
La strada si snoda attraverso uno scuro groviglio di alberi, illuminato dal rosso fiammante delle foglie autunnali, lì al limitare della boscaglia, dove i rovi si fanno più fitti fino a diventare impenetrabili e il verde opaco e profondo si tinge di sfumature vinaccia, a richiamare i colori caldi della lana e del mosto nei tini.
Domenica d'ottobre e stiamo andando a Casola Valsenio, disegnando pigre curve attraverso un paesaggio fiabesco; l'aria reca con sé il profumo umido della pioggia e la densa nuvolaglia che ci sovrasta dona al cielo un aspetto malinconico. A Casola Valsenio oggi si svolge la Festa dei Frutti Dimenticati, non ci siamo stati mai prima d'ora e questa prima volta assomiglia ad una vampata che mi formicola in tutto il corpo.


Lasciamo lo sbuffo di calore che si è creato dentro l'abitacolo dell'automobile e saggiando l'aria fredda che c'è fuori penetriamo nell'intimo quadro del paese, tra le bancarelle apparecchiate lungo le strade, lungo corridoi orlati di ceste e di cassette ripiene di frutti.
Il paese è in vacanza ed anche noi siamo in vacanza, domani si torna al lavoro lo so, ma adesso è bello concedersi questa passeggiata che sa d'ottobre.
Ritroviamo tra queste vie l'autunno, l'estate è sgocciolata via in un lampo e l'aria fredda, le foglie ingiallite, il vin brulé caldo con l'odore avvolgente delle spezie che ci aleggia intorno, ed anche le caldarroste che sfrigolano sulle braci raccontano in coro particolari di un' altra stagione.
C'è odore di sagra, odore di foglie cadute dagli alberi, c'è l'odore rosso della frutta matura, c'è una corolla di sensazioni strabordanti, palpabili come i fianchi rotondi di una mela.
Il marrone, il rosso, il verde, i frutti sono lì, allineati ordinatamente sui banchi e tutta questa varietà ci sommerge, tanto che ne rimaniamo inghiottiti.

Frutti rossi, frutti acerbi, alcuni quasi avvizziti e tra quelle rughe riesco a immaginarne succoso, il sapore.
Rivedo tutti quei frutti di cui conoscevo solo le sembianze, che sopravvivevano nella mia mente dalla memoria dell'infanzia, quei frutti a cui ora riesco a dare un nome, l'uva bertinora, le azzeruole, i cornioli. Leggiamo soddisfatti i loro nomi, Luca ed io, man mano che procediamo tra le bancarelle disseminate ovunque.


Dentro alcune cassette ci sono bacche che non abbiamo mai visto, perfette per farci delle marmellate, per rendere ancora più golose rotonde crostate. Assaggiamo qua e là spicchi d'autunno, nespole, sorbe, giuggiole, infine le azzeruole, di un colore violaceo frammentato da qualche granello di rosso e dal sapore bello acidulo.
Non so come spiegare quest'atmosfera preziosa e rarefatta che aleggia qui intorno, che ridesta sensazioni di vita antica, quella d'una volta, oggi spesso tanto rimpianta per i sapori veri e genuini, che sapevano di terra e di cose buone. Quei sapori che in parte sono stati dimenticati, che ai giorni nostri sanno sempre più spesso di cellophane, ma che oggi rivivono qui.
Qui, dove si respira odore di pane, di salame e di formaggio.




Interrompiamo la nostra passeggiata lungo le strade di Casola per fermarci a pranzo presso lo stand allestito in un grande spiazzo, giusto per scaldarci dal freddo pungente che c'è fuori e rifocillarci con piatti della cucina romagnola, oltre che per scambiare quattro chiacchiere con il nostro vicino di tavolo, un certo Ghetti che espone alla festa i frutti dei suoi campi e che terrà una degustazione di lì ad un paio d'ore, alla quale ovviamente ci invita a partecipare.




