mercoledì 6 gennaio 2010

RICOTTA AND RED BLUEBERRIES CAKE - CHI CERCA TROVA, TRA SCATTI E SORRISI - CIAMBELLA ALLA RICOTTA, PINOLI E MIRTILLI ROSSI

Ce ne stiamo accoccolati sotto le coperte. Fuori il Re Inverno ha nuovamente messo la firma. Sfoglio le pagine del libro che Sabrina mi ha regalato per Natale mentre lei gironzola per le cucine e le storie altrui. "Luca cosa ho fatto! E questa roba cos'è?"
Non è che ne capisca molto nemmeno io di computer, più che altro lo uso per lavoro. Alcuni software dedicati e poca, pochissima amministrazione. Sabrina inizia a ridere ed io non posso fare a meno di allungare lo sguardo per capire di cosa si tratta. Il sito è tutto in inglese, tranne tutta una serie di frasi in italiano.
"Cos'è sta roba!" dico io con fare sospetto. Sembra di essere entrati in un mondo di maniaci sessuali. "Lulù, sono le frasi con cui arrivano nel nostro sito da Google!" Sabrina inizia a leggerle ed assieme le commentiamo.
Ovviamente abbiamo omesso tutte quelle indecenti, pornografiche e quelle che cercavano una ricetta. Ne riportiamo alcune per noi davvero buffe ed insolite.

In rosso riportiamo i nostri commenti.

Ciao :) chi sei?ci conosciamo?
NO!
"Il vero amore non ha mai conosciuto misura"
DICONO TUTTE COSI’
Lory!! insomma questo pranzo?!??
C'E' BISOGNO DI CHIEDERLO IN RETE? E' PROPRIO VERO CHE NON CI SI PARLA PIU'!
Osservo il presepe e i suoi personaggi
TE PIACE O' PRESEPE, EHHH!!!
Donna tutta sudata
HA BISOGNO DI UNA DOCCIA!
Letterina di natale tronchetto dolce santaklaus
LA DOMANDA E': IL TRONCHETTO E' DENTRO LA LETTERINA O LO VUOI COME REGALO?
Foto gratis bancarelle del pesce Sicilia
SE SAPEVAMO CHE C'ERA LA POSSIBILITA' DI ESSERE PAGATI PER DELLE FOTO DI BANCARELLE SICILIANE DI PESCE, SAI QUANTE NE POSTAVAMO?
Ciabattine sexy
SAREMMO PROPRIO CURIOSI DI VEDERLE!
Con 660 gr di farina quanti ravioli vengono?
UN ENIGMA MATEMATICO, MA I DATI SONO INSUFFICIENTI, CI DEVI FORNIRE LA MISURA ESATTA DEL RAVIOLO CHE DESIDERI, POI APPLICANDO IL TEOREMA DI PITAGORA E TALETE RISOLVEREMO L'ARCANO!
Ricetta della faraona di Jerry Scotti.
NON VA BENE QUELLA DEL SUPERMERCATO?
Cosa abbinare ai cubetti di grana?
TACCHI A SPILLO PER LEI E CRAVATTA PER LUI E POI SI VA A CENA FUORI CHE E' MEGLIO!
Piatto colpisce
.... E FERISCE SE ARRIVA ADDOSSO!
Sapori divini Luca mi stringe la mano
E SABRINA SI INC***A! MENO MALE CHE NON E' GELOSA!
Asterix mal di pancia
NON HA SICURAMENTE MANGIATO DA NOI!
Cosce al vento
COME CAMBIANO I TEMPI, UNA VOLTA ERANO I CAPELLI!
Sabrina gelata
FUORI, MA NON DENTRO!
Zuppa di pescie
DI PESCE SEMMAI! MA PESCE D'ACQUA DOLCIE?
13 vecchiette in posa
FANNO UN CALENDARIO, MA UNA RESTA FUORI (NON IN DICEMBRE COL FREDDO CHE FA!)
Panforte sapori così celeste
FORSE E' ANDATO A MALE!
Cartoni animati con bocca vera
QUASI UN HORROR!
Nevica tanto a Milano
MICA SOLO LI'.
E’ quasi magia Johnny, Sabrina nuda
LUCA HA GIA' MESSO UNA TAGLIA SUL MISTERIOSO JOHNNY!
Ostrica virtuale
OTTIMA PER CHI E' A DIETA!
Cosce di Natale
CI CHIEDIAMO DA COSA DIFFERISCANO RISPETTO ALLE COSCE DI TUTTI I GIORNI
Napul’è London
SAREBBE UN BEL GEMELLAGGIO!
Cerco collant e autoreggenti usati
ANCORA UN ALTRO FETICISTA!
Maiale con gli stivali
NON ERA UN GATTO?
Monto bene jeans
COMPLIMENTI, SE TI DIVERTI!
Presepe sul water
DI SICURO NON SI E' MAI VISTO PRIMA! LO SPIRITO NATALIZIO DEVE ESSERE MOLTO SENTITO IN QUELLA CASA.
Pesce piccione esiste?
IN PIAZZA SAN MARCO CON L'ACQUA ALTA SI'!
Vorrei tanto sapere o riuscire a scoprire cosa lega il colore verde, la quinta musicale ed il calor!
L' LSD!!!
Il mandarino Kamasutra
UN MANDARINO COSPARSO DI PEPERONCINO! MOLTO PICCANTE!
Frasi per un buon primo piatto
PUOI PARLARE FIN CHE VUOI, MA SE FA SCHIFO, FA SCHIFO!
Maglietta contorno
E CALZONI RIPIENI COME SECONDO!
Zuppa con cozze e arselle, sorseggiando un bel bicchiere di latte bianco
DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST, MA NOI PREFERIREMMO ALMENO UN GRECO DI TUFO!
Come presentare una tagliata di manzo
SE E' DI REALE CON UN INCHINO!
Casalinga con caviglia slogata
ABBIAMO AVUTO MOLTE VISITE DI CHI CERCAVA GAMBE, COSCE, PIEDI, MA CAVIGLIE E SOPRATTUTTO SLOGATE E' LA PERVERSIONE PIU' STRANA IN CUI CI SIAMO FINORA IMBATTUTI!
Viola Ananas
OK CHE E' IL COLORE CHE ANDAVA DI MODA, MA ESSERE FASHION FINO A QUESTO PUNTO!
Come cuocere i tortelloni il giorno prima
IL GIORNO PRIMA DI AVERLI FATTI?
Collant da uomo
INGUARDABILI E SOPRATTUTTO SCOMODI!
Cosa e faraona
QUESTA NON L'ABBIAMO CAPITA!
Sabrina rotolo di carne
NESSUNO MI HA MAI DEFINITO ROTOLO!
Nuda sul trattore
NORMALE, TUTTI I GIORNI!
Come fare la sauna nudi
CI CHIEDIAMO PIUTTOSTO PERCHE' FARLA VESTITI!
Pere, mascarpone, panna, pandoro: cosa posso fare?
NON SAPPIAMO TE, MA NOI UNA VAGA IDEA CE L'ABBIAMO, E NON E' UNA CATTIVA IDEA! GRAZIE PER IL SUGGERIMENTO!
La pantera rossa da colorare
E MAGARI LA FACCIAMO ROSA?
Giochi di Pandoro
NUOVO GIOCO DI SOCIETA'??? ANCHE SFORZANDO LA FANTASIA.....
Torta con bambino che nuota
LA TORTA DEVE ESSERE MOLTO GRANDE!
Mia cognata ogni volta che ci salutiamo mi trattiene la mano
SARAI APPICCICOSO! MA UNA SERIE DI CHISSENEFREGA CE LO VOGLIAMO AGGIUNGERE!
Autoreggenti mania
ANCH'IO, NE HO UN CENTINAIO DI PAIA!
Donne nude natalizie sul letto
MA SE SONO NUDE COS'HANNO DI NATALIZIO?

