domenica 20 aprile 2014

LA QUINTA PARETE - PERCEZIONE DI CIPOLLOTTO SU TONNO FRESCO AL SESAMO CON CIPOLLE CARAMELLATE

Quel pezzo di cielo che si vede dalla finestra è la quinta parete di casa, quella lungo la quale si arrampica visionario, il suo sguardo.
Si riempie la bocca di nuvole, un passaggio di schiene serpeggianti che traballano davanti ai suoi occhi. Le studia con gli occhi sospesi come di chi tenta un calcolo , le trasforma in familiari creature umane, spumanti corpi che si muovono in stormi. Attribuisce loro i rassicuranti ruoli di mamma, papà e di tutta una schiera di bambini, scoprendo ancora una volta le fondamenta del suo tempio sacro.
Il cielo le ispira una piena e pastosa libertà di fantasticare. 
Se le chiedo dov'è il cielo, lei mi risponde “Dappertutto”, ignorando quella visibile chiusura d’orizzonte determinata dai limiti dell’occhio umano.
Nemmeno il buio della sera chiude il suo cielo; le stelle e la luna, e le sfumature in divenire di grigi e di viola, hanno un volto che le è amico.
“Ciao luna, come stai?”. Poi rivolta a noi ce la racconta per come la intendono i suoi occhi. “Stasera la luna c’è quasi tutta, manca solo un piccolo pezzo. E’ tutta illuminata, ha come una pila dentro”.
Altre volte ci fa notare come la luna stia giocando a nascondino tra le nuvole, altre ancora come sia rotondissima e grande oppure ridotta ad un magro e sottilissimo spicchio.
Stavamo arrostendo un succulento chilo di carne sul barbecue, giù in giardino, qualche giorno fa. Lei aveva adocchiato il pezzo di carne che sarebbe finito nel suo piatto a forma di farfalla e insisteva a rivendicarne la proprietà, un occhio alle braci da sventagliare e l’altro fedelmente rivolto al cielo.
“Luna, vuoi un po’ di carne anche tuuu? E’ buona, è cotta sul fuoco. L’abbiamo comprata dal macellaio, lui ha chiuso il negozio piccolo e ha aperto quello grande. Anche il negozio della frutta ha chiuso e ne ha aperto uno nuovo”. Inarrestabile nel suo raccontare gli eventi del giorno e di quelli passati, nel lasciare che l’improvviso cinguettio che sale dai rami faccia da preludio ad un nuovo discorso da intavolare.
Questi dialoghi tra una bambina di nemmeno tre anni e la sua finestra sul cielo allargano a dismisura il senso del mio stupore e restituiscono così campo ai suoi pensieri. Facevo lo stesso anche io alla sua età? Ricordo soltanto che a sette anni scrissi un componimento a cavallo tra prosa e poesia, dal titolo altisonante, “Il mantello della notte trapuntato di stelle” che mi valse gli elogi sinceri della maestra. Mi piacerebbe ritrovarlo quel quaderno, so che c’è, so dov’è.
Scintille di sorrisi le schizzano dalle labbra, dal petto, suonano come strumenti musicali e ubriacano le mie giornate. Profumano di pioggia e di cantine, fanno respirare odore di terra, liberano la primavera.
Qualche faccia esce alla finestra, le altre sono nascoste dietro ad una cortina di tende, dietro alle ombre fragili della prima sera.
La luna sgorga dalle cose e cade in un lago di luce dietro all'abete rinsecchito. 
Lei la guarda ancora una volta. Nell'alone di luce accenna un saluto e se ne va.





********************************







Il piatto che proponiamo oggi è fresco, frizzante e festoso.
Alla base della sua delicata ed estrema bontà c'è la scelta di ingredienti freschissimi e di alta qualità, dal tonno, alle cipolle, al cipollotto fresco, all'olio extravergine di oliva (noi abbiamo una passione per gli extravergini siciliani) e per finire all'aceto balsamico di Modena e parliamo di balsamico vero e non surrogati vari.