E alla fine del pranzo ci concede un assaggio delle sue pere ubriache, talmente speciali e talmente rare che decidiamo di andarlo a trovare nella sua azienda agricola, verso i primi di novembre, per farne una piccola scorta. Infilo in borsa il suo bigliettino da visita e mi lascio raccontare di tutti i suoi alberi da frutto e di come conserva le mele e le pere durante l'inverno, così mentre lui parla io rivedo i miei nonni e gli stessi gesti, quelle cassette enormi e montagne di paglia sotto alla quale veniva adagiata la frutta. Anche Luca fa mille domande e penso che si sia persino dimenticato del tempo perché ad un certo punto devo strattonarlo. "Ci stiamo perdendo la festa" gli dico in un sussurro e poi la verità è che non ce la faccio più a stare seduta, ho bisogno di muovermi e di respirare. E dobbiamo comprare le mele.
La frutta che si trova al supermercato, piccola parentesi, stiamo quasi evitando di comprarla, trovarne di buona è sempre un'impresa, viene lasciata maturare dentro celle frigorifere, che quando la mordi non ha più sapore, così preferiamo rifornirci presso contadini della zona e quando non ci è possibile presso i mercatini rionali.


Riprendiamo il nostro girovagare quando inizia già a gocciolare, con la pioggia in faccia e la brezza tra i capelli, ma lo splendore rosso del paese mantiene intatto tutto il suo fascino e c'è questo odore, l'odore dolce delle mele, che mi si arrampica addosso, in questo spazio accogliente che c'è tra me e Luca e le parole che ci diciamo.
Riempiamo intere borse di colori, di forme, di profumi, dicendoci che devono essere frutti meravigliosi. Rimango conquistata dal rosso velluto delle Mele dell'Abbondanza, che rossa non è solo la buccia, ma anche la corolla interna del frutto.
Mi ammalia l'arte delle sfumature che ricama la buccia di questi frutti, il verde acido delle mele della Rosa, su cui fa capolino un timido rossore; il giallo canarino delle mele Gelate che al loro interno rivelano un cuore che pare di ghiaccio e al contempo una dolcezza succosa; il rosso screziato delle mele Rananburg Franc, che al dolce si unisce questa nota leggermente asprigna, che per un attimo rabbrividisco e un attimo dopo me ne faccio incartare un chilo abbondante.


E tra due rovesci di pioggia e la luce del sole che ogni tanto ritorna ad offrirsi continua la sfilata di bellezze rotondamente mature e la sgargiante festa di colori.
E poco importa se alla degustazione di frutta arriva in pompa magna anche il Ministro dell'Agricoltura Galan e ci dobbiamo sorbire un artificioso discorso che stride in modo acuto con la genuinità del contesto festoso, poco importa.

Abbiamo sulle labbra il sapore voluttuosamente dolce e castano dell'autunno e in testa solo pensieri dorati.
Ed è......
E' rassicurante che mi quieta, questa domenica d'ottobre, è succosa come il tempo che fa maturare le mele.
E' una voce sussurrata fuori dal caos della città e ce la portiamo a casa, mentre ridiscendiamo le colline e le ombre degli alberi fuggono lontano, mentre la luce del giorno svanisce presto e il sole si siede, stremato, dietro un ammasso di nuvole.

Abbiamo pensato di utilizzare le mele che abbiamo comprato alla sagra di Casola Valsenio per realizzare questo piatto che prevede un tris di tagliolini freschi all'uovo con tre differenti tipi di condimento, mantecati con della besciamella e gratinati al forno.
Ad accomunare i tre tipi di condimento è la presenza in ognuno di esso di cubetti di mela, nello specifico abbiamo usato la mela della Rosa. Una volta sfornati i nidi di tagliolini, li abbiamo adagiati su di un letto di fettine sottili di mela rossa dell'Abbondanza.

