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mercoledì 16 giugno 2010

LA VITA E' UNO STATO ORIZZONTALE - ROSSO POMPEIANO - INSALATA DI FUSILLI INTEGRALI CON ANELLI DI TOTANO, PEPERONE, SALMONE E SPINACINI

Quando il morale non è alto, la vita è uno stato orizzontale.
Abbiamo passato giornate a consolarci, a ripeterci che andrà tutto bene. Abbiamo passato le notti a scambiarci i sogni. Ho perso il conto di quante volte ho aperto il frigorifero per bere un sorso d'acqua fresca e per farmi domande stupide del tipo “ma poi, quando chiudo il frigo, la luce si spegne o rimane accesa?” L'acqua frizzantina graffia la gola e dà quel leggero senso di benessere che, purtroppo, dura il tempo di sdraiarsi nel letto, impugnare il telecomando e fare l'ennesimo zapping tra film in bianco e nero, pubblicità di materassi, aspirapolveri miracolosi, panni magici, pillole che ti fanno perdere peso mentre si dorme, padelle indistruttibili, coltelli che devono tagliare marmitte, tritatutto per cemento e gioielli orrendi a prezzi da bigiotteria. Qualche quadro d'autore (mai sentiti nominare) ed argenteria inglese del 1800. Ormai so tutto, compreso la vita privata di quelli che hanno miracolosamente perso peso ma non riesco proprio a prendere sonno. Ok, questa notte va così. Brevi pisolini e zapping sfrenato.
Guardo il lavoro che abbiamo fatto in questo fine settimana. Ripenso alla ricerca del colore che abbiamo perseguito per tutta la settimana.
Lo dovevamo fare con calma, lo si doveva fare. Abbiamo bisogno di far cambiare strada a questo anno che non è iniziato bene e che sembra voler continuare a mantenere le sue intenzioni. No! Si cambia.
“Dai Sabrina, vestiti che facciamo un passaggio da Leroy Merlen a scegliere il colore!” Sabrina si muove lenta, respiro la sua paura di uscire, di affrontare il mondo. “Dai Amò! Dai che cambiamo colore, che cacciamo questo bianco piatto e triste dalla nostra camera. Dai che che poi le cose andranno meglio!”
Ci vogliono dieci minuti di macchina per arrivare ed altrettanti per parcheggiare ed entrare nel grande regno del fai da te.
Ci avviciniamo al banco e chiediamo informazioni per avere il colore che a noi piace. La ragazza prende i cataloghi e ce li porge con aria di sufficienza, con propositi, però, di riuscire a darci il colore che vogliamo. Sfogliamo le varie tonalità, il colore che cerchiamo non c'è, ma ne scegliamo uno che ci assomiglia. “Due latte da 4 litri, 84 euro!”. Sabrina vacilla. “Mono mano?” intervengo io. “No due mani, altrimenti..” ci indica un colore sbiadito, decisamente lontano da quello che noi vogliamo “il colore che otterreste è questo!” Ora chi vacilla sono io. Cambio di strategia. Scendiamo la corsia per vedere se tra le tinte già pronte troviamo il nostro colore. I prezzi variano dai 28 ai 36 per 2 litri e mezzo e, considerando i muri che abbiamo ce ne vorranno almeno dieci litri. Sabrina mi indica una confezione da dieci litri di color rosa. “Lulù, poi ci aggiungiamo...” mi trascina nell'angolo dei pigmenti”...questo rosso, questo viola....ma, forse è meglio questo blu....no, no...il viola...” Ottimo. Decisione presa. Carichiamo il carrello della latta e dei pigmenti. “Ma non volevamo attaccare delle pietre alla parete.....?” cambiamo a fatica la rotta perchè il carrello sembra posseduto da una propria vita, ma... “chi la dura la vince ed io ….la vince.”