PERCEZIONE DI CIPOLLOTTO BIANCO SU TONNO FRESCO AL SESAMO CON CIPOLLE TROPEA CARAMELLATE

Ingredienti per 3 persone:





3 filetti di tonno fresco non troppo spessi (all'incirca 1 cm o poco più di spessore)
sesamo bianco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe nero
qualche goccia di limone
1 cipollotto bianco, fresco




Per le cipolle caramellate:





2 cipolle tropea di media grandezza
3 cucchiai di zucchero
100 gr di liquore all'arancia
una noce di burro
40 gr di aceto balsamico di Modena DOP 14 anni




La preparazione di questo piatto è semplice. La cosa importante è che il tonno sia fresco e di qualità, come già scritto sopra.
Prepariamo la marinata mescolando in una ciotola l'olio extravergine d'oliva (il nostro è siciliano), un pizzico di sale, un paio di macinate di pepe nero, qualche goccia di limone fresco spremuto. Tagliamo a pezzetti il cipollotto bianco e lo lasciamo in infusione nella nostra marinata per un paio d'ore in modo da aromatizzare l'emulsione. 
Ne conserveremo una parte per il completamento del piatto, poche gocce sul tonno cotto ed impiattato lo renderanno ancora più gustoso.


Irroriamo quindi i filetti di tonno con la nostra emulsione e li lasciamo riposare una mezz'ora in frigorifero. 
Successivamente passiamo il tonno nei semi di sesamo bianco e trasferiamo i filetti su di una piastra ben calda, cuocendoli per circa un minuto per lato. Il tonno all'interno deve essere rosato.


Mentre il tonno riposava in frigorifero abbiamo preparato le cipolle caramellate. 
Le abbiamo tagliate a rondelle sottili; in una padella abbiamo fatto sciogliere il burro, abbiamo unito le cipolle e a fuoco basso le abbiamo fatte appassire. Dopo circa 5 minuti abbiamo aggiunto lo zucchero, il liquore all'arancia e l'aceto balsamico, facendole caramellare, mescolando delicatamente. Raggiunta la caramellizzazione desiderata abbiamo tolto dal fuoco e lasciato raffreddare.
Abbiamo impiattato servendo il tonno tiepido insieme alle cipolle caramellate. Una goduria per il palato, davvero un piatto delizioso. La chicca sta nell'irrorare il tonno, una volta cucinato, con un filo sottilissimo di olio aromatizzato al cipollotto.




giovedì 10 aprile 2014

UN FILO SOTTILE - BOCCONCINI FRITTI DI BACCALA' CON SALSA AL LIMONE, ZENZERO E PROSECCO


Poesia " L'arte di saper esprimere in versi una certa idea del mondo"


Il nostro post di oggi nasce dall'invito di Fausta di Dolci Passioni che ci ha chiesto di partecipare a questo gioco. Si tratta di scrivere delle poesie proprie o di altri e di nominare 5 blog per la "sfida".
Noi partecipiamo con una poesia scritta da Luca in meno di 5 minuti (ma come fa!) e nominiamo altri 5 amici che non si devono comunque sentire costretti a partecipare:




Un filo sottile
di grani d'oro
riflessi di luce che lo accarezzano
dondola sul tuo collo, riverso, piegato.
Addolcito dal fiore che coglie la vita
che con gli occhi chiusi si ristora.
Un filo sottile
di grani d'oro
riverberi dove il viso si specchia
si posa sui suoi capelli, leggero, a sfiorare
morbido lo sguardo sognante di lei
che condensa i suoi bisogni.
Un filo sottile
di grani d'oro
per paura che si svegli
lo scosti piano
per lasciar che il piacere continui.

(Luca Bolognini)



*************************



BOCCONCINI FRITTI DI BACCALA' CON SALSA AL LIMONE, ZENZERO E PROSECCO



Ingredienti:



Per il baccalà:



400 g di baccalà dissalato

200 g di farina (noi abbiamo usato la farina specifica per pastella)
1 uovo
un pizzico di sale
latte q.b.
abbondante olio di semi di arachidi per friggere



Per la salsa:



300 cl di prosecco

1 cucchiaio di farina
il succo di 1 limone
2 cucchiai rasi di zenzero grattugiato fresco
la scorza di un limone (per profumare)
una spolverata di prezzemolo fresco