Questa foto non la volevo pubblicare, ma Sabrina ha esordito con "Ma sei bellissimo e dolcissimo!" Io le ho risposto" Ma guarda che schifo, si vede tutta la pelata! E poi non ti si vede!"e Sabrina di rimando" Ma no.....sei solo stempiato!"
Certo, le ho ribadito io" Il Sahara non è un deserto è solo una spiaggia molto lunga!"
Però alla fine l'ha spuntata lei.

CI TENIAMO A RINGRAZIARE TUTTI COLORO CHE CI STANNO VOTANDO NEL CONCORSO DI VAL (LA TORTA DI TROTA SALMONATA), IN PARTICOLARE RINGRAZIAMO I COLLEGHI DI LAVORO DI SABRINA CHE STANNO VOTANDO IN MASSA E NON POSSIAMO DIMENTICARE GLI AMICI DEGLI STATI UNITI E QUELLI SUDAMERICANI CHE SAPPIAMO CHE CI STANNO SOSTENENDO. SIAMO EMOZIONATI PERCHE' NON CI ASPETTAVAMO UN TALE RISCONTRO. CONTINUATE COSI'!!!





Il quadro con le orchidee sullo sfondo è stato dipinto da Sabrina e fa bella mostra di sè nel corridoio di casa.

"Le orchidee nascono e sono già arte"
Sabrina


CIAMBELLA ALLA RICOTTA, PINOLI E MIRTILLI ROSSI

Ingredienti:
250 gr farina 00

250 gr ricotta
250 gr zucchero semolato
20 gr burro
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
50 gr mirtilli rossi disidratati
50 gr pinoli
40 ml di Grand Marnier
1 bustina di vanillina


Ammollate i mirtilli rossi nel Grand Marnier
Accendere il forno a 180°C


In una terrina mettere lo zucchero e le uova intere, la vanillina, il burro e la ricotta.
Lavorare bene fino a che il composto diventi liscio e spumoso (non si devono sentire più i granelli di zucchero).
Aggiungere la farina in cui sarà stata mescolata la bustina di lievito in polvere per dolci, al composto appena fatto. Ammalgamare con cura.


Aggiungere i Mirtilli senza strizzarli ed i pinoli continuando a mescolare fino a che il tutto sia ben ammalgamato.
Imburrate perfettamente una tortiera per ciambella e poi infarinatela con cura, eliminando l'eccesso di farina.
Infornare, come già detto, a 180°C per circa 45-50 minuti.


RICOTTA AND RED BLUEBERRIES CAKE

Ingredients:
250 g flour
250 g ricotta cheese
250 sugar
20 g butter
3 eggs
icing sugar
1 bag baking powder (1 and 1/2 tsp)
50 g red dried blueberries
50 g pine seeds
40 ml Grand Marnier
1 bag vanilla powder

Grease a 24 cm round cake and set aside. Preheat the oven to 180°C.
Soak the blueberries in 40 ml of Grand Marnier.
Cream the sugar with the ricotta cheese and vanilla powder until smooth and fluffy. Incorporate the eggs, the butter, the flour and the baking powder, mixing very well. Drain the blueberries and add them to the mixture. Complete with the pine seeds.
Pour the mixture into the cake tin and bake for about 45-50 minutes or until done. Let it cool completely and sprinkle with icing sugar before serving.

venerdì 1 gennaio 2010

PETALI DI PANDORO CON MASCARPONE AL GRAND MARNIER - NEL CUORE DI NAPOLI, STORIA DI PRESEPI, LUCI ROSSE, JEANS E PIGNE - PANDORO WITH MASCARPONE CREAM



UN FELICE 2010, UN MERAVIGLIOSO ANNO NUOVO A TUTTI

E' passata la prima notte a Napoli ed il mattino spunta col suo ventre pieno di luce e con le voci del mercato di Porta Nolana.
Mi sento viva e guizzante come non ero da un po', sempre nella schiuma dei giorni, sempre stritolata dentro la troppo stretta scatola del tempo.
Sempre a rincorrerlo, il tempo, sempre con la sensazione di non riuscire mai a possederlo. Ed ora mi ritrovo a galleggiare dentro una libertà fatta d'aria e di scelte, ora che siamo a Napoli, Luca ed io.
Ho deciso che cercherò di trattenere il giorno che fugge, che in qualche modo farò mie le molecole del tempo.
La giornata è in eruzione fin da subito, fin da quando è ancora immacolata; per un attimo gioco sotto le coperte con la pigrizia e con la voglia di rotolarmi e stiracchiarmi ancora un po', poi balzo giù dal letto, spinta dall'amorevole invito di Luca a fare il primo passo verso l'armadio ed il bagno o viceversa.
Apro la finestra, c'è un tiepido sole, fa quasi caldo. E' una giornata di echi, di voci che rimbalzano su e giù per la via. Gli echi di Napoli. Mi sorrido allo specchio mentre mi lavo i denti e poi sono costretta a lanciare un cuscino in faccia a Luca perchè mi accorgo che si è quasi riaddormentato, scordandosi che siamo a Napoli, che dobbiamo andare a S. Gregorio Armeno, che sono in un'attesa stupefatta, tremula, felice, che do le spalle al mondo.
Che siamo a Napoli. Un frutto maturo da mordere, così da farne scorrere il succo.
Scendiamo a fare colazione, scambiamo quattro chiacchiere con due signore che vengono da Noto, con i ragazzi fantastici della reception e poi ci lanciamo in strada. La vita già palpita e pullula, è una fiera di facce, di rumori, di clacson, di sorrisi.
Ci fermiamo davanti alle vetrine, allo scatenarsi di lusso e di luce che per un attimo mi fa sentire come il manichino che ho davanti agli occhi. Mi immagino con quei vestiti indosso, mi svesto e mi rivesto decine di volte in mezzo alla strada, davanti a tutti i passanti. Sono indecente, ma solo col pensiero.
In verità l'ho quasi fatto davvero in un vicolo del centro, eravamo davanti ad una bancarella, mi piacevano dei jeans, ma avevo paura che fossero troppo piccoli e per un lungo attimo ho pensato di provarmeli subito, in mezzo alla strada; mi stavo già togliendo gli stivali, poi mi sono guardata intorno, ho visto che c'era una gran folla, ho sentito Luca dirmi che ero matta solo a pensare di provarmi i jeans lì, poi e soprattutto ha anche aggiunto che era sicuro che mi calzavano a pennello. Per finire me li ha regalati. Ma io non ancora convinta del tutto ho intimato al ragazzo che ce li ha venduti di farsi trovare nei paraggi perchè se non mi fossero andati bene sarei tornata a cambiarli.
Appena abbiamo trovato un bar e l'occhio mi è caduto sull'insegna toilette, ci siamo infilati dentro, sono sfrecciata in bagno e mi ci sono chiusa dentro coi miei jeans, non potevo resistere, dovevo assolutamente vedere se erano della taglia giusta. Quando sono uscita Luca non mi ha chiesto nulla, ha solo pronunciato un "Te l'avevo detto!" mentre sorridevo radiosa con i miei perfettissimi jeans nella borsa.
Questa giornata sembra un dono, respiriamo aria libera, godiamo di quello che c'è, ci perdiamo tra le strade del centro, addentando una sfogliatella, possiamo fare quello che vogliamo e l'imprevisto improvvisato mi affascina, sa di scarruffato e di romantico.
Napoli germoglia tutta, è elettrica nello splendore delle luminarie di Natale. Anche i miei sorrisi sono di un'intensità che ha luce, mi innamoro sempre perdutamente di tutto quello che luccica e appena arriveremo a S. Gregorio Armeno so già che cercheremo dei fili luminosi per il nostro albero di Natale, da aggiungere a quelli che già abbiamo. Li voglio rossi.
Luca ritiene che i fili luminosi che abbiamo a casa sono più che sufficienti, ma si sbaglia, non si rende conto o forse non ricorda che l'albero di Natale l'anno scorso aveva delle zone d'ombra, troppe. Gli uomini non notano mai certi particolari.
Alla fine però conviene con me che è fondamentale comprare altre luci per l'albero e quando gli chiedo di che colore le vorrebbe ed aggiungo che a me piacerebbe che fossero rosse, lui senza un attimo di esitazione risponde "Rosse".
Dopodichè per convincerlo ulteriormente vado avanti ad intessere le lodi del colore rosso, così natalizio con la sua bellezza così piena, così satura, quasi violenta. Mi sto infervorando, a volte inizio a parlare a raffica, lasciandomi trasportare dalle emozioni e mi tuffo in qualcosa senza fondo.
Finalmente imbocchiamo la via che cercavamo e ci ritroviamo in una fitta selva di persone che ci avvolgono, è la via dei presepi, è la strada più presa d'assalto in questi giorni. L'aria è più fresca, ma io sono protetta dalla lana e dalle spalle di Luca.
Vorrei vedere tutto, in mostra c'è un tale concentrato di oggetti che mi sento quasi stordita. E' una festa di presepi, di decorazioni natalizie, di luci, di vischio e poi ancora di statue, statuine che si sovrappongono agli emblemi classici di Napoli, i tamburelli, le maschere di Pulcinella, le reste dei peperoncini, i busti di Totò. E' Natale ed è Carnevale al tempo stesso.La festa ci avvolge fittamente, avvolge quello che sentiamo, quest'alone di meraviglia che ci accompagna passo dopo passo, che ci fa rimanere senza fiato davanti a capolavori dell'arte del presepe. Alcuni sono a dimensione d'uomo, raffigurano la scena della Natività e scenari di vita quotidiana ritratti fin nei minimi particolari e con tale realismo da lasciare impressionati, da toccare il fondo intimo del cuore.Osservo presepi illuminati da stelline colorate che sembrano tremare. Gocce di stelle stillano nell'oscurità della grotta, le casette si avviluppano sulle pendici dei monti in una sorta di giardino fiabesco e umido di muschio. Personaggi animati da un meccanismo nascosto non conoscono sosta e continuano a ripetere gli stessi movimenti, lenti e ampi, tra giochi di luce e mille sguardi attoniti.
Ci lasciamo invadere da questo senso di meraviglia, tutto tintinna, tutto scintilla, tutto scorre insieme alla folla che continua ad accalcarsi ad ogni angolo e ci ritroviamo abbagliati dall'armonia segreta di questa caotica e traboccante strada festosa.
Il mondo per noi sembra fermarsi dentro il flusso degli attimi, dentro questa Napoli che è elettrica, che è sensuale come un babà, che a volte graffia come se avesse gli artigli.Napoli, che mi fa sentire nuda di spirito.
E voglio lontananze. Ora, che Napoli è lontananza.