La scelta questa volta è condizionata dalla tonalità, dal fatto che non c'è bisogno di fare le fughe e dal prezzo. Cinque chili di colla. Ancora la lotta con il carrello che per la seconda volta perde la battaglia con il sottoscritto e raggiungiamo la cassa. “Amò, non sarebbe meglio prendere un pennello nuovo? L'ultima volta uno ci ha lasciati sul più bello......” No, questa volta il carrello uscito dal film dell'Esorcista rimane qua. “Faccio una volata e torno”.
Tre casse aperte e trenta persone in fila, dieci per cassa. Pazienza, ci vuole pazienza.
“Mi fa la fattura?” dico io. “Se mi dà la partita iva? Replica la cassiera”.
Questo è lo scarno dialogo tra noi e la commessa. “Se attende un attimo che arriva la stampata?” Passano i minuti e la cassiera inizia ad intuire che qualche cosa non va. Passano altri minuti e la cassiera si blocca, scompare sotto la cassa e ne riemerge con un coperchio di stampante ed un blocco di fogli che appoggia, con la grazia di un elefante in fuga all'interno di un negozio della Murrina, sopra la cassa. La disperazione la assale e, sventolando il telefono come fosse un lazzo, fa la prima telefonata. Ci guarda con supplicanza e ci dice “Mi scusi, solo un attimo....” La cassiera si ricompone e prova a servire altri due clienti fino a che.....”Mi fa la fattura?” Ci manca solo che si metta a piangere, sono passati quasi venti minuti ed ancora non si è visto nessuno. Altra breve lotta con il filo del telefono e in un battibaleno arriva la collega. Spegne il tutto, riaccende e tutto riparte “Al primo colpo!” come dice una nota pubblicità.
A casa, finalmente a casa. Un po' di sollevamento pesi e poi ci ritroviamo tutti e due seduti per terra . Abbiamo messo quattro fogli di giornale sotto la latta e noi per terra con la tinta rosa in mezzo, in un romatico tete a tete. Apro la latta e Sabrina inizia a versare il pigmento rosso. Io mescolo.
Il colore passa da un rosa pallido e smunto ad un rosa un po' più vivace.
Ora tocca al viola. Io mescolo ma il colore da un rosa vivo, volge ad un fuxia leggero.
No, non ci siamo. Domani si torna alla carica e si prendono altri pigmenti. In tanto si passa alle pietre. Si fa la colla, si impasta bene. Si fanno le righe sul muro e si inizia a discutere. “Luca, non mi sporcare le pietre che poi non viene più via il bianco della colla!” Questa è la prima sgridata di Sabrina. “Luca, non sporcare per terra....” Seconda reprimenda. Quando sta per ripetermi che non devo sporcare le pietre, appoggio tutto e le dico....”Arrangiati allora, se tu riesci a non sporcare....” Mi sento un grandissimo stronzo e vorrei avere la bacchetta magica per tornare indietro di solo dieci secondi ma ci pensa la dolcezza di Sabrina a farmi calmare e a farmi riprendere il lavoro seguendo i suoi consigli e cercando di sporcare il meno possibile.
La parete è fatta. Un bacio non ce lo leva nessuno.
Giorno dopo nuovo viaggio al regno del fai da te. Altri colori. Un rosso, un viola ed un rosso ossido.
Ripetiamo il rito. Io mescolo e Sabrina aggiunge i pigmenti.
Il colore passa dal leggero fuxia ad un rosa shocking osceno. “A me fa letteralmente schifo!” Esordisco io. “Quanto è brutto questo colore” aggiunge Sabrina. Poi sorride e “Ma dai Lulù, ci dipingeremo il bagno....” mi consola Sabrina. “Certo, così chiunque soffra di stitichezza, entrando in bagno risolve il suo problema, tanto fa cag**e questo colore”. Nemmeno la cantina vorrei vedere così conciata. Continuiamo le nostre disquisizioni artistiche fino a prendere la decisione definitiva. Si cambia regno del fai da te!
Cambiato il regno, trovato il colore che cercavamo. Un bel rosso pompeiano.
Ore 13 inizio lavori, ore 20 termine. Giusto giusto in tempo per goderci la partita dell'Inghilterra che Sabrina tifa come seconda squadra del cuore.
Si, anche oggi quando entriamo in camera, sentiamo che qualche cosa, in positivo, è cambiato.


