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mercoledì 9 febbraio 2011

SUI LIBRI - CHEESE CAKE ALLE FRAGOLE - CREAMY BAKED STRAWBERRY CHEESECAKE

Stavo scorrendo sul monitor le fotografie scattate due domeniche fa, quando a sorpresa, svegliandoci, avevamo trovato Bologna completamente imbiancata ed io avevo insistito tanto per uscire e andare a camminare sulla neve.
Dalla stanza che insistiamo a chiamare studio, ma che funge anche da contenitore di tutto quello che altrove non ci sta, figuriamoci che c'è anche un bellissimo frigorifero-cantinetta dei vini, Luca mi grida "Vieni a vedere i commenti, ci è arrivato un meme da Mammadeglialieni, ma è per te!".
"Perché solo per me?" chiedo io, gridando a mia volta, dalla nostra camera da letto rosso pompeiano, col letto a baldacchino ornato da un fru fru arancione di veli.
"Non ti sento!" urla lui di rimando.
Ho già capito che devo raggiungerlo.
"Perché è solo per me?" gli chiedo a distanza ravvicinata.
Il motivo è lì, sullo schermo, si parla di libri e Luca ritiene che sia più il mio pane quotidiano.
Così prelevo il meme e lo faccio mio, cercando di rispondere alle domande che contiene, anche se preferisco parlare a ruota libera e debordare. Faccio fatica a rimanere dentro i confini di una frase che termina con un punto interrogativo, sono indisciplinata.


Quanti libri hai letto nel 2010?

Non li ho contati, ma sicuramente ben oltre cinquanta, ci sono libri che leggo in uno, due giorni. Amo leggere e non ho mai fatto mistero di questa mia passione.


Quanti erano romanzi e quanti no?

Prediligo i romanzi, ma leggo di tutto, mi spingo in tutte le direzioni senza pormi limiti, senza farmi mancare nulla. Seguo l'onda, l'istinto e la curiosità quando devo scegliere un libro e spesso sono i libri che, in un modo tutto loro, si fanno scegliere.
Leggere è aprire un varco, è un viaggio molto personale, dentro e fuori altre vite, altri luoghi e altri tempi, per ricondurre poi tutto a me. Non mi sento mai estranea quando leggo una storia, prendo le parti, mi immedesimo o mi ribello. Leggo romanzi, saggi, amo gli scritti della Fallaci e allo stesso tempo leggo anche i fumetti, da Mafalda, nella quale in parte mi riconosco per il suo essere complicata, critica, contestataria con le sue domande acute, con la sua capacità di mettere a nudo la realtà, con il suo inseparabile mappamondo quasi volesse guarire i mali della società, con quel suo sostenere la parità dei diritti tra uomo e donna. Concetto quest'ultimo che ritrovo anche nel libro letto recentemente, "Il sesso inutile" di Oriana Fallaci e che è riassunto in una sua frase che fedelmente riporto "Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino metereologico."
E a proposito di fumetti non posso non citare le mie strisce preferite, quelle di Calvin and Hobbes. Calvin è un bambino un po' peste, esploratore, curioso, ottimista, forse megalomane, con una sfrenata fantasia, grazie alla quale dà vita al suo tigrotto di pelouche, Hobbes. Hobbes rappresenta invece il suo legame con la realtà, infatti lo ridimensiona continuamente ed è molto più pragmatico. C'è questo incontro come di due filosofi con opposte teorie e visioni di vita, che comunque si completano a vicenda. Li adoro.

Il miglior libro letto?

Domanda difficilissima perchè non stilo classifiche, generalmente mi lascio sempre coinvolgere da quello che leggo. Dei libri che ho letto nel 2010 posso citare "Amrita" di Banana Yoshimoto, "Ho qualcosa da dirti" di Hanif Kureishi, "Qualcuno con cui correre" di David Grossman, "La coperta azzurra" di Kamal Jha e il libro che sto leggendo in questo momento, "Kafka sulla spiaggia" di Murakami Haruki.