E' sereno, il cielo ed il suo sorriso.
Il freddo, la neve, le feste dovevano ancora arrivare.
Mi giro e raccolgo il suo sguardo sonnacchioso, che mi fissa. “Lulù, ma oggi ci torniamo a San Gregorio Armeno?” Mi aspettavo un solare buon giorno amore, un bacio sulle labbra, un pugno sullo stomaco, una carezza, un....ma non quella domanda. San Gregorio Armeno è stata la scusa per tornare a Napoli, per incontrare Luisa e Giusy, per rivedere il mercato di San Pietro d'Aran e per andare a mangiare da “Mimmi alla Stazione” ma, soprattutto, per stare con lei, per passare tutto il tempo con lei. Anche se la domanda non me l'aspettavo è là che anch'io volevo andare.
Napoli è sempre un piacere ed in questo periodo è grondante di Natalico profumo.
Dalla finestra filtra un sottile raggio di luce ed un chiassoso eco di bambini urlanti, di voci femminili che di femminile hanno solo il tono ed un coro di accidenti a qualcuno che ha di sicuro fatto qualche cosa di sbagliato.
Come sveglia, non c'è male.
Spingo Sabrina giù dal letto nel modo più dolce che mi riesce, mentre io mi porto le coperte ancora più sul viso. Il tempo si ferma mentre Sabrina si chiude la porta del bagno alle spalle.
Mi immergo mentalmente nella folla lungo quella stretta stradina contornata dallo stesso paesaggio mai uguale, sempre diverso e ricco di persone e personaggi. A volte non so se sia più suggestivo l'umano popolo o quello fatto di animi inerti.
Scendiamo per il caffè e per il buon giorno che ci regala, con il sorriso, lo staff dell'albergo.
Usciamo dall'Hotel Colombo e saliamo per Corso Umberto 1° fino a Piazza Nicola Amore, a destra per Via Duomo e la 4a a sinistra per via dei Librai. In realtà le indicazioni, almeno in questo periodo, non servirebbero perché basta seguire la folla. Corso Umberto è piena di gente e tutti vanno verso la più grande esposizione di presepi del mondo.
E' già la terza volta che ci andiamo, tre giorni tre volte.Sabrina mi da la mano e mentre raggiungiamo piazza Amore facciamo la radiografia ai vari negozi ed ai vari ambulanti che hanno in mostra vere false primizie di altissima qualità e fattura.Via dei Librai è l'imbuto. Entrano ed escono tutti da lì. Per uno come me che odia le file e la calca è sicuramente il posto sbagliato, ma è talmente suggestivo che mi dimentico delle spinte, della gente che si ferma per fare chiacchiere e blocca il tutto. A volte la ressa è tale che non hai quasi bisogno di camminare perché è la massa che ti porta. Quando poi si raggiungono i punti più caratteristici, quelli fatti apposta per i turisti è quasi un dramma. Sono tutti lì, fermi a scattare foto, a commentare le statuine dei vari personaggi che hanno raggiunto la fama e fanno gossip. Dal presidente del consiglio abbracciato alla hostess e l'ormai ex presidente della regione Lazio con la trans vicino. Vengono fatti servizi fotografici completi. “Ma che si deve vedere!” l'espressione di una signora bigotta che preferisce vederle in TV, certe cose, piuttosto che rappresentate in modo allegorico e ironico dagli artisti del presepe.
Mi ostino a tenere Sabrina per mano e con la mia mole un po' cerco d'impormi, di difenderla.
Alcuni sono delle vere e proprie opere d'arte, altre sembrano usciti da fabbriche cinesi per quanto sono anonimi. Ci sono presepi di tutti i tipi. Villaggi interi, illuminati. Personaggi meccanici che simulano i lavori quotidiani. Cascate, fontane, giochi d'acqua. Ma su tutti ho ammirato i “Pandorini”. C'è tutto, un villaggio completo ed illuminato. Il tutto della dimensione di un pandoro. Mancano solo i personaggi. Mentre li guardavo mi ricordavo della mia infanzia. Dove il realizzare il presepe iniziava un mese prima di Natale con la ricerca del muschio, poi, mio padre, portava su dalla cantina un piano di legno e si iniziava la composizione. Occupava quasi tutta una parete. C'erano tutti, dalle immagini sacre, ai personaggi della campagna con i loro animali e, per finire, i miei soldatini, con cui giocavo per ore al ritorno da scuola e per tutte le vacanze. Oggi il presepe non lo faccio più ma, non è detto che la tradizione non riprenda.
Oggi si fanno gli acquisti. Gli obiettivi da raggiungere sono: luci rosse per il nostro albero che Sabrina ha individuato durante il nostro primo giro, delle palle di Natale che spediremo ad alcuni amici e della corteccia che Sabrina userà per arredare in qualche modo casa.
Si sa che le donne ottengono quello che vogliono con molta facilità. Entriamo ed usciamo dai vari negozi, rivendite. Contrattiamo il prezzo della corteccia con un ragazzino che avrà sì e no 12 anni. Un ragazzo tosto, furbo ed intelligente. Alla fine ci sconta un euro ed io glielo regalo per la simpatia e la competenza con cui ci ha scelto i pezzi più belli.Via San Gregorio Armeno finisce in via dei Tribunali e se si svolta a sinistra ci sono altri negozi, ma questa volta si tratta di pescherie e frutta e verdura. Con tutte e due le braccia impegnate a trasportar sportine e corteccia non posso impedire a Sabrina di andare a curiosare. Io la seguo e la ascolto. “Guarda Luca vendono le pigne!” Il suo tono è decisamente stupito. “ma da quando in qua si vendono le pigne, mica si mangiano!”. Effettivamente, penso io.... Il pensiero non fa a tempo a materializzarsi tra le cellule grigie, i miei pochi neuroni non fanno a tempo ad attivarsi per una risposta logica che, Sabrina, vede dal fruttarolo successivo un cartello con scritto NOCI DI SORRENTO 1,8€ AL KILOed esclama” Ma dai! Sono noci di Sorrento!” Fino a qua sarebbe tutto normale se non fosse che mentre lo dice prende in mano una pigna. “Non le avevo mai viste le noci di Sorrento, sembrano proprio delle pigne!”. “Ma so'pigne siggnorina! Le noci sono finite....” Il fruttivendolo le risponde, prima sorridendo poi con uno sguardo sul “ma ci fa o ci è?”. Ci allontaniamo quel tanto e, mentre io mi faccio delle sonore risate, Sabrina approfitta delle mie mani impegnate a sorreggere pesi, per scambiare la mia spalla sinistra per un punchingball. “Colpa tua! Che figura di m***a! Lo sapevo benissimo che erano pigne!” e giù botte!
“Certo che sono grandi i gusci delle noci di Sorrento!!!” le ricordavo, tra un colpo e l'altro.
Napoli, città d'arte, città dei presepi e Città dove i gusci delle noci di Sorrento sono grossi come pigne!


