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domenica 10 maggio 2009

DEEP YELLOW PASTA - LE BARCHETTE DELL'INFANZIA - TRATTORIA IL FORMICONE - INVERNO A FIRENZE- MEZZE PENNE IN GIALLO

Un altro mercoledì. Un'altra sveglia alle sei. Sarà mai diverso?
Sul collo, poche gocce di Allure per profumare il mattino. Per stregarlo.
Cerco gli stivaletti scamosciati e il giacchino del colore del fieno. Mi mimetizzo con l'aria annacquata delle sei e mezza di un mercoledì qualsiasi.
Un caffé al lavoro, a cui aggiungo latte fino al bordo della tazza. Voglio annegare dentro il suo liquido calore e scivolare lontano. Penso alle barchette di carta dell'infanzia, che immergevo nel mare calmo della vasca e con le quali salpavo verso isole selvagge. Assaporavo quella libertà liquida. Evadevo dall'età e dai luoghi.
Nella piccola cucina del reparto inauguriamo così l'inizio del turno, tutti riuniti davanti alla caffettiera che sibila, con le tazzine in mano, in attesa della nera eruzione.
C'è nell'aria profumo di caffeina e sorrisi, un incantesimo breve, vinto dal senso del dovere. Poi la lista degli interventi. Il complimento del dottore. Il buongiorno dei pazienti, felici di rivederti. Di sapere che su di te possono contare, anche se hanno bisogno di commissioni esterne.
Il nastro del tempo scorre lungo il corridoio, i piedi si muovono veloci.
Frenesia, isteria, le porte della sala operatoria si aprono, si chiudono, c'è traffico di letti e barelle, di parenti che si ammassano ovunque, incuranti degli orari di visita.
Il cartellino si struscia nel marcatempo, l'amore conosce la strada e mi riporta a casa. Ho lacrime e parole nascoste nella fodera della giacca, nel risvolto della manica; l'assenza fa male. Mi colpisce in un modo che non so spiegare.
Sto con me, qualche volta siamo noi stessi i nostri migliori amici, qualche volta non c'è tempo per fare quello che vorrei o forse ci sono cose più importanti, che hanno la precedenza.
A casa mi infilo il suo accappatoio, è il suo odore che sto cercando. Come prima di addormentarmi, che mi calma e mi addormenta. Sono fiotti d'amore che piovono su di me.
Annaffio le piantine sul terrazzo, le tolgo dalla serra.
Calamitate dal sole, le mie sensazioni rinvengono. Osservo i germogli, le foglioline appena nate e lascio che un po' di vita si posi anche su di me.
Vorrei essere una piantina, vorrei essere un albero e avere le radici e avere folti capelli per spettinare il cielo. Vorrei assaporare la libertà dei campi. La libertà del verde. Mentre ci penso mi sfugge un sorriso.
Ma oggi invece è giorno di riposo e la mia energia è di nuovo sconfinata. La luce del sole mi attraversa il corpo, mi fa sentire avvolta come in un bozzolo. Luca mi propone una gita fuori porta, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Modena, attraversando campagne e paesini di collina. Senza meta, continuiamo a vagare. Facciamo una sosta a Castello di Serravalle, un minuscolo borgo antico in pietra.Le lucertole ci prendono d'assalto, in verità si sdraiano al sole e poi guizzano da una parte all'altra, ma mi mettono i brividi e tanto basta per farmi allontanare da quel muretto con vista sulla campagna circostante. Ripartiamo alla ricerca di un posticino dove fermarci per pranzo. Luca ha l'illuminazione e decide di portarmi in un ristorante che lui conosce bene, dove io non sono mai stata.
Ristorante IL FORMICONE, uno di quei posticini speciali. Si trova a Savignano sul Panaro, in località Formica, ed è gestito dalla famiglia Scelleri dal 1979. In questi anni, in cui tutto pare essere di breve durata, in cui tutto dura fino al primo sbadiglio, questo particolare la dice lunga. Testimonia passione per il proprio lavoro, passione per cibo e cucina.
Ambiente elegante nella sua sobrietà, fuori c'è il sole, ma all'interno il caminetto è ancora acceso ed è piacevole il tepore che diffonde. Ci sediamo ad un tavolo finemente apparecchiato, tovaglia blu, luce di candela ed ecco arrivare la carta dei vini ed il menu. Ordiniamo due antipasti, due primi, un misto di formaggi con miele e composte e per finire un dessert, il tutto accompagnato da un ottimo Nerello Mascalese del 2002, Barbazzale Cottaneri. La prima folgorazione è sotto il segno di Bacco, il vino è superbo, è quello che io definisco puro piacere. Ha carattere, è rotondo ed è fruttato. L'invecchiamento lo rende ancora più prezioso ad ogni sorso. Non posso fare a meno di centellinarlo per prolungarne il piacere. Luca ne è altrettanto entusiasta, ci complimentiamo con il sommelier per l'ottima bottiglia. Il pranzo ai miei occhi è un banchetto, non per le quantità di cibo nel piatto, quanto per l'idea di bontà che mi piace associare alla parola.
Gli antipasti non tardano ad arrivare, Budino di Parmigiano con salsina al tartufo per me e Polenta di Grano Saraceno con Porcini e Finferli per Luca. Entrambi sono ottimi. Sia i porcini che i tartufi sono della zona. Proseguiamo con dei Ravioli con ripieno di Faraona al Tartufo, il mio piatto, e Gramigna al torchio con Salsa Rustica e peperoncino, quello di Luca. Ci scambiamo i sapori durante tutto il pranzo, le nostre forchette raccolgono altre delizie nei piatti altrui. Deliziosi i ravioli col ripieno di faraona, abbiamo deciso di rifarli anche noi. Sicuramente il prossimo autunno. A seguire arrivano i formaggi, ci versiamo altro vino. L'ultimo calice e già sento il mio equilibrio instabile.
A concludere in modo perfetto questo pranzo sopraffino ci pensa il dessert, anche lui fa la sua gran bella figura, lentamente si scioglie in bocca regalandoci un trionfo di note dolci. Dopo averci pensato un po' su, scorrendo la lunga lista dei dessert, abbiamo ordinato un Tortino di Mele e Cannella, tiepido, servito con Gelato alla Crema e Cannella in cialda con arabeschi di Caramello.
Il FORMICONE è un ristorante che consigliamo a tutti, è un locale che non si fa dimenticare. I prezzi sono medio-alti, ma decisamente proporzionali alla bontà dei piatti proposti. Tra le altre cose, il proprietario del locale possiede anche un'antica acetaia, l'Acetaia Scelleri che produce dell'ottimo aceto balsamico. Aceto balsamico, non surrogato o compagnia bella. Aceto, ogni cui stilla, ogni cui goccia, vale quanto l'oro.