Con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di Puffin


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Le regole per partecipare sono molto semplici:

- Il contest terminerà il 10 agosto

- Possono partecipare tutti anche chi non ha un blog

- Dovrete però essere o diventare sostenitori, amici ;), del mio blog

- Valgono anche le ricette già pubblicate

- I partecipanti dovranno esporre il banner dell’iniziativa in un angolo del loro blog e pubblicarlo insieme alla foto del primo freddo (pasta, riso, farro, ecc...) con la relativa ricetta.
Lasciate poi un commento e il link della ricetta in questo post.

Per chi non ha un blog, può inviarmi la ricetta corredata da una foto all’indirizzo mail puffinincucina@gmail.com


INSALATA DI FUSILLI INTEGRALI CON ANELLI DI TOTANO, PEPERONE, SALMONE E SPINACINI


Ingredienti:

190 gr di fusilli integrali
350 gr di anelli di totano
1/2 peperone giallo
30 gr di foglie di spinacino fresco
50 gr di salmone affumicato
60 gr di fontina tagliata a cubetti
60 gr di asiago tagliato a cubetti
un cucchiaio di capperi
origano fresco
santoreggia fresca
basilico
erba cipollina
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
1 spicchio d'aglio


Con questa nostra insalata di pasta vogliamo partecipare alla raccolta indetta da Puffin.
Raccontare della preparazione di questo piatto ci sembra quasi superfluo, data la semplicità della ricetta, quindi basteranno veramente poche parole.
Innanzitutto abbiamo scaldato un filo d'olio extravergine in una padella con uno spicchio d'aglio (che poi andremo a togliere) e poi vi abbiamo adagiato gli anelli di totano, facendoli cuocere per almeno 10 minuti o comunque fino a che saranno teneri.
Abbiamo cotto la pasta in abbondante acqua salata e una volta scolata, l'abbiamo raffreddata subito sotto un bel getto d'acqua corrente, in modo da bloccare la cottura. Abbiamo versato i fusilli in una ciotola capiente e condito con un filo d'olio extravergine.
Abbiamo tagliato il formaggio a cubetti, lo stesso abbiamo fatto con i peperoni, il salmone affumicato l'abbiamo fatto a striscioline, abbiamo spezzettato gli spinacini freschi ed abbiamo sminuzzato tutte le erbette aromatiche. Abbiamo aggiunto tutti gli ingredienti alla pasta, terminando con i capperi e con una macinata di pepe nero. Dopo avere mescolato con cura abbiamo lasciato in frigorifero per un paio d'ore e successivamente abbiamo impiattato e completato con un leggero filo d'olio extravergine d'oliva. Ne è risultato un piatto fresco, leggero e molto profumato anche grazie a tutte le erbette aromatiche che abbiamo scelto di aggiungere.



PASTA SALAD WITH SQUID RINGS, YELLOW PEPPER, FRESH SPINACH AND SMOKED SALMON


Ingredients:

190 g fusilli
350 g squid rings
1/2 yellow pepper (cut into small cubes)
30 g fresh spinach leaves
50 g smoked salmon (cut into strips)
1 tbs capers
120 g cheese
fresh oregano
fresh chives
fresh basil
salt&pepper to taste
extravirgin olive oil
1 clove garlic


We like pasta salad because anything goes here and it' s a very colourful dish.
Boil your pasta until cooked but firm. Drain in a colander and rinse in cold water and let cool. While pasta is cooling, chop up yellow pepper, smoked salmon, cheese and spinach leaves. Put all these ingredients in a large bowl. Add pasta and a little of extravirgin olive oil to the bowl and gently mix. Set aside.
In a pan heat extravirgin olive oil and a clove of garlic. Add squid rings and sautee for about ten minutes or until they are tender, then remove from heat and allow them to cool before mixing to the salad. Chop all the aromatic herbs and add to the pasta salad. Complete with capers and a pinch of pepper.
Cover and refrigerate for 1 hour before serving.