PETALI DI PANDORO CON MASCARPONE AL GRAND MARNIER

Ingredienti:
500 gr di mascarpone
4 tuorli d'uovo
5 cucchiai di zucchero
250 ml panna da montare
50 gr di Grand Marnier
1 pandoro
Grand Marnier per la bagna
Fettine d'arancia caramellata


Iniziamo a preparare la crema di mascarpone, montando con una frusta i tuorli, lo zucchero e il Grand Marnier. Quando lo zucchero si sarà completamente sciolto aggiungiamo il mascarpone e amalgamiamo il tutto con la frusta. A parte montiamo la panna.
Incorporiamo la panna alla crema di mascarpone, mescolandola dal basso verso l'alto affinchè non si smonti. Una volta amalgamata la panna lasciamo riposare in frigorifero per almeno tre ore.
Tagliamo il pandoro in fette sottili, dalle quali ricaviamo con uno stampo delle forme a fiore che bagnamo leggermente con del Grand Marnier. Sovrapponiamo i vari strati di pandoro farcendoli con la crema di mascarpone e per finire decoriamo ogni tortino con una fettina d'arancia che avremo precedentemente fatto caramellare.
PANDORO (OR SPONGE CAKE) WITH MASCARPONE CREAM AND GRAND MARNIER FLAVOUR


Ingredients:
500 g mascarpone cheese
4 egg yolks
5 tbs sugar
50 g Grand Marnier
250 ml fresh whipping cream
1 Pandoro or a sponge cake
Grand Marnier
a caramelised orange


Put the yolks, the sugar and the Grand Marnier in a mixing bowl and whip them together. Add mascarpone cheese and keep on whipping all the ingredients together. Whip the cream until the cream holds a firm shape. Now fold the whipping cream all at once into the mascarpone. Set aside. Dip each Pandoro slice in the Grand Marnier mixture and arrange it horizontally in a suitable tray. Spread part of the mascarpone mixture on top and continue with the slices of Pandoro vertically. Spread the mascarpone on top again and so on. Cover the cake and leave it in the refrigerator for at least 3 hours to set before eating.
Top with a caramelised orange slice.

venerdì 25 dicembre 2009

LET IT SNOW - BIANCA NEVE E BIANCO NATALE- HAPPY CHRISTMAS

La neve come un gioiello rifulge nell'aria, sento il sapore di un Natale in anticipo dentro questo momento.
Fiocchi, come fuochi d'artificio esplodono muti nel cielo e si posano sulla terra fertile. Sono fiocchi di petali dentro un mare di silenzio e sul palmo della mia mano. Un silenzio come un blocco cardiaco, totale, assoluto, almeno ora, almeno per un attimo.
Ascolto il silenzio della neve mentre sfugge, prima che del tutto sfugga.
Ci sono cose da dire che non so come dire, le parole a volte non sanno afferrare quello che non è parola. Le parole hanno ombre ed hanno echi, ed hanno limiti. Uso le parole come se dipingessi un oggetto. Con tutte le sue ombre.
Bologna è completamente imbiancata, i tetti delle case, i campi, le strade. Ovunque mi giri ci sono distese di bianco e mi ricordano la neve della mia infanzia, quando andavo a scuola con i piedi che affondavano dentro enormi Moon Boot e durante la ricreazione mi rotolavo tra la neve, come se già da allora volessi infilarmi dentro la natura intima delle cose. Vengo da lontano, da un pesante dolore, gli occhi fissi su un'assenza che ho conosciuto presto.
Lascio che la neve che scende copiosa la copra, come un misterioso balsamo che ne cancella ogni traccia. La guardo cadere in obliquo volo, disegnare acrobatiche piroette.
Mi piacciono i paesaggi di terra, di roccia e di alberi ed amo la luce sospesa del pomeriggio, che schizza i dintorni di grumi accecanti. Amo la bellezza recondita e la sensualità vitale di ciò che è nascosto sotto questo candido manto di neve.
La magia del momento è una bambina che gioca con le palle di neve, con il desiderio di stupore che le guizza negli occhi, nel brivido dell'attimo. La magia del momento è l'abbraccio rotondo, aggomitolato e tiepido dentro il quale Luca mi stringe. Sento il sapore di lui e di un Natale in anticipo e queste note si intonano perfettamente al mio stato d'animo. La neve ci avvolge ed avvolge quello che sentiamo, mentre aspettiamo che venga Natale. Natale che è attesa, che è aspettare che il tempo si faccia.


AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI!!!


Vi mostriamo parte del nostro Menù Natalizio, abbiamo lavorato tutta la Vigilia per preparare i vari piatti, le salsine, ecc ecc.

I Cappelletti in brodo sono un piatto a cui siamo molto legati (Sabrina è una Romagnola purosangue), era da tanto che non ce li preparavamo, così abbiamo approfittato dell'occasione. Avendo preparato un bel pentolone di brodo di carne, il Lesso non poteva mancare.


lunedì 21 dicembre 2009

CILINDRO DI NATALE - CONCORSO "UN SOAVE NATALE" - CHRISTMAS HAT


TORTA DI TROTA SALMONATA AFFUMICATA E PATATE IN CREMA DI FORMAGGI E ZAFFERANO


Ingredienti:
350 gr di filetto di trota salmonata affumicata
600 gr di patate
un rotolo di pasta sfoglia
1 dl di panna fresca
200 gr di crème fraiche
6 fette di galbanino
40 gr di parmigiano grattugiato
una bustina di zafferano
finocchio selvatico
burro
olio extarvergine d'oliva
sale e pepe

Per guarnire:
stelline di galbanino
chicchi di melagrana
rametti di finocchio selvatico
trota salmonata affumicata
scaglie di parmigiano reggiano
festone dorato natalizio

Abbiamo sbucciato le patate e le abbiamo grattugiate con una grattugia a fori grossi.