Preparare la besciamella è semplicissimo. Mettere a scaldare il latte in un pentolino, nel frattempo fare fondere il burro in una casseruola e incorporare un cucchiaio alla volta, la farina, cercando di evitare che si formino grumi. Quando il latte è caldo (non bisogna fare arrivarlo a bollore), versarlo a filo nella casseruola con il burro e la farina e cuocere a fiamma media, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco una volta ottenuta la densità che si desidera. Noi in questo caso abbiamo voluto lasciare la besciamella piuttosto morbida.

Impastiamo come al solito e prepariamo i tagliolini. L'unica differenza è che li abbiamo tagliati, questa volta a mano, anzichè affidarci all'Imperia. Ovviamente li abbiamo fatti piuttosto spessi. Abbiamo tirato la sfoglia con l'Imperia fino alla tacca n.5.

Scaldiamo in una padella l'olio extravergine d'oliva e vi aggiungiamo il trito di scalogno, carota e sedano e lasciamo rosolare per bene, andiamo poi ad aggiungere i gamberi, puliti e sgusciati, facciamo cuocere per qualche minuto, giusto perchè i gamberi prendano colore. Sfumiamo col vino bianco secco e regoliamo di sale e di pepe, aggiungiamo le bacche rosa e un attimo prima di togliere dal fuoco, le mele tagliate a cubetti.
Lasciamo il condimento da parte.
Andiamo a scaldare come prima l'olio extravergine d'oliva in una padella, insieme ad uno spicchio d'aglio leggermente schiacciato. Uniamo la cicoria cimata tagliata a striscioline, saltiamo in padella per qualche minuto e aggiungiamo le mandorle e l'uvetta, il sale e il pepe. Facciamo tostare e un attimo prima di togliere dal fuoco aggiungiamo i cubetti di mela.
In una padella scaldiamo un filo sottilissimo di olio extravergine d'oliva, aggiungiamo la pancetta e la facciamo rosolare fino a che diventa croccante. A questo punto aggiungiamo le noci e i cubetti di mela. Togliamo dal fuoco e spolveriamo con il formaggio.

Nel frattempo abbiamo messo a bollire l'acqua, saliamo e versiamo i tagliolini. Li scoliamo dopo un minuto di cottura perchè poi li passeremo al forno.
Man mano che li scoliamo, li andiamo a distribuire nelle tre padelle con i tre condimenti, ad ognuno dei quali andremo ad aggiungere qualche cucchiaio di besciamella per conferire loro la necessaria cremosità.
Aiutandoci con un cucchiaio ed una forchetta andiamo a formare dei nidi di tagliolini che andremo ad adagiare in uno stampo in silicone per muffins. Completiamo con una spolverata di formaggio ragusano su ogni singolo nido.
Quando il forno è caldo, inforniamo a 180 gradi per circa 15-18 minuti. Una volta che i nidi saranno perfettamente gratinati, li togliamo dal forno e li andiamo ad adagiare in un piatto, sopra ad un letto di fette di mela rossa dell'Abbondanza e il nostro tris è pronto.
L'abbiamo trovato squisitamente delizioso, davvero buonissimo, troviamo che sia la pancetta, che la cicoria, così come anche i gamberi, ben si sposino con il sapore dolce e delicato della mela.

Prima di chiudere il post vogliamo invitare tutti a partecipare a 3 Swap natalizi ai quali anche noi partecipiamo, perchè li troviamo stupendi.
Sono nell'ordine, lo Swap indetto da Annamaria-Unika, è il suo primo swap e vorremmo che fossero in tanti a partecipare, non solo perchè le vogliamo bene, ma anche perchè sarà divertente preparare....magari dei biscotti da scambiarci prima di Natale.
L'altro Swap che ci ha particolarmente colpiti è quello di Anna The Nice, persona alla quale siamo molto legati e che speriamo di potere incontrare presto. Qui si parla di libri, l'altro nostro pane quotidiano.
Per finire, abbiamo saputo che anche la dolcissima Zebrina a Pois ha organizzato uno Swap natalizio e non abbiamo saputo resistere, speriamo di essere in tanti, sarà divertente!
E' il primo anno che partecipiamo a queste iniziative, abbiamo proprio voglia di condividere anche queste emozioni con persone che sono dietro ad uno schermo, ma che sono per noi importanti!
Domenica d'ottobre e stiamo andando a Casola Valsenio, disegnando pigre curve attraverso un paesaggio fiabesco; l'aria reca con sé il profumo umido della pioggia e la densa nuvolaglia che ci sovrasta dona al cielo un aspetto malinconico. A Casola Valsenio oggi si svolge la Festa dei Frutti Dimenticati, non ci siamo stati mai prima d'ora e questa prima volta assomiglia ad una vampata che mi formicola in tutto il corpo.