Il libro più brutto?

"Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini, per quanto osannato, io ho fatto fatica ad arrivare alla fine.


Il libro più vecchio?

Tra quelli letti nell'ultimo anno "Eugenie Grandet" di Honoré De Balzac e Racconti erotici del Settecento Francese.

Il libro più recente?

Recente nel senso di quello che sto leggendo in questo momento? Ho già risposto, "Kafka sulla spiaggia". Se invece si intende recente nel senso di ultima pubblicazione, confesso che non so rispondere, dovrei controllare il mese in cui ogni singolo volume è uscito nelle librerie.

Quello con il titolo più corto?

Penso "Colla" di Irvine Welsh.

Quello con il titolo più lungo?

Non so dirlo, non ho mai contato le parole del titolo, di solito mi lascio incantare dal loro suono.

Quanti libri hai riletto?

C'è un romanzo che fa parte della mia vita ed è "Il Budda delle Periferie" di Hanif Kureishi, l'ho letto e riletto, così come tutte le sue opere che ho letto anche in lingua originale.


I libri più letti dello stesso autore quest’anno?

"Norvegian Wood", "Dance, dance, dance" e "Kafka sulla spiaggia" di Murakami Haruki.

Quanti libri scritti da autori italiani?

Non li ho contati, ma penso una decina.

E quanti di questi libri sono stati presi in biblioteca?

La metà circa di quelli che ho letto. Frequento assiduamente la biblioteca Salaborsa di Bologna, fornitissima di libri, dai classici alle ultime pubblicazioni.

Dei libri letti quanti erano nel formato e-book?

Nessuno, sono legata indissolubilmente al formato classico, al libro da sfogliare, alle pagine alle quali piegare le orecchie e alla carta da annusare, perché una delle cose che più amo è proprio il profumo della carta stampata. Luca lo sa e quando mi vede annusare un libro appena comprato ride e dice "Ma tu sei tutta matta!". Forse sì.


Adesso dobbiamo passare questo meme ad altri blog e abbiamo pensato di consegnarlo nelle mani di Caty, in quelle di Simo, poi lo vorremmo dare ad Anna The Nice, a Ranapazza, ad Astrofiammante, a Paola di Zeppole e Panzerotti, a Rirì e ad Eleonora di Burro e Miele.

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CHEESE CAKE ALLE FRAGOLE






Ingredienti:


200 gr di biscotti tipo Digestive
200 gr di zucchero
100 gr di burro
200 gr di formaggio Philadelphia
3 uova
200 gr di mascarpone
1 cucchiaio colmo di farina
il succo di 1 limone
i semini di un baccello di vaniglia
1 cestino di fragole, accuratamente lavate e poi tagliate a fettine


Premettiamo che non compriamo quasi mai frutta fuori stagione, ma sarà stato questo accenno di primavera a smuovermene la voglia o forse semplicemente il fatto che non ho saputo resistere davanti alle cestine di fragole esposte sul bancone del fruttivendolo. Così le ho comprate e una volta a casa Luca ed io abbiamo pensato di prepararci un dolce, precisamente un cheese cake.


Per prima cosa tritiamo i biscotti e li mescoliamo bene al burro fuso, amalgamando il tutto in un composto che stendiamo sul fondo di uno stampo rotondo di quelli a cerniera, che precedentemente avremo imburrato.
Lasciamo raffreddare e consolidare in frigorifero per circa un'ora.
Montiamo i rossi d'uovo con lo zucchero fino a renderli spumosi, uniamo il philadelphia, la farina, il succo di limone, il mascarpone, i semi della bacca di vaniglia e per finire i bianchi d'uovo che avremo a parte montato a neve ferma.
Rovesciamo metà del composto sulla base di biscotti, vi adagiamo sopra le fettine di fragole e per finire versiamo sulle fragole il resto del composto.
Inforniamo a 170 gradi per circa un'ora, dipende dal tipo di forno.
Noi l'abbiamo mangiato freddo. Golosissimo!