Le abbiamo lasciate a bagno in una ciotola con acqua e ghiaccio per una ventina di minuti, poi le abbiamo scolate, asciugate e le abbiamo passate in una padella antiaderente con un filo d'olio extravergine d'oliva. Le abbiamo fatte rosolare per una decina di minuti. Nel frattempo abbiamo foderato uno stampo a forma di cilindro con la pasta sfoglia, dopo averlo unto generosamente con il burro.
In una ciotola abbiamo mescolato la panna, la crème fraiche e lo zafferano, sale e pepe.
Sul fondo dello stampo abbiamo steso uno strato di patate, lo abbiamo irrorato con qualche cucchiaio di crema di formaggio ed abbiamo aggiunto uno strato di trota salmonata a pezzetti, sale, pepe e infine abbiamo cosparso con del finocchio selvatico tritato. Abbiamo continuato a formare strati fino a finire gli ingredienti, terminando con le patate, le fettine di galbanino, il parmigiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro.
Abbiamo passato lo stampo in forno a 180 gradi. Lo abbiamo lasciato coperto per i primi 20 minuti, dopodichè l'abbiamo scoperto ed abbiamo continuato la cottura per altri 15 minuti.
Abbiamo tolto la torta dallo stampo e l' abbiamo decorata con alcune stelline di galbanino, con qualche chicco di melagrana, con un filetto di trota salmonata e del parmigiano reggiano.


Partecipiamo per il secondo anno al concorso “UN SOAVE NATALE” indetto dal Blog VAL NELLA BOTTE PICCOLA
Con questo piatto, dove i sapori si fondono nel sentore dell'affumicato e nella morbidezza dei formaggi, riteniamo che l'abbinamento più adatto sia un vino altrettanto ricco di profumi e dal sapore pieno, morbido e rotondo come il SENGIALTA, vino pregiato di cui riportiamo le note caratteristiche tratte dal sito della Cantina Balestri Valda a cui, ci farebbe piacere che venisse aggiunto anche: antipasti elaborati di pesce e formaggi come vuol essere il nostro piatto.

SENGIALTA, dal vigneto Sengialta nasce questo grande Soave, affinato per sei mesi in botti da venti ettolitri di rovere di Slavonia, colore dorato brillante, all'olfatto sentori di mandorla e biancospino. Sapore molto pieno con accentuate note minerali. Eccellente con risotti saporiti e pesce alla griglia.




SMOKED SALMON TROUT AND POTATO PIE WITH FENNEL AND SAFFRON


Ingredients:
350 g smoked salmon trout de-boned and skin removed, sliced into strips
4 medium potatoes, peeled
extravirgin olive oil
1 tbs butter
ground black pepper
salt
chopped fennel
30 g grated Parmigiano Reggiano
200 g crème fraiche de fromage
1 dl creme
1 bag saffron
mild cheese in slices
pastry for 1 pie


Debone trout and cut fish into strips. Grate potatoes and place them into a bowl with icy water for about 20 minutes. Drain. Heat extravirgin olive oil in a saucepan over medium heat and cook potatoes until tender but still firm, about 10 minutes.
In a bowl combine creme fraiche de fromage, creme, salt and pepper and complete with a bag of saffron. Mix well.
Roll pastry and fit into pie pan. Put a layer of potatoes on the bottom, sprinkle with cheese creme, add smoked salmon trout strips, salt, ground black pepper and chopped fennel. Add a layer of potatoes, then of sliced trout, cheese creme, fennel, salt and ground black pepper and so on. Top with remaining potatoes and sprinkle with grated Parmigiano Reggiano and mild cheese in slices. Bake for about 40 minutes at 180°C.

giovedì 17 dicembre 2009

PASTA WITH A CREAMY BROCCOLI, SHRIMP AND GORGONZOLA CHEESE SAUCE- INCONTRARSI A NAPOLI, DIDA ED ELLE- CUERNICELL CON BROCCOLI, GAMBERETTI E GORGONZOLA