Dopo avere lavato ed asciugato il filetto di baccalà dissalato, lo tagliamo a cubetti della stessa dimensione. Nel frattempo prepariamo la pastella, mescolando in una ciotola la farina, l'uovo, il pizzico di sale e latte fino ad ottenere una pastella della giusta densità.
Prepariamo quindi la salsa. Versiamo il prosecco in un pentolino e lo portiamo a bollore. Aggiungiamo il succo di limone e lo zenzero fresco grattugiato e lasciamo cuocere per qualche minuto. Aggiungiamo la farina e la scorza del limone per profumare la salsa. Mescoliamo amalgamando gli ingredienti e proseguiamo la cottura fino a che la salsa sarà addensata.
Andiamo quindi a friggere i bocconcini di baccalà in abbondante olio di semi. Quando l'olio è giunto a temperatura (si può verificare la temperatura utilizzando uno stecchino di legno, appena si formano delle bollicine attorno al bastoncino significa che l'olio è pronto per la frittura) adagiamo, pochi per volta, i nostri bocconcini di baccalà precedentemente passati nella pastella. Appena il pesce assume un bel colore dorato, li scoliamo su carta assorbente.
Impiattiamo servendo il pesce con la salsa al prosecco profumata di limone e zenzero. Non è necessario aggiungere sale, il baccalà è salato di per sé. Completiamo con una spolverata di prezzemolo sminuzzato fresco. Gustoso e sciccoso.

martedì 1 aprile 2014

LA PRIMA COSA DA FARE - VELLUTATA IN NERO - VELLUTATA DI CAVOLO NERO E CAROTE NERE CON FILETTO DI MERLUZZO IMPANATO


Piccole trame, fitti raggi di luce che nascono sofferti tutte le mattine della settimana, insinuandosi attraverso le serrande della camera che ancora sonnecchia.
Un letto nato per due che ora ci si divide in quattro, vuoi per la gioia di stare tutti vicini, vuoi per la necessità di qualche coccola in più che si rubano le due sorelle.
Ho perso il conto delle mattine dove in quel lettone a scaldarsi, sotto le coperte, eravamo solo noi due; ripassando ogni sogno e costruendo il futuro, anche se solo per mezza giornata.
Principesse che cercano di sconfiggere i loro draghi bianchi che scalpitano in bocca, che traumatizzano i loro sogni cercando di uscire allo scoperto. Urla e pianti di aiuto, richiami gridati, di dolore che con qualche bacino e poca crema lenitiva, fanno calmare.
Anche questa notte la battaglia è stata vinta. Poche ore di sonno per tutti.
Guardo il soffitto e scorgo la ragnatela dei miei pensieri che si è fatta intrappolare da un piccolo ragno che attende solitario nella sua trappola. Ecco, penso, quella sarà la seconda cosa che oggi farò, la prima sarà un bacio alle mie tre stelle, la prima cosa sarà il caffè per il cappuccino di Sabrina, la prima cosa da fare sarà portarle un sorriso con molta schiuma.
La prima cosa saranno delle coccole, la prima cosa da fare, sarà la cosa che farò per prima. Fatto! Una decisione l'ho presa, scendo dal letto. Sposto quei pochi centimetri di coperta che sono rimasti a mia disposizione, dopo che la Pupattola grande ha deciso che per lei la miglior posizione, quando se ne sta con noi nel lettone è con la testa dalla parte di sua madre ed i piedini (profumatissimi), me li ritrovo ad un passo dal mio naso.
L'altra, la Pupattola piccolina, stenta a staccarsi dalla sua colazione che, in questo periodo di dentini in crescita, le dura quasi tutta la notte ed ormai, la sua nutrice riesce a consolarla in piena fase REM.
Non c'è nulla di più piacevole che soffermarsi qualche secondo ad ammirare i disegni che si creano con la luce su quei corpi sazi di sogni, di serena quiete.
La casa è sorda, e quasi mi dispiace dover aprire l'acqua per riprendere un po' di energia sferzandomi il viso.
Spengo il telefono per avere la certezza che, almeno per qualche ora, la mia vita non abbia bisogno di nulla se non del respiro che sento leggero venire dalla stanza.
Mi piace alzarmi presto, guardare i sogni delle persone che amo, nella speranza di poterne realizzare qualcuno, prima che un Morfeo qualsiasi li faccia svanire per pura e semplice invidia.
Mi piace alzarmi presto, anche quando il presto è sempre troppo tardi, quando ti vesti in meno di tre minuti, sfidando il cronometro; competere con le lancette che corrono sempre più veloci del mio voler primeggiare.
La prima cosa da fare è vincere la tentazione. Questa volta la tentazione è forte, come quando durante il servizio di leva, con tre parole, urlate secche, un ordine perentorio ti faceva scattare in piedi. La voglia di farlo quel grido è tanta. GIU' DALLE BRANDE! La voglia di urlarlo è tanta ma, mi tengo il sorriso e mi allontano per fare qualcuna di tutte quelle prime cose da fare.
Mi trascino in cucina per far gorgogliare il caffè dalla moka, per montare il latte, per fare quel cappuccino con il sorriso.
Mi trascino è la parola giusta, anche perché di sollevare i piedi non ne ho proprio voglia. Pattino sul pavimento freddo sfiorandolo appena, quel tanto da ridurre l'attrito per poter fare il movimento successivo che mi consente di avanzare.

