AMALFI, UNA MAGLIETTA BAGNATA E INVOLTINI DI MELANZANE CON RAGU' E FUNGHI PORCINI
Il sole entra di sbieco dalle persiane socchiuse e si posa sulle lenzuola stropicciate. Sono rimasta a girovagare con la mente nel dormiveglia per un bel po', guardando Luca, come se nulla fosse importante. Tranne quegli occhi, quella bocca, quelle mani.
Si sveglia e mi attira verso sé, nel primo abbraccio della giornata. Sa di caldo e di morbido. I suoi occhi invece, nel triangolo di luce della stanza, sembrano chicchi di caffé. Le voglie delineano strane similitudini.
E' tutto arruffato, adoro quei suoi riccioli sulla nuca, mi piace giocarci con le dita. Immagino che se li passassero ai raggi x ci troverebbero incriminanti impronte digitali, le mie, riprese da ogni angolatura.
Lo tocco, lo strapazzo, con dolcezza, con avidità, con la nudità dei gesti, la nudità seduttrice, pericolosa, proibita, sognata.
Ci alziamo e mi metto a frugare nell'armadio. Scelgo una gonna rossa e una maglietta gialla, niente che mi indossi, sono io a dar loro forma. Luca mi guarda mentre infilo nei passanti la cintura marrone e mi dice "Ce li hai gli occhiali da sole intonati?" e scoppia a ridere. Infilo cappellino e costume da bagno nello zaino e gli mordo le labbra. La sua risposta è un sussurro.
Usciamo e attraverso il vialetto con cautela, indosso dei sandali che mi lasciano i piedi praticamente nudi e lungo il sentiero è tutto un susseguirsi di grosse lucertole che passano come saette, spaventandomi a morte. Ho il sacro terrore delle lucertole, mentre strano, ma vero, amo i gechi. Ho imparato ad amarli dopo averli osservati abbastanza da vicino. Per abbastanza da vicino intendo una distanza di circa 2 metri, anche se a dire il vero, ne ho visti un paio alla distanza di pochi centimetri. Luca mi deve quasi trascinare per farmi uscire da quel "rettilario". Per fortuna che non ci sono le rane. Sarebbe troppo. Scendiamo fino al bar del paese e ordiniamo due caffé, poi proseguiamo fino alla fermata del pullman. Oggi niente macchina, la nostra meta è Amalfi e la raggiungeremo viaggiando su una corriera. Provo un'ondata di gioia, la mia seconda volta ad Amalfi. La mia prima con Luca.
Il pullman corre serpeggiando lungo le montagne, con il vuoto lungo un lato. Ad ogni tornante mi si rivolta lo stomaco, eppure l'autista guida bene. Osservo la strada avvolgersi come se fosse un nastro, lungo salite e discese finché arriviamo a Maiori.
La mia prima volta ad Amalfi è stata in quarta Liceo. Fu un'avventurosa gita scolastica di 5 giorni tra Amalfi, Sorrento e Capri, con Villa Borghese a Roma, come tappa finale. Ma dell' Amalfi vista allora conservo pochi e sbiaditi ricordi. Il Duomo è l'unica cosa che ricordavo perfettamente. Le avventure, le cose folli, le fughe dall'albergo la notte, di nascosto, scavalcando balconi e muretti per eludere i portieri di notte, quelle le ricordo bene, così come ricordo le sensazioni, le emozioni, i miei compagni di classe, i professori che disperatamente cercavano di tenerci al guinzaglio. Ricordo dei ricordi bellissimi. Di quella gita ho pochissime foto, ma tutte incorniciano la felicità di allora, travolgente, quasi violenta tanto era assoluta.
La mia prima volta ad Amalfi con Luca. Una giornata divina nella sua stupefacente bellezza, il cielo di un azzurro perfetto, la luce piena e Luca che è ovunque, negli abiti lavati e stirati che indossa, nella tazzina di caffé che mi porge, nell'incastro della sua mano con la mia, nella sigaretta che mi accende, nel riflesso delle vetrine che mi fermo a guardare. Nei fiori recisi che non mi regala perchè sa che sto male a vederli morire. E' ovunque come i segni del suo amore.
Iniziamo la giornata andando alla ricerca di una spiaggetta dove stenderci e crogiolarci un po'.
Ci addentriamo nel centro di Amalfi, bianchissimo nella luce del sole. Vicoli in chiaroscuro. Il chiaroscuro gioca con un solo colore per rendere più netto il contrasto tra l'ombra e la luce. Ho fame, ho sete, di brioches, dolci, gelati, biscotti, babà.
Saliamo le gradinate del Duomo, che bella Amalfi vista da quassù, mentre si stiracchia sotto il caldo dell'ora di punta ed è un brulicare di vita.
Prima di rientrare ci concediamo una pausa dolcissima con un capolavoro della pasticceria locale ripieno di crema chantilly e di un liquore che non siamo riusciti ad identificare. Un piacere sublime. Briciole sulle mie labbra. Luca me le toglie. Luca mi dice "Sei bella da questa angolatura." "Solo da questa?" gli chiedo. La sua risposta è un sorriso che si posa in diagonale su tutta la mia figura. Lo incornicio sotto al cielo di Amalfi.
Che caldo in quella spiaggia. Una giornata che avrei voluto che finisse subito. Sabrina lo sa, il mare non lo amo particolarmente. In realtà non è il mare ma il caos ed in Agosto non puoi aspettarti certo la "pace". Mi adatto.
Oggi viaggio in pullman.Quanto tempo è passato da quando mi alzavo la mattina, ingurgitavo una tazza di tè, scendevo le scale con i libri sottobraccio e facevo i centocinquanta metri che mi separavano dalla fermata correndo con il cuore in gola ed il tè che si rifiutava di rimanere nello stomaco. 