CREAMY BAKED STRAWBERRY CHEESECAKE



Ingredients:

200 g Digestive biscuit crumbs
200 g granulated white sugar
200 g cream cheese, softened
100 g butter, melted
3 eggs
200 g mascarpone cheese
1 tbs all purpose flour
1 tsp pure vanilla extract
1 lemon juice
250 g fresh strawberries (cut into slices)


This is a smooth and creamy baked cheesecake filled with fresh strawberries and we like it.
Combine biscuit crumbs and butter, press into buttered pie plate to form a crust on bottom and sides. Let stand in the fridge for at least 1 hour or so. Beat cream cheese and mascarpone together until fluffy.
In a mixing bowl beat egg yolks and sugar until creamy, then gradually add in lemon juice, cream cheese, mascarpone, flour, vanilla extract and the egg whites (whip the egg whites until they form peaks with tips that stand straight; egg whites right out of the refrigerator will not whip well).
Pour half filling into crust, add strawberry slices, then pour in the remaining filling.
Bake at 170 C for 1 hour or until set. Chill before serving.


sabato 27 marzo 2010

BAKED CHEESECAKE - FIORI COME FARFALLE - CHEESE-CAKE CON CREMA, YOGOURT E CIOCCOLATO FONDENTE

Vorrei, sì proprio vorrei, che la notte del sabato snocciolasse lenta, che durasse ventiquattro ore almeno o forse di più. Che l'alba si facesse desiderare, femmina come una donna davanti allo specchio intenta ad imbellettarsi. Che si facesse attendere a lungo, prima d'aprirsi in un lago di luce, rosata e suggestiva da togliere il fiato.
Questa domenica mattina che sbadiglia sul nostro letto arruffato risveglia un'intorpidita sensazione di libertà, che si scontra con la voglia di letto, intensamente mia e di Luca, che ci aggrappiamo con le braccia alle lenzuola tirandocele fin sopra agli occhi, sfidando e provocando l'irruenza del tempo, della luce che filtra dalle tapparelle, dei rumori che giungono da fuori.
L'odore della pioggia è ancora in agguato insieme all'eco dei giorni scorsi, annegati dentro al suo canto sommesso.
Un po' malinconico ed un po' dolce questo cielo sulla coda di marzo e mi fa riaddormentare nell'incavo della spalla di Luca.
Più che mai penso che il potere assoluto ce l'abbiano le lancette del tempo, sovrane, al di sopra di tutto e di noi, schiavi fin delle sue più piccole molecole e così è bello di tanto in tanto (anche se vorrei scrivere, spesso) assaporare la lentezza in tutta la sua innata semplicità, lasciarla scodinzolare in giro per casa e tra i pensieri.
Siamo ancora sotto le coperte quando cerchiamo di decidere che piega dare alla giornata, quando spulciamo la rassegna delle sagre e delle manifestazioni che oggi animeranno la nostra regione, quando scopriamo che a Modena alcune strade della città si trasformeranno in uno sbocciar di fiori.
Modena In Fiore, è così che si chiama questa festa, mi piace come suona, mi ha già conquistata, anche se non vedo Luca del tutto convinto, ma dopo cinque minuti che passo a saltellare da una stanza all'altra, Luca non ha più dubbi e pare anche lui convintissimo.
"Sei sicuro che ci vuoi andare? Perché io vorrei, ma se a te non va, possiamo scegliere di fare qualcos'altro" gli chiedo io titubante. Adesso i dubbi sono venuti a me.
Al suo sì spalanco l'armadio e poi guardo a mò di punto interrogativo Luca e da come mi ricambia lo sguardo so che pensa che adesso sto per dirgli che non so cosa indossare, invece no, non mi indovina.
Gli chiedo solo di chiudere gli occhi, che li deve tenere bene serrati e che li dovrà aprire soltanto quando mi sarò vestita per dirmi poi se sto bene o no. Stamattina voglio specchiarmi nei suoi occhi anziché davanti al comò.
"Devi tenere gli occhi chiusi fino alla fine" lo ammonisco più volte e lui mi prende talmente in parola che ad un certo punto finge anche di russare.
"Adesso puoi aprire gli occhi, sto bene? Che dici?" gli chiedo.
E lui si limita ad un "Siiiii, può andare, passabile!" con un tono quasi annoiato, da quadro alla parete, e poi scoppia a ridere. Si diverte come un matto a farmi arrabbiare, che poi mica mi arrabbio, al massimo gli tiro un cuscino o lo guardo di traverso oppure lo mordo un po'.