Uno dei miei attori preferiti è James Stewart. Mi sento un po' come lui nel film “La vita è una cosa meravigliosa”. La scena sul ponte, quando lui disperato guarda le acqua torbide del fiume in un inverno freddo e cupo, di un Natale che comunque arriverà. I fantasmi dei Natali passati, futuri e presenti. Le decisioni da prendere, i lavori da finire, la casa da dipingere. Il campanellino che suona ed ecco apparire Sabrina. La mia carica di energia positiva quotidiana.
Allora era domani, oggi è già un giorno lontano.
Posto sul treno nemmeno a parlarne. Eventuali otto ore e mezzo su vagoni puzzolenti e sporchi, con bagni inaccettabili anche da uno scarafaggio. Un viaggio di notte con la paura di essere aggrediti, così come ci hanno raccontato alcune persone. Oppure quattro ore e mezzo così come pubblicizzano le Ferrovie Italiane, con quella linea rossa a prezzi proibitivi. La scelta obbligata sono le sei ore di macchina, ma con la possibilità di fermarsi quando si vuole e la libertà di decidere. Un solo vincolo. A Napoli si parcheggia la macchina e la si riprende solo per ritornare a casa.
Sveglia alle quattro! Sveglia alle cinque! Sveglia alle sei! Non ce la possiamo fare. Abbandonare le lenzuola è quasi un trauma ma la voglia di partire ci fa leva e, anche se con due ore di ritardo, in una mattinata buia e nuvolosa metto la freccia e svoltiamo verso l'autostrada. Ancora un altro sbadiglio e ci rimettiamo a dormire. “Amore, un caffè al bar o ci fermiamo in un autogrill dopo Firenze?” “Autogrill!” sussurra Sabrina in una lingua quasi incomprensibile, con una voce che ancora non ha abbandonato il letto.
Si capisce che è giorno solo perché aumenta la luce ma del sole nessuna traccia.
La strada è facile, sempre dritto fino al mattino, seconda stella a destra ecco il cammino, ecco Napoli. Il sud ci è entrato profondamente nel cuore. Città ribollenti di storia e di emozioni. Gente con una fiamma nel cuore che le alimenta la vita. I napoletani sono frenetici, molto più dei milanesi. Nel loro traffico caotico fatto di colpi di clacson, che scandiscono il tempo, che ti danno l'idea di cosa sia un' unità di misura, il nanosecondo. E' il tempo che passa da quando l'incandescenza della lampadina del verde viene percorsa dai primi atomi di corrente ed il colpo di clacson di chi ti sta dietro. Svelto, devi andare svelto. Non c'è tempo. Devi andare. Ma andare dove che è tutto fermo? Piano piano, lento lento ma si va. Napoli con i suoi ritmi, con la sua gente, chiedo scusa, con i Napoletani. Napoli con i suoi sorrisi, disegnati come il suo golfo. Napoletanità è un sentimento in cui convivono due anime, quelli che ti vogliono raccontare che Cristo è morto dal freddo e quelli che il Cristo lo riscaldano con tutto il loro cuore e se potessero anche di più. Napoli profuma di dolce. Napoli città generosa. Napoli dove quattro, ma proprio solo quattro fiocchi di neve ti fanno sentire all'interno della festa, dove tu sei l'attore principale. Napoli città di turisti pronti a farsi fregare per poi poterlo raccontare agli amici come una cosa bella, simpatica. Napoli è dove fatichi a riconoscere il vero dal “tarocco” e dove il falso è più vero del vero. Napoli è un mercato vicino alla chiesa di San Pietro d'Aran dove ci perdiamo a svuotare i banchi, dove le camicie da uomo firmate costano un euro e dove quelle di marca (?), da donna, costano cinquanta centesimi.
Un viaggio preparato, organizzato in meno di una settimana, in uno dei periodi in cui Napoli è stracolma. Venti alberghi chiamati e nessuno aveva posto. Il ventunesimo aveva una stanza libera ma andava pagato in anticipo tutto il soggiorno. Nessun problema. Pagato. Prenotato. Arrivati!
Il Sabato sfuma sistemando le valige in camera, affrontando i vicoli di San Gregorio Armeno immersi nella patria del Presepe, cercando la pizzeria consigliataci da Claudia e Jacopo e leggendo i messaggi di Luisa e di Giusy, che ci danno i ben arrivati e che ci confermano l'appuntamento per Domenica. Una Domenica tutta per loro, una Domenica tutti insieme per festeggiare l'incontro.
Prima di trasformare il virtuale in reale, di sciogliere la magia dell'incontro, le emozioni si stringono nello stomaco. La colazione è leggera anche perché sappiamo che ci aspetta un lauto pranzo.
Piazza Garibaldi è il punto d'incontro. Loro sono Lì. Ci sono Vito, Luisa e Giusy che parlano e, tra loro, buona buona c'è seduta Nocciola. La prima sensazione è quella di averli conosciuti da sempre. Luisa con la sua gioia di vivere, Vito al suo fianco sempre pronto e presente, Giusy trasmette vitalità, serenità. Sono immersi nei loro discorsi e, come presentarsi cercando di superare la nostra timidezza?
Così ho deciso che avrei gridato il nome della persona. Piazza Garibaldi per un attimo si è zittita, quando ho gridato “Nocciola!!!”. Nocciola ha alzato di scatto la testa, ci ha puntato e, come se ci conoscesse da sempre ha iniziato a regalarci i suoi baci, poi un abbraccio a Luisa, uno a Giusy ed una forte stretta di mano a Vito.
“Ma non dovevano esserci anche tuo marito e tuo figlio? Sabrina chiede a Giusy. “Stanno cercando parcheggio..” ci informa Giusy e, pochi minuti dopo eccoli lì, Giuseppe e Manu. Manu si nasconde dietro il padre, ci guarda e ci scruta come per capire se di noi ci si può fidare. Proviamo un primo approccio ma nulla da fare, non è il momento giusto per fargli sentire il nostro calore.
Giusy e Luisa hanno lavorato fino a tardi per preparare il pranzo/cena, addirittura, dice Vito, Luisa ha lavorato fino alle quattro del mattino.
Scambiamo ancora un po' di chiacchiere e poi partiamo per l'aperitivo in un Bar Pasticceria di Nocera. Noi siamo in auto con Giusy e la sua bellissima famiglia, deviazione verso casa di Giusy per prendere le vettovaglie che ha preparato così ne approfittiamo per visitare la Magione ma, soprattutto per vedere tutte le macchinine e le moto di Manu. Il figlio di Giusy si scioglie e si fa rapire completamente dal fascino di Sabrina. Le racconta e le mostra tutto il parco auto e moto. I disegni e tutto quello che può. Sabrina ha colpito ancora. Non c'è maschietto che le resista ed io ne sono sempre più geloso.
Al bar tutti fanno i sobri mentre io e Sabrina ordiniamo due Americani. Il cameriere ci guarda e ci chiede se li vogliamo all'italiana. Guardo Sabrina, Luisa, Vito, Beppe e Giusy come per chiedere loro aiuto, che ci spiegassero cosa vuol dire all'Italiana, ma dai loro visi traspare solo normalità. Ma sì, all'italiana, dico io e Sabrina, con un gesto del viso annuisce.
Americano all'italiana lo capiamo al primo sorso cosa vuol dire. Carichi d'alcol da morirne. Ma tanto non devo guidare..... Sabrina ha mille sorrisi disegnati sul viso. E' per me inebriante.
E' giunto il momento di andare a pranzo/cena. Arriviamo a San Valentino Torio e si fa un' altra sosta. Vito scende dall'auto, entra in una pasticceria e ne esce con un vassoio pieno di, ancora non sappiamo cosa. Per ora almeno. Si parcheggia, si salgono le scale e siamo in casa di Luisa e Vito. Luisa fa gli onori di casa e ci mostra, con giusto orgoglio, la sua grande cucina. Altri aperitivi e questa magnifica e dolcissima scena. “Vito, prendi i bicchieri per lo champagne!” chiede con gentilezza Luisa. Vito apre il mobile ed inizia una accurata scelta dei bicchieri. “Ma dai Vito! Anche se non sono tutti uguali va bene lo stesso!” Dice Sabrina. “Eh no! Voi non la conoscete Luisa!” Alla fine Vito riesce a trovare tutti i bicchieri uguali. Brindiamo e passiamo in rassegna ed apprezziamo tutta una serie di stuzzichini che sarebbe troppo lungo elencare.
Arriva il momento di scoprire cosa ci ha preparato Luisa, in arte Elle la Vegolosa. Muffin di Tagliolini ai piselli prosciutto e cuore di provola. Sono uno spettacolo per gli occhi e per il palato. Veramente deliziosi. A seguire gnocchetti con ragù. Veramente speciali. E lo diciamo perché lo erano veramente. Luisa si dispera ed è un continuo scusarsi perché erano ancora freddi. Cara Luisa, se fossero stati cattivi mica ce li saremmo spazzolati con gusto! Si, erano tiepidi, ma veramente buonissimi.
Arriva il momento di assaggiare i piatti di Giusy, in arte Dida70.
Melanzane alla Parmigiana buonissime e delle speciali zucchine alla scapece. Ma che bello il mondo dei blogger! Si mangia in modo divino.
Una selezione di Formaggi di qualità eccelsa e poi iniziano i dolci. Sul tavolo arrivano dei cioccolatini. Luisa ci chiede di indovinarne il ripieno. Ma è formaggio!, Questo è al gorgonzola! Cioccolato e formaggio. Una bella invenzione. Decisamente particolare e gustosa. Luisa riesce sempre a scovare l'introvabile.
La Caprese di Giusy da Oscar, i biscotti delle feste Natalizie, il tutto accompagnato dal vino della vigna dei suoceri di Giusy.
Suona il campanello. Arrivano i Suoceri di Luisa e le Zie di Vito. Giusto per assaporare con noi il Limoncello ed il liquore al cioccolato fatti da Luisa, i babà presi da Vito ed i caffè che ci ha servito sempre Vito compiendo, praticamente, una maratona digestiva tra la cucina e la sala da pranzo per portare lo scuro nettare caldo a noi ed a tutti i suoi parenti.
Così conosciamo la famiglia di Vito ed io imparo che “na tazzulella e caffè!” non lo dirò mai come un Napoletano vero. Parola del padre di Vito.
Il pomeriggio si consuma tra chiacchiere di vario genere e la sera arriva. Sono quasi le sette e Giusy e famiglia ci devono abbandonare perchè anche loro hanno il giro parenti da concludere. Ci salutano e, assieme a Luisa ci riempiono di regali, uno più goloso e prezioso dell'altro.
Arriviamo a Salerno, Luisa è orgogliosa della sua città natale. Si illumina appena varchiamo le porte della città. E' radiosa, non si ferma un attimo. Sabrina glielo fa notare e lei sorride. Salerno ci accoglie con una lunghissima coda d'auto e Vito, alla guida, è sempre calmo e serafico. La sensazione che ci arriva è quella della calma, del “va tutto bene”.
Luisa ci racconta di quando era piccola, ci mostra il suo liceo e , orgogliosa, ci indica dove guardare per vedere lo spettacolo di luci che adornano la città. Arriviamo fino al parco dove ci sono installazioni luminose spettacolari.
Scendiamo dall'auto e andiamo a vedere da vicino lo spettacolo di luci. Fiori, fontane, statue di luce.
Una passeggiata per la città e, quando meno te lo aspetti conosciamo Goffredo, il Fratello di Luisa e sua moglie.
Siamo ben coperti ma l'aria frizzantina si fa sentire. Luisa vuole portarci a fare un giro in costiera ma a Vietri sul mare la strada è bloccata ed allora facciamo tappa alla gelateria preferita di Luisa e Vito. Locale che hanno frequentato da fidanzatini. Beata gioventù!
Luisa confabula con Vito e si decide che un dolcino alla pasticceria di Minori lo si deve fare.
Che pazienza che hai Vito! La strada per il passo è lunga ma ne vale la pena. Le luci, il panorama su Napoli è un altro spettacolo.
Così, come sono stati superlativi i dolci.
E' tardissimo. Torniamo all'albergo alle tre di notte. Siamo felici, entusiasti della giornata passata in compagnia di Luisa, Vito, Giusy Beppe e Manu. Di tutto il tempo che ci hanno dedicato, dei sapori e dei profumi che abbiamo assaporato. Delle chiacchiere, delle risate dei magnifici paesaggi e delle tante cose buone che Luisa e Vito ci hanno fatto scoprire e riscoprire.
Grazie a tutti. Grazie di cuore.