mercoledì 21 aprile 2010

UNA GOCCIA DI MIELE - FERMANDO IL TEMPO IN BIANCO E NERO - LEMON CURD - TRIANGOLINI DI PASTA SFOGLIA CON LEMON CURD E FRAGOLE




Luca ci sono giorni che mi illumina le giornate scrivendomi versi che alle volte mi invia come messaggini e sono tutti dentro la memoria dei giorni e del telefonino. E anche oggi mi ha sorpreso in mezzo alla corsia del reparto con un soffio di poesia, un soffio d'amore, arrossandomi d'emozione.
"Lo so che sono la tua musa!" gli ho detto io, scherzando. La tua mela del peccato, la tua goccia di miele, la tua fragolina di bosco e ho continuato a lungo con una sfilza di nomignoli stucchevolmente dolci, follemente dolci. Mentre lui rideva dall'altra parte del filo, mentre lo sentivo vicino, al mio fianco, mentre pensavo a quanto è unico. Mentre ora scrivo che Luca è anche questo.


A Sabrina

Versi dolci che sanno di te
Pietre ammassate sul letto del fiume
Ricordi che le spostano una ad una
In posa seduta nel bianco e nel nero
Rubi il tempo che lo scatto ha fermato
Le pietre hai spostato in bell'ordine
Luogo sacro
Ricordi mascherati di colore



********************************



La notte vuole cambiare i colori
di questo sole stanco
che cerca d' illuminare l'aria
con i colori rubati alle tue labbra
Ne sono geloso
perchè sono cosa mia
E oggi i miei minuti
sembrano fatti di carta vetrata
ogni volta che ne passa uno
mi rimane un segno dentro
un segno che sa di desiderio
un segno che non guarisce
e mi scolpisce il vuoto
che sento quando sei lontana,
goccia di miele





Con i limoni di Ischia, tra le altre cose, abbiamo preparato un golosissimo lemon curd, talmente buono che l'intero barattolo è sparito in un battibaleno.
E dato che c'eravamo abbiamo pensato di preparare anche dei triangolini di pasta sfoglia e dei mini cannoli che ovviamente abbiamo farcito generosamente con il nostro lemon curd.
Con questa coloratissima ricetta vogliamo partecipare alla raccolta LA CUCINA A COLORI, indetta da http://www.gnamgnam.it




LEMON CURD AL PROFUMO DI ISCHIA



Ingredienti:

La scorza ed il succo di 3 grossi limoni (noi abbiamo usato limoni di Ischia, in alternativa usare dei limoni biologici)
200 gr di zucchero
4 uova
120 gr di burro
1 cucchiaio raso di maizena


In un pentolino d'acciaio abbiamo raccolto la scorza ed il succo dei limoni e vi abbiamo unito lo zucchero ed il burro. Abbiamo messo a bagnomaria, mescolando gli ingredienti fino a che non si sono perfettamente amalgamati.
A parte abbiamo sbattuto le uova, senza montarle. A queste ultime abbiamo aggiunto un cucchiaio di maizena, mescolato bene e poi abbiamo unito il composto nel pentolino a bagnomaria, amalgamando per bene il tutto e continuando a mescolare fino a quando la crema non vela il cucchiaio. A questo punto abbiamo tolto dal fuoco e abbiamo poi versato la crema in un barattolo sterile in modo da conservarla in frigorifero.
Con una parte di lemon curd abbiamo farcito un dessert velocissimo da preparare quanto squisito.