Scavalchiamo Bologna e le sue strade semideserte. Niente che si muove, niente che trema, Bologna sa troppo di domenica dietro le tendine di casa ed ancora una volta andiamo alla ricerca d'un altrove, di un guizzo.
Arrivati a Modena, dopo una lunga passeggiata a piedi, ci ritroviamo dentro ad un imbuto di vie spalancate su di un'esplosione di colori in fiore. Ci ritroviamo a respirare il respiro dei colori. Esplosivi, malinconici, dolci, disperati, passionali. Così fragili, ma anche così complessi.
Davanti a noi un carnevale di piante, di arbusti, di alberi, di fiori, con la loro saggia innocenza, la loro discrezione, la loro purezza.
Fiori come farfalle sospese, senza peso, senza stanchezza, splendenti.
Rossi come i fuochi di un braciere, come il colore del vino, a gridare la bellezza di tanta pienezza.
Fiori color cipria, come i belletti di una volta, come i collant delle nonne.
Ed ancora di un violetto così acceso da imporporare gli occhi. E poi gialli come il sole, come il sottomarino giallo dei Beatles, come il colore che mi trasmette energia.
Arancioni, come una spremuta d'estate, come i miei sandali a pois, come albicocche mature appese ad un ramo.
Fiori come stelle filanti, fiori delicati, intimi, fiori coi petali aperti, coi boccioli, con calici carnosi.
Amo le margherite e da piccola le tormentavo col m'ama-non m'ama, ed allo stesso modo amo i fiori selvatici, i fiori che crescono lungo i sentieri, li amo perché non si lasciano addomesticare.
E poi amo le rose. D'un rosso intenso o d'un bianco neve.
Amo le orchidee, così perfette, complesse, carnose. La loro parte interna così vellutata. Velluto d'orchidea, meraviglioso, scivoloso, di cui vorrei vestirmi.
Se avessi un giardino lo punteggerei di fiori e non li reciderei mai.
Luca lo sa che non amo i fiori recisi. Non hanno radici. Fiori senza futuro.
E così passeggiamo per ore tra migliaia di vasi, a riempirci le narici di tutti questi profumi, a respirare l'odore leggero della terra e delle erbette aromatiche, davanti alle quali ci perdiamo.
Ce ne sono tantissime, molte delle quali non le conosco affatto, siamo circondati da un odoroso mare di verde. Se fosse per me le vorrei tutte quante, le studierei, le saggerei, le curerei, le userei per aromatizzare il cibo, per farci tisane, per profumare la casa, per fare del balcone un'intricata foresta.
Queste piantine esercitano a loro insaputa una sconfinata forza di persuasione, ma ripeto a me stessa che devo contenermi, che devo restringere la scelta ed insieme a Luca decidere quale portare a casa.
Il basilico lo escludiamo subito, è ancora presto perché rimanga in vita, anche se il basilico greco, quello riccio e quello rosso ci incuriosiscono; rinunciamo anche agli stridoli, seppure mi ricordano la mia infanzia e tante buonissime frittate, ma occorrerebbe troppo spazio; la menta ce l'abbiamo già, ma lì in mostra c'è una bella pianta di menta glaciale e chissà che sapore ha. Mi passano davanti agli occhi immagini di cocktail verde smeraldo, di coppe colme di gelato dentro notti foderate d'estate, immagini di cento altre cose che potremmo preparare con la menta glaciale, ma....
Passiamo oltre e dopo mille titubanze decidiamo di comprare della santoreggia, altamente afrodisiaca. Della maggiorana, per insaporire i nostri sughetti. Dell'origano, per profumare gli imminenti piatti estivi. Del rosmarino, pensando alla carne da grigliare sul barbecue. Del timo al limone, per profumare il tanto amato pesce. Del finocchio selvatico, per dare un tocco intenso ad altri manicaretti e per finire, della salvia-ananas per via di quel suo profumo tropicale irresistibile.
Sulla strada del ritorno, carichi all'inverosimile, non ancora paga mi soffermo ad osservare con occhi sgranati una miriade di piante grasse e mentre il mio sguardo vaga da una parte all'altra, tra spine, dimensioni abnormi e forme strane, Luca mi trascina via dicendomi...."Non hai bisogno di piante grasse, sono io la tua pianta grassa!".
Ancora rido, pensando che allora io non posso che essere la sua inseparabile pianta rampicante.







