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mercoledì 10 febbraio 2010

CUTTLEFISH IN LOVE- VERONA SPRITZ E L' ALCOVA DEL FRATE- SEPPIE AL RADICCHIO ROSSO CON NOCI E UVETTA- CRESCENTINE


Sarà che un solo giorno di riposo alla settimana è veramente poco e, organizzare una domenica un po' diversa, non è sempre facile. Sabrina ancora dorme. Si rannicchia sempre di più. Me ne sto in piedi, di fianco al letto, e mi perdo nel guardarla. Lo so che sta facendo finta di dormire ma è così dolce nel suo fingere. Richiamo la sua attenzione proponendole un caffè con la cremina di zucchero. Me lo ha insegnato a lei, con le prime gocce di caffè della moka e tanta energia nel “montare” lo zucchero. Il caffè non è eccezionale ma spero sempre che con la cremina il tutto si addolcisca.
Sabrina si solleva e con un sonnacchioso buongiorno mi guarda. Sorseggia, fa una leggerissima smorfia di disgusto e “Ma oggi dove andiamo?, Cosa facciamo?” Sono quasi le dieci e dopo tanta neve, pioggia, nebbia e giornate fredde e grigie, oggi sole e cielo terso.
“Pensavo che avremmo potuto fare un salto a Mantova o a Verona....meglio Verona....Amò, preparati che da qualche parte si va!” Esattamente non so cosa voglio dalla giornata di oggi ma di certo dovrà essere molto diversa da quella di sabato.
La sfilata davati allo specchio per la scelta della cintura e della collana diventa più lunga del solito ma, alla fine, Sabrina ne inventa una delle sue. Prende una cintura arancio per colorare il completo grigio che si è scelto e, non trovando la collana da abbinare, con una pinza in mano, si mette a smontarne una chilometrica ed a rimontarla su un laccio di caucciù che sfila da un'altra collana. In poche parole “Sabrina's Style” ha un nuovo tocco. La mia modella personale è pronta. “Ma cosa si inventa questa donna.....!”
Accendo la radio per non sentire il rumore della strada. Sabrina non apre quasi bocca, è immersa nei suoi pensieri grigi. Pensieri frutto della delusione che il mondo le lascia addosso. Ipocrisie e superficialità la segnano. Le delusioni della vita, ultimamente, la fanno scivolare verso un oblio di insicurezze. Lo ammetto, quando così è dura farle tornare il sorriso. Non serve a nulla il mio starle vicino, il mio spronarla a reagire, a non arrendersi, a far sì che il suo sorriso sia la sua arma vincente contro questo mondo che intristisce l'animo. Però un segno del suo ottimismo si percepisce. Quella cintura arancione su tutto quel grigio è sicuramente lo spiraglio di vitalità che è in lei.
La segnaletica dice che siamo quasi alla meta. Sabrina esce da quel suo torpore. Sembra che copra i suoi dubbi e le sue domande senza risposta con la coperta dei ricordi. Il suo periodo Universitario, la sua amica Alessandra di Verona, studentessa di giurisprudenza, le volte che da Bologna scappavano insieme a Verona, tanto per passare una serata diversa, il concerto di Elton John all' Arena in cui Sabrina riuscì ad entrare senza biglietto, lasciando la sua amica fuori (ma che bella amicizia, ho pensato io, poi Sabrina mi ha spiegato che quell'episodio fu una mattata, una sorta di scommessa tra loro due per vedere chi riusciva ad entrare). La pasticceria che non abbiamo trovato e....”Dai Luca, entriamo!” Facciamo appena in tempo ad intravedere l'Arena e siamo già dentro al primo negozietto tutto a 5 euro. Ne usciamo con un po' di colore dentro una borsina bianca. Sabrina è rinata. La mia Sabrina è di nuovo con me.
Il sole scalda la città. C'è una vera folla in piazza Bra.
Turisti giapponesi, armati di macchina fotografica, spogliano ogni pietra dell'arena, della piazza, dei palazzi. Disegnano cerchi nell'aria con ombrelli colorati per richiamare l'attenzione. Per spiegare cose che forse nemmeno noi sappiamo.