Lasciamo lo sbuffo di calore che si è creato dentro l'abitacolo dell'automobile e saggiando l'aria fredda che c'è fuori penetriamo nell'intimo quadro del paese, tra le bancarelle apparecchiate lungo le strade, lungo corridoi orlati di ceste e di cassette ripiene di frutti.Il paese è in vacanza ed anche noi siamo in vacanza, domani si torna al lavoro lo so, ma adesso è bello concedersi questa passeggiata che sa d'ottobre.
Ritroviamo tra queste vie l'autunno, l'estate è sgocciolata via in un lampo e l'aria fredda, le foglie ingiallite, il vin brulé caldo con l'odore avvolgente delle spezie che ci aleggia intorno, ed anche le caldarroste che sfrigolano sulle braci raccontano in coro particolari di un' altra stagione.
C'è odore di sagra, odore di foglie cadute dagli alberi, c'è l'odore rosso della frutta matura, c'è una corolla di sensazioni strabordanti, palpabili come i fianchi rotondi di una mela.
Il marrone, il rosso, il verde, i frutti sono lì, allineati ordinatamente sui banchi e tutta questa varietà ci sommerge, tanto che ne rimaniamo inghiottiti.


Frutti rossi, frutti acerbi, alcuni quasi avvizziti e tra quelle rughe riesco a immaginarne succoso, il sapore.Rivedo tutti quei frutti di cui conoscevo solo le sembianze, che sopravvivevano nella mia mente dalla memoria dell'infanzia, quei frutti a cui ora riesco a dare un nome, l'uva bertinora, le azzeruole, i cornioli. Leggiamo soddisfatti i loro nomi, Luca ed io, man mano che procediamo tra le bancarelle disseminate ovunque.



Dentro alcune cassette ci sono bacche che non abbiamo mai visto, perfette per farci delle marmellate, per rendere ancora più golose rotonde crostate. Assaggiamo qua e là spicchi d'autunno, nespole, sorbe, giuggiole, infine le azzeruole, di un colore violaceo frammentato da qualche granello di rosso e dal sapore bello acidulo.Non so come spiegare quest'atmosfera preziosa e rarefatta che aleggia qui intorno, che ridesta sensazioni di vita antica, quella d'una volta, oggi spesso tanto rimpianta per i sapori veri e genuini, che sapevano di terra e di cose buone. Quei sapori che in parte sono stati dimenticati, che ai giorni nostri sanno sempre più spesso di cellophane, ma che oggi rivivono qui.
Qui, dove si respira odore di pane, di salame e di formaggio.




Interrompiamo la nostra passeggiata lungo le strade di Casola per fermarci a pranzo presso lo stand allestito in un grande spiazzo, giusto per scaldarci dal freddo pungente che c'è fuori e rifocillarci con piatti della cucina romagnola, oltre che per scambiare quattro chiacchiere con il nostro vicino di tavolo, un certo Ghetti che espone alla festa i frutti dei suoi campi e che terrà una degustazione di lì ad un paio d'ore, alla quale ovviamente ci invita a partecipare.