Un salto a Firenze. Per ricordare e salutare l'Inverno che finalmente se ne è andato!























MEZZE PENNE IN GIALLO



MEZZE PENNE SALMONE, GAMBERETTI, CAVIALE



Ingredienti per 2

190gr mezze penne
1 scalogno grande o 2 piccoli
150gr salmone affumicato
100gr gamberetti sgusciati
100gr panna da cucina o crema di latte
2 bustine di zafferano
Mezzo bicchiere di vino bianco (per i più sofisticati, champagne)
Olio extravergine d'oliva
Sale
Pepe
4 cucchiaini da tè di uova di lompo rosse ( o a scelta, caviale)


Mettere a bollire l'acqua, circa 1 litro per cento grammi di pasta.

In una padella far rosolare per circa 2 minuti lo scalogno tritato finemente, con un filo d'olio extravergine d'oliva; aggiungere i gamberetti. Fare rosolare ed aggiungere il salmone tagliato a piccoli pezzi, una macinata di pepe ed un pizzico di sale e farlo cuocere per 3 minuti mescolando continuamente. Aggiungere il vino e lasciarlo evaporare a fuoco vivace, spegnere il fuoco e tenere al caldo.
Quando l'acqua bolle, aggiungere il sale e le mezze penne.
A parte, in una piccola tazza stemperare una bustina di zafferano con la panna da cucina.
Cinque minuti prima che la pasta sia a cottura, aggiungere nell'acqua l'altra bustina di zafferano e terminare la cottura.
Scolare la pasta tenendo da parte alcuni cucchiai di acqua di cottura.
Rimettere la padella sul fuoco e versarvi la pasta. Aggiungere la panna in cui è stato stemperato lo zafferano e mescolare con cura.
Servire completando il piatto con le uova di lompo.






DEEP YELLOW PASTA





PENNE WITH SALMON, SHRIMPS AND CAVIAR




Ingredients:

190 grams penne rigate pasta
1 scallion
150 grams Scottish smoked salmon
100 grams shrimps
100 grams heavy cream
2 bags of safran
4 tablespoon caviar
1/2 glass of white wine
2 tablespoon extravirgin olive oil
ground black pepper
parsley for garnish


Dice the raw salmon into small pieces. In a saucepan, heat 2 tablespoon of olive oil and fry scallion and shrimps. Pour in 1/2 glass of white wine and then all the salmon. Complete with a few pinches of black ground pepper and salt. Fry until the salmon is pink. Set aside.
In a pasta pan, bring 2 liters of water to a boil. Add salt and a bag of safran. Then throw in the penne and let it cook for about 10 minutes until it is "al dente".
While the pasta is cooking heat the salmon. In a cup stir the safran into the heavy cream.
When the pasta is done, drain it and then add this mixture to it over low heat until it is absorbed. Remove from the heat and complete with caviar.
Grazie Erbaluce!
Ci fa sempre piacere ricevere riconoscimenti come questo! Ti abbracciamo e lo giriamo a: RoRò di Papaveri e Ginestre e a Caty di La casa sull'Albero.
E ovviamente a chiunque non l'abbia ancora ricevuto.

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