Scie graffiate nel cielo, sono passati aerei che vanno lontani. Portano con sè le mie voglie di posti nuovi e città vecchie. Sonnacchiose nubi pascolano in modo disordinato. Guardo l'azzurro sopra le nostre teste che si copre sempre di più, nasconde il suo blu dietro grigie premonizioni di pioggia e di freddo. Questa stagione di mezzo non sa ancora che strada percorrere per raggiungerci.
Sdraiati sul letto, ancora carichi dei sogni della notte passata ci poniamo la prima domanda. Dove andiamo oggi?.
Sono giorni che si ripetono sempre uguali e, nell'unico giorno di riposo di Sabrina, ci vietiamo lo stare chiusi in casa. Pioggia, neve, vento non ci impediranno di uscire.
Nelle vicinanze, come al solito, c'è il nulla. La solita Bologna e la sua provincia avara di idee.
Sabrina sfoglia le pagine della rete alla ricerca di un'opportunità di svago.
Sceglie Modena. Modena Fiorita. L'occasione per andare a cercare i profumi da mettere nel nostro micro-orto in terrazza.
Le strade della città sembrano vuote in queste prime ore del pomeriggio, infatti di parcheggi nemmeno l'ombra.
Giro, svolto, passo, cambio strada ma l'unico posto che trovo è dietro l'Accademia Militare. Si tratterà di fare una bella passeggiata per raggiungere la piazzetta dove i fiori la faranno da padrone.