Le strade a raggiera che portano alla piazza delle Erbe sono stracolme di gente. Le vetrine di Via Mazzini sono una trappola. Tutte le Firme del mondo sono lì. Un' enorme, lunga e stretta strada, piena di sfizioserie per gli occhi ma non per tutte le tasche e, nonostante tutto, i negozi sono pieni. Ci scorriamo tutte le collezioni dei “Grandi Stilisti”, dove anche in stagione di saldi, per un portafoglio, ti occorre uno stipendio intero per comprarlo.Un cattivo caffè ed un pessimo cannolo siciliano ci servono per spezzare il pomeriggio. Certo che pretendere di trovare un cannolo siciliano buono, a Verona, è decisamente una scommessa persa in partenza. Rifocillati, se così si può dire, riprendiamo il nostro vagabondare senza meta. Giriamo lontani dal turismo di massa cercando scorci di pietra, rubando l'anima dei balconi e la stanchezza delle sedie impagliate già pronte per la prossima estate.
Il freddo ci fa da clessidra. Il buio illumina ancora di più le strade e dalle vetrine continuiamo a metterci negli occhi i regali che altri si faranno. Arriva l'ora dell'aperitivo e torniamo in piazza delle Erbe. Guardiamo i vari locali della piazza cercando di capire quale sia il più accogliente, quello più caldo, dato che ci vogliamo sedere all'aperto per sentire da vicino il passaggio della umana curiosità. Guardare una vetrina diversa. Curiosare tra gli sguardi di quelli che indicano la torre spingendo gli avventori a fare la stessa cosa, a guardare cosa, poi, non si sa.
Ora non ci rimane che scegliere dove andare a mangiare, dove pranzare nella città romantica per eccellenza. Ne scegliamo due tra le tante proposte che abbiamo trovato in rete. Uno è lungo la strada per raggiungere la macchina ma ne bocciamo il menù. Troppo tradizionale, stereotipato. Il secondo lo troviamo chiuso anche se il sito lo dava per aperto.
Ci incamminiamo, tra lo sconsolato e l'infreddolito poi lo sguardo raggiunge una tavola di legno su cui leggiamo “L'Alcova del Frate”. Una porta di legno con i vetri gialli solo da tirare a sè per poterla varcare. Entriamo e siamo accolti da un' atmosfera intima. Tavoli in legno, semplici come quelli che una trattoria deve avere. Con un bel sorriso veniamo invitati ad accomodarci, dopo la domanda di rito “avete prenotato?” a cui abbiamo, ovviamente, risposto “No!” Il menù è semplice ma, tra le righe leggiamo una grande passione per la cucina.
Un antipasto con tre fette di polenta alla piastra con Lardo, Soppressa e Gorgonzola. Sapori decisi che ti preparano il palato per degli ottimi Tortellini di Valeggio al burro e salvia e poi un Brasato al'Amarone, buono come pochi al mondo. Una selezione di formaggi di ottima qualità. Dalla grande selezioni di vini, ci lasciamo tentare da un Ripasso dal sapore rotondo e da un profumo carico di frutti di bosco ed un sentore di pepe decisamente delicato. Era il vino che Sabrina ha richiesto, che intensamente voleva, invecchiato in barriques almeno 16 mesi.
Ci siamo regalati una cena magnifica parlando, parlando parlando ancora. Stiamo già aspettando Aprile per il Vinitaly e per poter tornare all'”Alcova del Frate” perché ci sono i gnocchi da mangiare che, a quanto pare, sono la vera specialità del locale assieme ai bigoli al ragù di somaro o alle sardelle. Altra specialità, la carne di cavallo.
Non ce l'abbiamo fatta ad assaggiare i dolci ma, siamo sicuri, che la prossima volta ci riusciremo.
La notte ci serve per ritornare a casa, con Sabrina che dopo aver continuato a raccontarmi delle tante vicende che le succedono ogni giorno, piano piano ha abbassato il sedile e si è addormentata come una bambina di 5 anni. Serena e rilassata. Beh, a quanto pare è stata una bella domenica.