Con una calda sensazione di familiarità, è iniziato così il nostro incontro.
Dentro un maglione invernale, tra un giro al mercato rionale ed il caffé del buongiorno, sospesi tra la vertigine dell'attesa e la bambagia dei primi abbracci.
Sotto la statua di Garibaldi, nel centro di Napoli. E' iniziato così il nostro incontro.
Nel gorgo di parole e di sorrisi. Luisa dagli occhi grandi e vivaci ed un'immensa voglia di parlare. Giusy dalla dolcezza che le si appiccica tra le labbra ed i gesti. Ed i loro mariti, Vito e Peppe, a suggellare quest'armonia che si è instaurata.
Luca mi è accanto e lo conosco a memoria. La sua mano mi cerca continuamente, a ripetere carezze. La sua bocca come un frutto maturo, da cogliere ogni tanto con il bacio delle mie labbra.
E' una domenica da cartolina. Abbiamo festeggiato, brindato, pranzato. Abbiamo sconfinato fino a Salerno. Abbiamo passato la notte in Costiera. Ci siamo raccontati a frammenti, a fiumi, tra il salone, la cucina e la tavola imbandita della casa di Luisa.
Le parole corrono in libertà, accarezzando gli argomenti più disparati, i sorrisi si tingono di complicità. Gli occhi si riducono a fessure dal tanto ridere. Il caldo mi avvolge oltre la finestra di questo attimo.
Quella grande tavola nel salone è un girotondo di visi, di flash e di movimento. E' bello stare così vicini, con Emanuele che guarda i cartoni sul satellite e Nocciola che scodinzola felice. Il cibo è squisito, una sfilata di portate cucinate da Luisa e da Giusy, senza uno schermo virtuale che impedisca alla forchetta di seguire il proprio istinto.
Vivo sempre in profondità i momenti e le persone ed al tempo stesso ho anche bisogno del conforto della pelle, di quelle sensazioni che aprono fessure di percezione, che riesco per un attimo a sentire il dentro. Luisa e Giusy sono due splendide persone, ci hanno toccato il cuore in qualche modo, in più di un modo. Sarà stato per la loro semplicità, per la loro trasparenza, per il loro calore. Per una questione di pelle e per una questione di sensibilità. Queste poche righe sono un modo per ringraziarle per quella domenica speciale, da cartolina.




CUERNICELL PORTAFORTUNA ALLA PAPRIKA CON BROCCOLI, GAMBERETTI E GORGONZOLA
Ingredienti:
1/2 carota
1 costa di sedano
1 cipolla piccola
prezzemolo
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di Brandy
1/2 bicchiere di brodo vegetale
80 gr di gorgonzola
250 gr di broccoli
100 gr di gamberetti sgusciati
olio extravergine d'oliva
180 gr di pasta

Tritiamo la carota, il sedano e la cipolla finemente e poniamo in una casseruola a rosolare insieme ad un filo d'olio extravergine d'oliva nel quale avremo scaldato i due spicchi d'aglio leggermente schiacciati. Quando il trito sarà appassito, uniamo i broccoli e lasciamo rosolare per qualche minuto. Aggiungiamo i gamberetti, mescoliamo il tutto e sfumiamo con il Brandy. Quando quest'ultimo sarà evaporato, aggiungiamo mezzo bicchiere di brodo vegetale. Lasciamo cuocere per qualche minuto, fino a quando il liquido si sarà parzialmente assorbito. Aggiungiamo una bella spolverata di prezzemolo. Facciamo mantecare il sughetto con il gorgonzola tagliato a pezzettini. Amalgamiamo il tutto e dentro questo condimento verseremo la pasta appena scolata. Un primo piatto ricco di sapori, ottimo. Il sapore della paprika si sposa benissimo con gli altri ingredienti e il Re Gorgonzola ancora una volta ha impreziosito un piatto semplice, ma speciale. Questo formato di pasta è un dono di Elle! Grazie ancora e ci auguriamo che questi cuernicell rossi ci portino tanta fortuna!
RED PAPRIKA PASTA WITH A CREAMY BROCCOLI, SHRIMP AND GORGONZOLA CHEESE SAUCE
Ingredients:
1/2 carrot finely chopped
1 little size onion finely chopped
1 celery stalk finely chopped
1 bunch broccoli floret
1 cup chopped parsley
80 g gorgonzola cheese
2 cloves garlic
extravirgin olive oil
1/2 glass vegetable stock
1/2 glass Brandy
100 g shrimp, peeled and deveined
180 g pasta

Cook pasta in a large pot of boiling salted water until al dente. Meanwhile, in a saucepan over medium heat, heat extravirgin olive oil and garlic. Add onion, carrot and celery. Cook for a few minutes or until golden brown. Cut broccoli into small pieces. Add broccoli and shrimp and saute for about 5 minutes, until shrimp are pink. Pour Brandy and then vegetable stock. Simmer, stirring until thickened. Cut gorgonzola cheese into small pieces and add them to the sauce. Melt gorgonzola and remove from heat. Add pasta and toss to coat it. Toss until well mixed. Complete pouring parsley over top.

mercoledì 9 dicembre 2009

TAGLIOLINI WITH GUINEA HEN RAGU' AND A SCENT OF ORANGE - IL TALENTO PER L'AUTUNNO - TAGLIOLINI CON RAGU' BIANCO DI FARAONA E FUNGHI ALL'ARANCIA

Sono nata alla fine dell'estate, ma io lo chiamo autunno. Ho il talento per l'autunno.
Amo la pioggia e l'odore della terra bagnata, il carnevale degli ombrelli e le mattine coperte dalla brina. Amo il momento in cui il giardino dell'estate si richiude sotto tutto un fiammeggiare segreto. Amo l'incontro tra ieri, che era ancora estate ed oggi, che dentro la giacca abbottono anche la nostalgia del sole d'agosto.
L'incanto dell'autunno è dato dai colori, da tutte quelle sfumature di rosso e di oro, da quella luce strana e rarefatta, che pare che il tempo si sia fermato o forse soltanto che sia più rallentato.

Amo gli autunni del passato e quelli presenti del tempo fermato. E poi quel cielo sordo, infinito ma quasi soffocato, quasi volesse trattenere tutto dentro e che poi quando fa piovere, fa piovere malinconia e bagna le cose di romanticismo.
Ho sempre avuto talento per la malinconia ed altrettanto talento per le fiammate d'eccitazione. Io sono sfumature di colori pastello che d'un tratto si fanno piene, vive, calde come incendi. Il rivolo d'un ruscello e l'alta marea.
Amo l'autunno perchè fa sgranare le parole al vento e fa correre le nuvole. Perchè mi fa pensare alla voluttà di una tazza di tè caldo al latte. Alla pancia arrotondata della teiera, al riflesso diamantino della marmellata d'arance nel barattolo di vetro. A infusi che profumano di anice stellato e di cannella. Alla magia della lievitazione di una ciambella nel cuore caldo del forno e a quel plaid color vino, sotto al quale mi raggomitolo quando leggo le pagine di un libro.