Se mi vede Sabrina mi cazzia, ma è un mio difetto. Fin da piccolo distruggevo le scarpe, facevo i buchi nelle suole, ma non buchi piccoli, ma vere e proprie voragini, tutta la suola. Mi cazziava mia madre, mi cazzia Sabrina. Ma chi mi cambia a me!
Ogni volta lo spettacolo è lo stesso, ed ogni volta è diverso. Il fumo, il vapore che esce dalla tre tazze dell'omino coi baffi, quel sordo brontolio che certifica che è pronto, che è giunto il momento di togliere l'energia, che il calore è già dentro il caffè. Io che mi sporgo in avanti per respirarne il profumo, per verbalizzare che oggi non si lavora, che oggi stiamo tutti assieme.
Il cappuccino è pronto ed ho voglia di accendere la radio, di tuffarmi nei miei anni settanta, di provare a cercare Radio Capodistria, la radio che trasmetteva musica moderna; la prima radio libera che abbia mai sentito.
Premo il bottone, si accende la luce, appare la frequenza sul display azzurro pallido, e... un po' di pubblicità interrotta da qualche telegiornale o da qualche brutto brano. Ma va bene così.
Buon giorno Amore. Questo è per te! Un bacino, un sorriso. Questa è la prima cosa che oggi farò!





***********************************







La proposta di oggi è un piatto unico, salutare, delicato, ma al tempo stesso dal sapore deciso per la presenza del cavolo nero e del broccolo. Ottimo l'accostamento con il pesce.


VELLUTATA IN NERO

VELLUTATA DI CAVOLO NERO E CAROTE NERE CON FILETTO DI MERLUZZO IMPANATO



Ingredienti per 3 persone:
Per la vellutata:

1 patata grande
1 cipolla grande
1 testa di broccolo (circa 400 g)
1 mazzetto di cavolo nero (circa 300 g)
4 carote nere
brodo vegetale (circa 1,5 litri)
olio extravergine d'oliva
30 g di burro
sale e pepe nero
qualche cucchiaio di yogurt bianco intero

 Per il merluzzo:

3 filetti di merluzzo
pane grattugiato q.b.
prezzemolo
5 pomodorini pachino
sale e pepe nero
olio extravergine d'oliva




In un tegame di coccio scaldiamo un po' di olio extravergine d'oliva insieme al burro. Aggiungiamo la cipolla tagliata a rondelle sottili e lasciamo appassire per qualche minuto.
Uniamo quindi il cavolo nero tritato grossolanamente, le carote, la patata, il broccolo. Le verdure possiamo evitare di tagliarle perchè poi andremo a frullare il tutto. Aggiungiamo il brodo vegetale e lasciamo sobbollire per il tempo necessario, affinchè le verdure siano cotte a puntino. Regoliamo di sale e di pepe.
Una volta portata a cottura, frulliamo tutti gli ingredienti in modo da ottenere una vellutata densa e nerissima.
Mentre la vellutata cuoceva abbiamo preparato il pesce.
Dopo avere lavato e ben asciugato i filetti di merluzzo abbiamo preparato la panatura.
In una ciotola abbiamo mescolato il pane grattugiato, il prezzemolo tritato finemente, i pomodorini tritati finemente (dopo avere rimosso la loro acqua), un pizzico di sale, una macinata di pepe nero e un filo di olio extravergine d'oliva. Abbiamo quindi panato i nostri filetti di pesce e li abbiamo poi adagiati su di una teglia e infornati a 180 C per circa 15 minuti, verificando la perfetta doratura della panatura.
Abbiamo impiattato servendo la vellutata calda insieme al nostro filetto di merluzzo, completando il piatto con un cucchiaio di yogurt bianco. Una sciccheria!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...