TRIANGOLINI DI PASTA SFOGLIA CON LEMON CURD E FRAGOLE

Ingredienti per 4 triangolini:

2 fogli rettangolari di pasta sfoglia
lemon curd a piacere per la farcitura
fragole fresche e mature, almeno una decina
zucchero a velo


Abbiamo scaldato il forno a 190 gradi, nel frattempo abbiamo steso la sfoglia, suddividendola in 8 quadrati. Ora abbiamo sovrapposto i quadrati a 2 a 2, ripiegando poi ogni doppio quadrato a metà e ottenendo così 4 triangoli. Li abbiamo ripiegati senza calcare troppo la pasta sfoglia.
Li abbiamo sistemati su una teglia leggermente imburrata e li abbiamo passati in forno per circa 12 minuti.
Li abbiamo lasciati raffreddare, dopodichè abbiamo tagliato le sfogliatine a metà e farcite con il lemon curd e con le fragole tagliate a fettine. Per completare abbiamo spolverizzato di zucchero a velo e poi vi ci siamo avventati sopra.
Con delle rimanenze di pasta sfoglia abbiamo sfornato anche dei mini cannoli, ma non ci vogliamo pensare sennò ci ritorna l'acquolina!


THINKING ABOUT ISCHIA....LEMON CURD



Ingredients:

3 lemons from Ischia, rind and juice
4 eggs
120 g butter
200 g sugar
1 tbs maize starch


Grate rind of lemons and squeeze out juice. Put sugar, rind and juice, butter, maize starch and beaten eggs into a large basin on top of a pan of simmering water.
Stir with a wooden spoon until thick and curd coats the back of the spoon.
Remove from heat and pour into warm sterile jar, cover and then refrigerate.


PUFF PASTRY DELICES


Ingredients:

2 sheets puff pastry
fresh strawberries
lemon curd to garnish


Preheat oven to 190 C.
Lay out the sheets of pastry and cut into 8 square slices. Place a square sheet on another one, then fold them together like closing a book. It should look like a triangle shape. Place in the oven for about 12 minutes, then transfer to wire racks to cool. Cut them and garnish with lemon curd and strawberry slices.