Scelgo strade che non conosco, percorsi nuovi, dove i miei sguardi possano scoprire punti di vista diversi. La piazzetta è là, quella non si sposta, quindi è facile raggiungerla. Si deve andare da quella parte, non ci si può sbagliare. Sabrina ed io ci raccontiamo, anzi meglio la ascolto. Mi piace riempirmi i pensieri con le sue parole. Le sue “avventure” di lavoro. I pazienti simpatici e quelli decisamente pretenziosi ma, comunque, con una loro storia, un loro modo di essere. Sabrina è un fiume di parole, di aneddoti che si interrompono solo per chiedermi dove dobbiamo svoltare. Più di una volta le ho detto che dovrebbe scriverci un libro. Ogni suo racconto è un sorriso che mi rimane dentro. La ascolterei per ore anche quando non mi racconta di tutte le avances che riceve, sono racconti che mi smuovono la gelosia ma, nello stesso tempo mi rendono felice perché so che lei ha scelto me.
Arriviamo nella piazzetta in cui una sobria chiesa romanica fa da contrasto con i gialli ed i fucsia delle viole messe in bell' ordine, in bella vista dalle tante bancarelle. Sabrina si blocca subito sulla prima, si inchina e ruba i profumi delle piantine nei loro piccoli vasetti di plastica.
Fatico ad allontanarla, a convincerla che non è il caso di fermarsi al primo banco, che è meglio fare prima un giro di perlustrazione e vedere se c'è qualche cosa di più interessante.
La mia ignoranza fa faville. Leggo le targhette apposte su rigogliose piantine di “Salvia Ananas”, di “Timo limone”, “Timo arancia”. Le annusi e ti rendi conto di quanto sia intenso il profumo di frutti che nascondono quelle piccole foglie. Assenzio, Dragoncello, Nepitella. Tutte le varietà di Salvia e di Rosmarino. L'Aneto, il Coriandolo, l'Anice, il Carciofo, collezioni di Finocchio selvatico, la Liquirizia, gli Aranci, i Cedri giganti, piante grasse, piante magre e piante così così, i bulbi......il banchetto dei prodotti biologici.
Piccolo e costoso stop, fatto di assaggi di salse, di conserve e marmellate preziose.
Ripartiamo con la prima sportina in mano che, ovviamente tocca a me. Continuiamo a cercare e a guardare tutto, chiedendo ed informandoci.
L'odore della terra umida, mescolata ai profumi delle calendule, dei gerani, delle erbe aromatiche riempie l'aria, così come la gente riempie le strade, si sofferma come noi a scoprire le tante varietà di colori ed aromi.
Ci vuole un caffè, anche per allontanarsi dalla folla che ormai ristagna, che indugia di fronte ad ogni opera d'arte della natura esposta. Un caffè per riprendersi un po' del tempo lasciato al mondo folle che è uscito dalle case per riversarsi sul miele di queste stradine in fiore.
Nel silenzio di un Caffè postmoderno con sfumature rock, con un misto di scritte pastello, su lavagne sdraiate su muri graffiati dalle pennellate di un artista creativo, tra schermi digitali spenti e musica pop in sottofondo di non so quale radio. Un caffè ed un cappuccino. Le abbiamo viste, le piante aromatiche, le desideriamo, usciremo per prenderle, per portarle con noi sulla nostra terrazzina piccolina piccina picciò. Nel nostro micro-orto che guarda ad est, che segue il sole del mattino fino al picco del mezzogiorno.
Non basterebbe un orto, ci vorrebbe almeno un campo intero di terra da coltivare, da coccolare per poter prendere tutto quello che ci piace.
“Ma non abbiamo vasi dove ripiantarle!” E' la mia unica obiezione, ma come spesso faccio mi do anche la soluzione.
Tre sacchetti di plastica biodegradabile con sei piante, piantine preziose che speriamo apprezzino il nostro piacere nel portarle con noi, nel nostro piccolo mondo di quasi due metri quadri.
La passeggiata è quella verso la macchina, lasciata lontano. I sacchetti mi tagliano le mani ma devo fare l'uomo e nascondo il dolore con piccole scuse. Appoggio i sacchetti per cercare il telefono o per sistemarmi meglio i pantaloni. Mi invento quello che posso, non voglio che Sabrina si offra per aiutarmi. L'uomo di casa sono io!
Sistemiamo con cura il tutto sui sedili posteriori e, alla prima curva, la voce di Sabrina fa risuonare il suo primo avvertimento “Stai attento che i nostri vasetti non si ribaltino!” “certo Amore, ma fare le curve più piano di così, vuol dire scendere e spingere l'auto!”
Centro commerciale a meno di sei chilometri da casa dove la “grande catena del Bricolage” è aperta tutte le domeniche e, dove tutte le domeniche, l'intera popolazione di Bologna e provincia si riversa. Cinque minuti per scegliere i vasi e mezzora di fila alle casse. Anche questa è fatta! Rimangono i pochi gradini di casa da salire, anche se dovrò farli tre o quattro volte.
Fuori è già buio e ci siamo scordati la terra per riempire i vasi. Sistemiamo le piante in modo che sopportino bene il troppo fresco di queste sere. Un bicchiere d'acqua a testa e una buonanotte. Ci vorranno almeno 50 litri di terra, tutta l'abilità ed il prezioso tocco di Sabrina per reinvasare le nostre piantine piccine picciò, sulla nostra terrazzina piccina picciò.