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SEPPIE AL RADICCHIO ROSSO CON NOCI E UVETTA SULTANINA
Ingredienti:

1 kg di seppie
2 peperoncini secchi piccanti
70 gr di noci sgusciate
1 manciata di uvetta sultanina
1 cespo di radicchio rosso di Verona
sale e pepe
olio extravergine d'oliva
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 mestolo di brodo vegetale
3 spicchi d'aglio
prezzemolo
1 piccola carota
1 piccola cipolla
1/2 gambo di sedano bianco

Volevamo cucinare le seppie in modo diverso dal solito. Inizialmente avevamo pensato di preparare degli involtini di seppie, ma ci mancava un ingrediente fondamentale, quindi dopo avere dato una sbirciata a quello che avevamo nel frigorifero, abbiamo dato sfogo alla fantasia. Il risultato è stato un piatto davvero ottimo, che ci ha lasciati completamente soddisfatti, di quelli da ripetere.

Puliamo le seppie e le laviamo. Nel frattempo prepariamo un soffritto con la cipolla, le carote ed il sedano. Facciamo scaldare l'olio extravergine d'oliva in una padella ed uniamo il soffritto. Lo facciamo rosolare ed andiamo ad aggiungere le seppie. Lasciamo che prendano colore per qualche minuto, aggiungiamo l'aglio tritato finemente e dopo un attimo, il vino. Quando è evaporato uniamo il radicchio affettato grossolanamente e l'uvetta sultanina che avremo precedentemente ammollato. Copriamo le seppie con un mestolo abbondante di brodo vegetale e lasciamo cuocere fino a che le seppie saranno tenere. Completiamo aggiungendo le noci, anch'esse tritate grossolanamente, il peperoncino sbriciolato e infine regoliamo di sale e di pepe. Prima di togliere dal fuoco aggiungiamo del prezzemolo fresco. Impiattiamo e ci gustiamo questa prelibatezza che abbiamo deciso di accompagnare con delle Crescentine fatte in casa.



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CRESCENTINE DI LUCA

Ingredienti:

250g di Farina di grano tenero
50g di Latte
50g di Acqua gassata
2 Cucchiai da tavola di panna da cucina
5g di Sale
½ Cucchiaino da tè di lievito secco

Intiepidire il latte (36° circa) con l'acqua e sciogliervi il lievito.
Mettere la farina a fontana sulla spianatoia con il sale e la panna. Aggiungervi anche il mix di acqua, latte e lievito. Impastare con forza fino a formare un panetto che lasceremo riposare in una terrina coperto da un telo inumidito.
Dopo circa un'ora il panetto sarà quasi raddoppiato. Reimpastiamo il panetto per un paio di minuti e stendiamo la pasta con uno spessore di poco superiore al mezzo centimetro.

Tagliamo la pasta a rombi e la bucherelliamo con i rebbi della forchetta. Nel frattempo abbiamo messo a scaldare abbondante olio di semi. Quando avrà raggiunto la temperatura (immergendo la punta di uno stecchino, attorno alla punta,si formeranno tante bollicine) friggiamo le crescentine poche alla volta e le mettiamo a sgocciolare su di un foglio di carta assorbente per togliergli l'unto in eccesso.
Facoltativo una bella spolverata di sale.


CUTTLEFISH WITH WALNUTS, RED ENDIVE AND SUN-MAID RAISINS

Ingredients:

1 kg of fresh cuttlefish
1 onion (chopped)
1 carrot (chopped)
1 rib celery (chopped)
salt and pepper to taste
2 red dried capsicum
1/2 glass dry white wine
1 red radicchio (red endive)
3 tbs extravirgin olive oil
fresh parsley
vegetable broth
70 g walnuts
40 g sun-maid natural raisins
3 cloves garlic (finely minced)


Clean the cuttlefish very well under cold running water. Heat the extravirgin olive oil in a skillet over medium-high heat. Add onion, carrot and celery and saute until translucent. Add garlic and cuttlefish and saute until it turns white. Pour in the wine and stir. Add the sun-maid raisins, red endive (sliced) and a glass of vegetable broth. Complete with red capsicum (minced), salt and pepper. Stir once, cover, reduce heat to low and simmer until the fish is tender. Complete with walnuts and fresh parsley. Serve hot.
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