giovedì 15 aprile 2010

DARK CHOCOLATE MOUSSE CAKE-VINITALY-SOTTO LA BUCCIA DELL'UVA-TORTINO AL CIOCCOLATO FONDENTE CON CUORE CALDO

Vinitaly ci avvolge con il suo magnifico arazzo. E' una giostra, un tempio, un vento senza peso. Non sappiamo da quanto tempo siamo qui, dal vino mezzo cullati, mezzo storditi. C'è odore di sughero stappato ovunque e ci sentiamo lievi. Lungo il labirinto di strade simmetriche che tagliano un immaginario stivale d'Italia gira il fiato di migliaia di persone, insieme ad un chiasso di voci e di passi.
Venerdì a Vinitaly. Luca ed io. E tutti gli altri. Tutti in processione, tutti in fila indiana, tutti a cercare di farsi largo, e anche noi a rompere gli sbarramenti, a ritrovarci rimestati tra la folla, a seguire l'istinto, la geografia dei vini, mentre la temperatura dell'entusiasmo si alza in verticale. Verticale è la dimensione di Vinitaly.
Siamo arrivati ai cancelli con l'ansia di entrare, impazienti di giungere, di penetrare sotto la buccia dell'uva. Proprio dentro, laddove si avvitano i profumi.
E' tutto un girotondo di assaggi, uno sbocciare fiorito di calici e bottiglie in bella mostra, mentre noi passiamo da uno stand all'altro e ci affrettiamo, ci soffermiamo, seguiamo la corrente e noi stessi, rincorrendoci. "Luca vieni a vedere, ad assaggiare, a scoprire, non ci dobbiamo perdere niente!"
Nella terra di Bacco non possiamo che scivolare anima e corpo sul piacere e riempirci gli occhi e lasciarci percorrere dalle cose provate sotto ai sensi.
Nell'isola della Sicilia facciamo nostri i primi incanti, ammaliati dal mare rosso di un Cabernet Sauvignon Exordium, di un Nero d'Avola d'annata e di un Nerello Mascalese rimasto anch'esso a riposare a lungo nelle botti. Ed io adoro quel sentore di legno e le rughe alcoliche del tempo.
Dentro a questi calici di rosso si liquefa l'estate, è come se la lingua sapesse di sole a picco sulla terra riarsa, è come se facessimo l'amore con i sentori che più amiamo. E dopo tutto quel rosso rubino scivoliamo dentro ad uno Chardonnay spensierato, d'un biondo vendemmia.
Prima il bianco e poi il rosso, così suggerisce il buonsenso, ma noi capovolgiamo tutti i dogmi e ci lasciamo trasportare dall'estro del momento. Avvertiamo una piccola folgorazione quando avviciniamo le labbra ad un Marsala Vergine così galante e ruffiano che non riesco a trattenermi dal dire che è una favola, io che non ho mai amato il Marsala. Ha il sapore del miele e un'intensa nota di crema ed è delizioso accostato ad un assaggio di caponata e a dei fichi secchi ripieni di muggine di tonno. Sulla superficie di questo bancone c'è uno spicchio di Sicilia rivisitata. Di Sicilia che ancora una volta sorprende. Ne usciamo placati e smemorati di tutto il resto, come quando il torpore si scioglie e si fa incanto.
Le storie dei vitigni ci passano attraverso, voci nelle orecchie come un vento caldo; assorbiamo i suoni, i respiri, i battiti, mentre continuano a gorgogliare fiumi di vino, a tintinnare i calici, mentre continua a zampillare il fuoco sulle guance.
E allora amore mio, spolveriamo via questa sete curiosa e spruzziamoci le labbra di sorrisi mentre continuiamo a cercare il nostro ago nel pagliaio, la bottiglia di cui innamorarci perdutamente, da ordinare tramite corriere una volta a casa, comodamente seduti sul divano della sera.
Nomadi ci spingiamo verso altri paesaggi, altri scenari, altre regioni ed è un girotondo che dà un poco di vertigine. Intaschiamo biglietti da visita di produttori e ci lasciamo catturare dalla leggerezza che trasmettono nel raccontarsi, nell'illustrarci note tecniche che s'intrecciano con la storia e con la carta d'identità dei loro vini. Ascoltiamo e facciamo domande ed ogni tanto usciamo all'aria aperta a respirare un po' di cielo. Fa un caldo infernale all'interno dei padiglioni e se l'avessi anche solo immaginato mi sarei dimenticata a casa le calze di nylon, che amo e che odio, profondamente.
Dentro, le danze non conoscono sosta così risaliamo a bordo del via vai sempre più denso e di nuovo ecco a scorrerci davanti etichette scolorite, bottiglie vuote, nomi astrusi che ce li incolliamo in mente, così da non dimenticarli. Forse.
Raccogliamo gli inviti, solleviamo altri calici, altri sorsi ancora misteriosi, tutti da esplorare, da tradurre con le nostre parole ed i nostri sensi. C'è la profondità della terra dentro ad un calice. Lo penso fortemente mentre mi lascio scivolare sul palato un Notturno marchigiano.
"Luca è buonissimo!" e gli porgo il mio calice ed è bello vederlo sorridere ed è bello condividere ogni assaggio.
Luca ed io, tra note di viola, di mora, di ciliegia, di spezie.
Io e Luca, tra il caldo, il secco, il morbido, la spigolosità.
Sempre noi, tra l'esotico, il floreale, il cuoio, il minerale.
Luca ed io, a trovare gli aggettivi da ricamare su ogni calice. A trovare il piatto perfetto da accostare. A trovare noi stessi, il nostro gusto.
E la seduzione esercitata da ciò che per noi è nuovo si alterna con l'assaporare la memoria di ciò che amiamo e che ci è familiare.
E così anneghiamo nel rosso cupo di un Nebbiolo. Nella primavera in fiore di un Sauvignon. Nella lentezza di un Ruchè. Nelle perle del Franciacorta.
Ed ogni vino ha il suo contesto, il suo abito. Ci sono vini che sanno di confidenze, vini che sanno di lume di candela, vini che indossano abiti da sera, vini che racchiudono la pienezza del frutto, che si aprono alla spezia e poi sfumano via maliziosi. I nostri preferiti, questi ultimi. Così complessi e così imprevedibili che li sento miei. Accosto il naso, annuso e ne vado letteralmente pazza.