Poi, la scarsa puntualità che contraddistingueva all'epoca la linea 93, mi ha in un certo qual modo salvato dall' arrivare in ritardo a scuola. Il motorino, come si diceva all'ora il quarantotto, il mitico Minarelli elaborato con il collettore da 16, la testa ribassata ed il carburatore del 18 e l'espansione Deganello, mi ha poi portato fino alla maggior età, fino alla tanto agognata patente.Oggi il pullman. I sedili stretti e il poco spazio per le gambe.
La mano di Sabrina stretta nella mia ed un autista che ha il senso delle dimensioni del mezzo in modo fantastico. Quando siamo arrivati ad Amalfi avevo quasi voglia di applaudirlo. Finalmente mi sono goduto il panorama. I piccoli golfi, il mare cobalto, il verde che si riflette sulle onde calme del mare.
Amalfi. Gioiello incastonato. Le sue strade strette, i vicoli e le scalinate. I colori accesi del peperoncino e degli enormi cedri e dei profumatissimi limoni.
Le fotografie a Sabrina, quelle rubate di nascosto mentre cerca la posa migliore. Gli scherzi, il nonno seduto sulla terrazza.
Ricordi vividi di una giornata calda ma bellissima. La mia Sabrina è con me. La luce la illumina e, a parte qualche piccola discussione futile, la migliore compagna che un uomo vorrebbe avere.
INVOLTINI DI MELANZANE AL RAGU' E AI FUNGHI PORCINI
Ingredienti
3 melanzane lunghe
2 pomodori maturi
1 scalogno
2 rametti di rosmarino
1 pizzico di timo
olio extravergine d'oliva
sale
pepe
200 gr di funghi porcini (abbiamo utilizzato porcini surgelati)
250 gr di ragu' alla bolognese di Sabrina
qualche fogliolina di basilico
Laviamo le melanzane e le tagliamo nel senso della lunghezza a fette alte mezzo centimetro circa.
Ora preparariamo gli involtini. Su ogni fetta di melanzana versiamo un po' di ragu', le arrotoliamo e le fissiamo con dei bastoncini da spiedini.
In una padella soffriggiamo lo scalogno tritato, aggiungiamo i pomodori a cubetti e i dadini di melanzana, precedentemente sciacquati.
Impiattiamo abbastanza velocemente perchè la tentazione di assaporare le nostre melanzane è più forte di qualsiasi altra cosa. Allora lasciamo che i sapori si spandano nel palato. Dell'ottimo Lambrusco secco scintilla nei calici. Rosso come la passione. Come l'attrazione, quando è visibile come una linea ben disegnata.
Una breve pausa tra i "Premi"
Questa è stata una bellissima sorpresa, un premio che ci ha emozionati.
Vorremmo girarlo a tutti ma non potendo farlo, lo dedichiamo a:

Nino, Precisina, Silvanausa, Simo, Mammadeglialieni, Unika, Astrofiammante, Lenny, Susina Strega del tè, Lo, JaJo, Fra, Paola, GràGrà, L'antro dell'Alchimista, Velia, Sciopina, Danea,
Lenny, invece, ci ha impreziosito la vetrinetta dei premi con questa coppa che a nostra volta, con gioia, offriamo a:

Dolce&Salata, Mirtilla, LaLe, Mammazan, Manu, La Mercante di Spezie, Cooking Mama, Rossana, Two Stella, Morettina, Gunther.
Altro premio che con orgoglio appendiamo al muro, lo abbiamo ricevuto da Simo e da Manu e lo doniamo a:
