon è una preparazione tipica della nostra regione, ovvero l'Emilia Romagna, precisamente di Reggio Emilia e anche se finora non l'avevamo mai postato, è un antipasto che di tanto in tanto prepariamo. La ricetta tipica delle nostre parti prevede l'utilizzo tra gli ingredienti anche della pancetta affettata, ma dal momento che i salumi a me sono banditi in questo periodo, abbiamo optato per una versione più leggera e al tempo stesso molto gustosa, arricchendo l'erbazzone con della freschissima casatella, un formaggio tenero che ricorda lo squaqquerone e che a noi piace molto. Quindi alla fine abbiamo ottenuto un erbazzone dove il sapore delle erbette di campo si sposa con la cremosità del formaggio, in un connubio di sapore e di freschezza.
La preparazione è semplicissima, ovvero, una volta lavate e scolate le erbette di campo, le scottiamo per pochi minuti in acqua bollente e poi le facciamo appassire e cuocere brevemente in una padella antiaderente con un filo d'olio extravergine d'oliva e uno spicchio d'aglio. Essendo erbette tenere e fresche richiedono una breve cottura. L'altro spicchio d'aglio lo tritiamo finemente e lo andiamo ad aggiungere alle erbette un attimo prima di toglierle dal fuoco. Regoliamo di sale.
A questo punto facciamo scaldare il forno e nel frattempo con metà della pasta sfoglia foderiamo una tortiera rotonda (precedentemente imburrata) e vi andiamo a distribuire le erbette. Uniamo il parmigiano grattugiato e distribuiamo anche la casatella in modo abbastanza uniforme. Non ci resta che coprire con l'altra metà di pasta sfoglia, sigillare i bordi e bucherellare la superficie, spennellandola con un po' di burro fuso. Cuociamo in forno caldo a 190C per circa 20-25 minuti, finchè la torta assumerà un colorito dorato. Lasciamo intiepidire e poi serviamo.



CHARD PIE (ERBAZZONE)

Ingredients:


300 g pastry dough
800 g chard (a blend of spinach, beet greens and swiss chard leaves)
2 clove garlic, minced
250 g Casatella cheese (a traditional soft cheese from Italy's Emilia Romagna region)
70 g freshly grated Parmigiano Reggiano
2 tbs high-quality extravirgin olive oil
salt to taste




Erbazzone or Chard Pie is a traditional dish from Italy's Emilia Romagna region (from Reggio Emilia). The original recipe features bacon to add to the chard mixture but I'm pregnant so we decided to substitute a traditional soft cheese, called Casatella for bacon. You can also add garlic as we did to a savory version.
Blanch the greens in boiling water until barely wilted, drain and sautè in the olive oil in a skillet over medium-low heat, about 3-4 minutes. Add the garlic and season with salt.
Brush a pan with the olive oil, divide the dough in half. On a lightly floured surface roll out one piece and place it on the pan. Spread the filling over the pastry, leaving about a two-inches border. Add the Parmigiano and the soft cheese. Roll out the second piece of dough. Dampen the edges of the bottom crust with water, top with the second round of dough and pinch the edges together. Make a few slashes in the top of the crust for steam to escape. Bake at 200C for 20-25 minutes until the top is pale gold and very crisp. Cut into wedges and serve.

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