E alla fine del pranzo ci concede un assaggio delle sue pere ubriache, talmente speciali e talmente rare che decidiamo di andarlo a trovare nella sua azienda agricola, verso i primi di novembre, per farne una piccola scorta. Infilo in borsa il suo bigliettino da visita e mi lascio raccontare di tutti i suoi alberi da frutto e di come conserva le mele e le pere durante l'inverno, così mentre lui parla io rivedo i miei nonni e gli stessi gesti, quelle cassette enormi e montagne di paglia sotto alla quale veniva adagiata la frutta. Anche Luca fa mille domande e penso che si sia persino dimenticato del tempo perché ad un certo punto devo strattonarlo. "Ci stiamo perdendo la festa" gli dico in un sussurro e poi la verità è che non ce la faccio più a stare seduta, ho bisogno di muovermi e di respirare. E dobbiamo comprare le mele.La frutta che si trova al supermercato, piccola parentesi, stiamo quasi evitando di comprarla, trovarne di buona è sempre un'impresa, viene lasciata maturare dentro celle frigorifere, che quando la mordi non ha più sapore, così preferiamo rifornirci presso contadini della zona e quando non ci è possibile presso i mercatini rionali.


Riprendiamo il nostro girovagare quando inizia già a gocciolare, con la pioggia in faccia e la brezza tra i capelli, ma lo splendore rosso del paese mantiene intatto tutto il suo fascino e c'è questo odore, l'odore dolce delle mele, che mi si arrampica addosso, in questo spazio accogliente che c'è tra me e Luca e le parole che ci diciamo.Riempiamo intere borse di colori, di forme, di profumi, dicendoci che devono essere frutti meravigliosi. Rimango conquistata dal rosso velluto delle Mele dell'Abbondanza, che rossa non è solo la buccia, ma anche la corolla interna del frutto.
Mi ammalia l'arte delle sfumature che ricama la buccia di questi frutti, il verde acido delle mele della Rosa, su cui fa capolino un timido rossore; il giallo canarino delle mele Gelate che al loro interno rivelano un cuore che pare di ghiaccio e al contempo una dolcezza succosa; il rosso screziato delle mele Rananburg Franc, che al dolce si unisce questa nota leggermente asprigna, che per un attimo rabbrividisco e un attimo dopo me ne faccio incartare un chilo abbondante.


E tra due rovesci di pioggia e la luce del sole che ogni tanto ritorna ad offrirsi continua la sfilata di bellezze rotondamente mature e la sgargiante festa di colori.E poco importa se alla degustazione di frutta arriva in pompa magna anche il Ministro dell'Agricoltura Galan e ci dobbiamo sorbire un artificioso discorso che stride in modo acuto con la genuinità del contesto festoso, poco importa.

Abbiamo sulle labbra il sapore voluttuosamente dolce e castano dell'autunno e in testa solo pensieri dorati.Ed è......
E' rassicurante che mi quieta, questa domenica d'ottobre, è succosa come il tempo che fa maturare le mele.
E' una voce sussurrata fuori dal caos della città e ce la portiamo a casa, mentre ridiscendiamo le colline e le ombre degli alberi fuggono lontano, mentre la luce del giorno svanisce presto e il sole si siede, stremato, dietro un ammasso di nuvole.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPIAMO AL CONTEST INDETTO DA
ARABAFENICE, DAL TITOLO - INVENTA...MELA

I TRE NIDI DI TAGLIOLINI GRATINATI ALLE MELE
ARABAFENICE, DAL TITOLO - INVENTA...MELA
I TRE NIDI DI TAGLIOLINI GRATINATI ALLE MELE
Abbiamo pensato di utilizzare le mele che abbiamo comprato alla sagra di Casola Valsenio per realizzare questo piatto che prevede un tris di tagliolini freschi all'uovo con tre differenti tipi di condimento, mantecati con della besciamella e gratinati al forno.
Ad accomunare i tre tipi di condimento è la presenza in ognuno di esso di cubetti di mela, nello specifico abbiamo usato la mela della Rosa. Una volta sfornati i nidi di tagliolini, li abbiamo adagiati su di un letto di fettine sottili di mela rossa dell'Abbondanza.