Amo l'autunno per il modo in cui veste la campagna e per le gite fuori porta che la domenica Luca ed io di tanto in tanto organizziamo.
Sono passate diverse settimane da quel giorno nel bosco. Eravamo nei pressi di Loiano, circondati dai seni di dolci colline che delimitavano lo spazio all'orizzonte, noi così pieni della felicità d'allontanarci.
Eravamo nel cuore fulvo di un bosco di castagni, ronzante di voci, nel bel mezzo di una festa in onore del pane e delle caldarroste, tra sfumature di biondi zafferano, di oro e di castano, tra il profumo del vin brulè e montagne di ricci accatastati.
Eravamo in mezzo al bosco, sotto alla luce del tardo pomeriggio che si posava lenta sui tronchi degli alberi, sulle nostre guance, tra le foglie cadute e le curve dei sentieri. Tra tutti i verdi ed i marroni.
Eravamo dentro una giornata d'autunno persa in mezzo all'autunno, con le gote arrossate, ad abbottonare dentro i cappotti anche le ultime bionde smagliature di sole.


Sapore d'estate nelle immagini che si lasciano nascoste nella macchina fotografica. Sapori d'estate pizzicando un tasto sbagliato. Rumore d'estate nelle foglie che scaldano la terra. Gli ultimi caldi, quelli delle minigonne e delle gambe nude. Sabrina che posa ed io che rubo il suo sorriso. Non vorrei mai uscire dal caldo abbraccio del sole che saluta, delle ombre piene, nere d'afa. Non vorrei ma debbo lasciarle scappare. La pagina va girata sui colori dell'autunno.
Ma chi l'ha detto che non ci sono più le mezze stagioni? Mai come quest'anno i mesi che ci hanno traghettato verso il freddo, la nebbia, il gelo sono passati. Mai come quest'anno i ricordi dei colori si sono scavati un angolo nella mia mente. Mai come questi tre mesi sono stati scaldati da immagini e sapori caldi. L'autunno ha il sapore dell'estate che se ne è andata. La terra si è bruciata e poi si è coperta di disegni dai colori forti e inebrianti. I colori che più mi piacciono.
L'autunno sostituisce i fiori della primavera e dei frutti dell'estate, con i colori.
Le foglie che cadono trattengono il sole e disegnano la strada da fare, la coperta che dovremo usare, l'abbraccio che ci stringerà sotto i primi morbidi panni che metteremo sul letto. Le lacrime di pioggia che useremo per tener puliti i ricordi di Sicilia, del mare con l'acqua di cristallo e della terra nera di fuoco. L'autunno conserverà i ricordi e ci preparerà a nuovi viaggi e a nuove scoperte anche in posti che già conosciamo.
Sapori d'estate e profumi d'inverno.
Inverno che già bussa e vuole farsi aprire. No, è ancora presto, anche se le nebbie, le piogge fredde e le bianche nevicate sono già lì che cercano di scardinare la stagione che sta finendo.


Questa ricetta l'abbiamo presa da Sale e Pepe, è stato amore a prima vista e dobbiamo dire che ne siamo rimasti entusiasti.


TAGLIOLINI CON RAGU' BIANCO DI FARAONA E FUNGHI ALL'ARANCIA

Ingredienti per i tagliolini freschi:
150 gr di farina di grano duro
50 gr di farina di grano tenero
2 uova
1 pizzico di sale


Ingredienti per il ragù di faraona:
250 gr di petto di faraona
1 arancia non trattata
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
50 gr di funghi porcini essiccati
un mazzetto di erbe aromatiche miste (noi abbiamo usato salvia, rosmarino, maggiorana)
mezzo bicchiere di vino bianco secco
50 gr di burro
brodo vegetale
sale e pepe
olio extravergine d'oliva

Abbiamo tirato la sfoglia piuttosto spessa con l'Imperia e una volta ottenuti i tagliolini li abbiamo lasciati asciugare.
Per prima cosa abbiamo messo in ammollo i porcini secchi in acqua tiepida per una ventina di minuti. Nel frattempo Luca ha disossato il petto della faraona e l'ha tagliato a cubetti, dopo avere tolto anche la pelle. In un tegame abbiamo fatto fondere il burro insieme ad un filo d'olio extravergine d'oliva e abbiamo fatto soffriggere il trito di carota, sedano e cipolla. Una volta dorato il tutto abbiamo unito i pezzetti di faraona e li abbiamo fatti rosolare per bene. A questo punto abbiamo unito il mazzetto di erbe aromatiche ben legate fra loro. Abbiamo lasciato insaporite per qualche minuto, abbiamo salato e pepato ed abbiamo aggiunto i funghi porcini ammollati. Abbiamo irrorato col vino bianco a fuoco vivace, dopodichè abbiamo aggiunto un bicchiere di brodo vegetale, continuando la cottura per circa 30 minuti.
Nel frattempo abbiamo privato l'arancia della buccia e abbiamo tagliato quest'ultima a listarelle, scottandole per pochi secondi in acqua bollente e poi scolandole. Abbiamo spremuto il succo dell'arancia e l'abbiamo unito al ragù bianco. Abbiamo continuato la cottura fino a fare consumare il liquido e a questo punto abbiamo eliminato il mazzetto di erbette aromatiche. Per finire abbiamo unito le scorzette d'arancia.
Una volta cotti i tagliolini, abbiamo impiattato e ci siamo gustati questo primo piatto che è un inno alla delicatezza ed ai profumi, indimenticabile!


TAGLIOLINI WITH GUINEA HEN RAGU' AND A SCENT OF ORANGE

Ingredients:
1 celery stalk, finely chopped
1 carrot, finely chopped
1 medium onion, chopped
2 tbs extravirgin olive oil
50 g butter
a Guinea hen breast ( 250 g)
250 ml vegetable stock
50 g dried porcini mushrooms (soaked in water for 20 minutes. Reserve the soaking liquid)
sage, marjoram, rosemary
ground black pepper
salt
1 orange (you need orange rinds and the juice too)
250 ml white wine
250 g fresh egg tagliolini

We thought to make a ragu with some leftover Guinea hen and some dried porcini. This tender meat together with the porcini mushrooms made a flavoured and delicious meal.
Heat extravirgin olive oil and butter in a pot over medium heat. Add celery, carrot and onion and cook for about 5 minutes, stirring until the vegetables have softened. Add the Guinea hen, the aromatic herbs and season generously with salt and pepper. Add a glass of white wine, the vegetable stock and water used to soak the mushrooms. Bring to a gentle simmer and leave to cook for about 30 minutes. Chop the porcini and add them to the sauce. Now add the orange juice and leave to cook.
The meat has to be tender and the sauce has to reduce enough because the ragu should be saucy enough to coat the tagliolini but there shouldn't be too much liquid left.
Cook the tagliolini in salted boiling water, drain pasta and add to the ragu, tossing gently to combine. Serve with some orange rinds.
By the way, cook the orange rinds for a while in boiling water, this way they can loosen up the white pithy part so it's easier to scrape off.


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PREMIO

Questo bellissimo quadro floreale è un dono dell'amica Paola di Polvere di Stelle. Lo abbiamo apprezzato tantissimo e lo vogliamo donare a: Elle la Vegolosa, Dida70, Papavero di Campo, Brad, Caty e Lufantasygioie.

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MOMENTO D'ARTE


Stiamo aspettando l'estrazione del 15 Dicembre 2009 sulla ruota nazionale con questi numeri 39-41-68.
Un bellissimo Blog assolutamente da visitare è il mondo di Lufantasygioie, un'artista nel creare gioielli che chiunque vorrebbe indossare. La cosa che più colpisce nelle sue creazioni è la raffinatezza e l'eleganza.
Sabrina si è innamorata del 2° premio e l'ha voluto pubblicare così, almeno, se lo può rimirare.