Con questa ricetta desideriamo partecipare alla raccolta indetta dalla bravissima Imma di Dolci a Gogò.


Ne è nato un dolce buonissimo che abbiamo già deciso di rifare presto, anche perchè la preparazione è lunga ma davvero semplicissima.

CHEESE-CAKE CON CREMA, YOGURT E FONDENTE



Ingredienti:

Per la base:
200 gr di biscotti Digestive
80 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero

Per la crema al formaggio:
350 gr di Philadelphia
50 gr di mascarpone
4 uova
200 gr di zucchero
1 pizzico di vanillina
qualche goccia di succo di limone


Per la seconda crema di copertura:

300 gr di yogurt magro bello compatto (da noi preparato il giorno prima con la yogurtiera)
2 cucchiai di zucchero

Per la copertura:

cioccolato fondente al 70% grattugiato
nocciole ricoperte di fondente, delle Sorelle Nurzia


Prima di tutto frantumiamo i biscotti fino a ridurli in polvere, aggiungiamo il burro sciolto e lo zucchero ed amalgamiamo bene. Stendiamo il composto così ottenuto in una teglia rotonda ad anello che abbiamo prima rivestito con carta da forno. La poniamo in frigorifero affinché raffreddandosi si compatti.
Ora amalgamiamo uova e zucchero con una frusta e poi andiamo ad unire il Philadelphia, il mascarpone, la vanillina e qualche goccia di succo di limone. Otteniamo un composto cremoso e morbido.
A questo punto versiamo la crema nella teglia e la inforniamo a 150 gradi per circa 40, 45 minuti.
Lasciamo raffreddare completamente il cheese cake.
A questo punto prepariamo la seconda crema di copertura, mescolando dello yogurt magro bello compatto e lo zucchero. Stendiamo il composto sulla torta. L'importante è che quest'ultima sia completamente raffreddata.
Inforniamo per un altro quarto d'ora sempre a 150 gradi. Togliamo dal forno e lasciamo raffreddare.


Mettiamo il cheese cake in frigorifero per qualche ora e prima di servirlo, completiamo il dolce con una bella grattugiata di cioccolato fondente e con degli ovetti di nocciole ricoperte sempre di fondente, di produzione delle Sorelle Nurzia. Essendoci arrivato il loro pacco bello ripieno di prelibatezze non potevamo resistere alla tentazione.


BAKED CHEESECAKE WITH CHOCOLATE TOPPING


We love cheesecake because it's smooth and creamy and it's very simple to prepare.


Ingredients:
Crust:
200 g Digestive Biscuits
80 g butter, melted
1 tbs sugar


Filling:
350 g cream cheese, softened
50 g mascarpone cheese
200 g sugar
1/2 tsp vanilla
4 eggs
some drops of lemon juice
Second filling:
300 g yogourt (we have used our home-made yogourt)
2 tbs sugar

Topping:
bitter chocolate


Combine biscuits crumbs, butter and sugar, press into buttered pie plate to form crust on bottom and sides.
In a mixing bowl beat cream cheese and mascarpone cheese until fluffy; add in lemon juice, sugar, vanilla and eggs. Mix well. Pour filling into crust. Bake at 150 C to 40 minutes or until set. Cool down completely.
Combine the 2 tbs of sugar and yogourt and spread over top of cheesecake.


Then bake for 15 minutes longer.
Chill for 6 hours or more before serving.
Complete with a lot of grated bitter chocolate.





PREMIO

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