I passi si fanno sempre più felpati sulla moquette violetta e sale tutto in verticale in questo carpe diem di vigne, di colori, di calici che ci rigirano tra le mani.
Mentre attraversiamo la Toscana, con i sensi che sembrano galleggiare, incrociamo un viso familiare. E' Velia, ma sì è proprio lei, già, non poteva mancare ed è tutto un abbracciarci, un raccontarci fitto fitto. E Gianluca dov'è? Anche lui alla ricerca di preziose bottiglie e di Velia perché dentro questo dedalo di mondo si sono persi. Stringo forte la mano a Luca, che non mi perda perché altrimenti sarei persa.

"Velia, pensavamo giusto a te l'altro giorno, che ti abbiamo vista in tv e ci siamo divertiti tanto!" dico io e Luca annuisce e scherza chiedendole l'autografo e lei ride, lo spintona e ci racconta di tutti i cambiamenti che vedremo nella trasmissione quando partirà la nuova edizione di "Chef per un giorno" e ci racconta alcuni aneddoti e noi siamo ancora più curiosi. Velia è un concentrato di simpatia e di allegria, è contagiosa, quanto abbiamo riso e quanto ci manca la sua Champagneria ad Orvieto. E mentre continuiamo a parlare la invitiamo ad accompagnarci allo stand della Balestri Valda, così le presentiamo Laura, giusto un attimo, prima che la sua dolce metà la ritrovi. Sento che potrei perdermi anch'io. Potrei, anzi mi perdo quando Laura mi fa assaggiare il suo Soave Brut. Pur non essendo uno champagne è il mio champagne preferito, non saprei come altro definirlo.
Laura è magnifica e anche se ha la febbre ci accoglie con tutto il suo calore e ci riempie i calici. Facciamo un brindisi, a noi quattro, ai sorrisi e alla spensieratezza.
Carpe diem ancora ed ancora. Anche mentre lasciamo questa festa, con la vertigine al centro, spinti dal vento. Da un vento senza peso.




Con questa ricetta vogliamo partecipare alla raccolta di Fragole e Cioccolato dal titolo "Gallina che canta l'ha fatto con l'uovo" e alla raccolta indetta da Blog di Cucina, dal titolo "Riciclo uova di Pasqua".






TORTINO AL CIOCCOLATO FONDENTE CON CUORE CALDO

Ingredienti:

250 gr di cioccolato fondente al 70% ( noi abbiamo usato il cioccolato fondente dell'uovo di Pasqua)
4 tuorli e 6 albumi
50 gr di zucchero
125 gr di burro
un pizzico di sale

Abbiamo spezzettato il cioccolato e lo abbiamo fatto sciogliere a bagnomaria con il burro. A parte, in una terrina abbiamo montato i tuorli d'uovo con 30 gr di zucchero ed un pizzico di sale. Abbiamo unito il composto di cioccolato e burro sciolti e amalgamato per bene.
A questo punto abbiamo montato gli albumi con un pizzico di sale ed il restante zucchero. Amalgamiamo gli albumi all'impasto di cioccolato e versiamo negli stampini di alluminio, dopo averli leggermente imburrati.
Mettiamo i tortini in forno caldo a 185 gradi per circa 6 minuti. Sforniamo e serviamo caldi.DARK CHOCOLATE MOUSSE CAKE

Ingredients:

250 g dark chocolate
4 egg yolks
6 egg whites
50 g sugar
125 g butter
a pinch of salt

Melt chocolate squares and butter with water in top of double boiler until the mixture is smooth. Remove from heat and let stand to cool.
In a bowl combine the egg yolks, 30 g sugar and a pinch of salt. Beat until smooth. Blend in the egg yolks to the chocolate mixture and stir well until completely melted.
Beat egg whites until stiff peaks form, adding a pinch of salt and 20 g sugar. Add them to the chocolate mixture and pour into some cake pans.
Preheat oven to 185 C and bake on the middle shelf of the oven for about 6 minutes. Remove from oven and serve warm.
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