Ingredienti:
Per la besciamella:
1/2 litro di latte
75 gr di burro
4 cucchiai colmi di farina
un pizzico di sale e di pepe
Per la besciamella:
1/2 litro di latte
75 gr di burro
4 cucchiai colmi di farina
un pizzico di sale e di pepe
Preparare la besciamella è semplicissimo. Mettere a scaldare il latte in un pentolino, nel frattempo fare fondere il burro in una casseruola e incorporare un cucchiaio alla volta, la farina, cercando di evitare che si formino grumi. Quando il latte è caldo (non bisogna fare arrivarlo a bollore), versarlo a filo nella casseruola con il burro e la farina e cuocere a fiamma media, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Togliere dal fuoco una volta ottenuta la densità che si desidera. Noi in questo caso abbiamo voluto lasciare la besciamella piuttosto morbida.

Per i tagliolini:
2 uova
150 gr di farina di grano tenero
50 gr di farina di grano duro
2 uova
150 gr di farina di grano tenero
50 gr di farina di grano duro
Impastiamo come al solito e prepariamo i tagliolini. L'unica differenza è che li abbiamo tagliati, questa volta a mano, anzichè affidarci all'Imperia. Ovviamente li abbiamo fatti piuttosto spessi. Abbiamo tirato la sfoglia con l'Imperia fino alla tacca n.5.

Passiamo ai tre diversi tipi di condimento. Il primo che abbiamo preparato è a base di gamberetti.

CONDIMENTO CON GAMBERI, MELA E SCALOGNO:
18 gamberi sgusciati
1 scalogno
1/2 carota
1 piccola costa di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco
sale e pepe quanto basta
qualche bacca di pepe rosa
2 spicchi di mela della Rosa (tagliati a cubetti)
olio extravergine d'oliva

CONDIMENTO CON GAMBERI, MELA E SCALOGNO:
18 gamberi sgusciati
1 scalogno
1/2 carota
1 piccola costa di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco
sale e pepe quanto basta
qualche bacca di pepe rosa
2 spicchi di mela della Rosa (tagliati a cubetti)
olio extravergine d'oliva
Scaldiamo in una padella l'olio extravergine d'oliva e vi aggiungiamo il trito di scalogno, carota e sedano e lasciamo rosolare per bene, andiamo poi ad aggiungere i gamberi, puliti e sgusciati, facciamo cuocere per qualche minuto, giusto perchè i gamberi prendano colore. Sfumiamo col vino bianco secco e regoliamo di sale e di pepe, aggiungiamo le bacche rosa e un attimo prima di togliere dal fuoco, le mele tagliate a cubetti.
Lasciamo il condimento da parte.
Andiamo a preparare il nostro secondo condimento.

CONDIMENTO CON CICORIA CIMATA, MANDORLE, MELA E UVETTA:
180 gr di cicoria cimata
due cucchiai di uvetta sultanina
40 gr di mandorle pelate intere
1 spicchio d'aglio schiacciato
sale e pepe
2 spicchi di mela della Rosa (tagliati a cubetti)
olio extravergine d'oliva

CONDIMENTO CON CICORIA CIMATA, MANDORLE, MELA E UVETTA:
180 gr di cicoria cimata
due cucchiai di uvetta sultanina
40 gr di mandorle pelate intere
1 spicchio d'aglio schiacciato
sale e pepe
2 spicchi di mela della Rosa (tagliati a cubetti)
olio extravergine d'oliva
Andiamo a scaldare come prima l'olio extravergine d'oliva in una padella, insieme ad uno spicchio d'aglio leggermente schiacciato. Uniamo la cicoria cimata tagliata a striscioline, saltiamo in padella per qualche minuto e aggiungiamo le mandorle e l'uvetta, il sale e il pepe. Facciamo tostare e un attimo prima di togliere dal fuoco aggiungiamo i cubetti di mela.
Prepariamo ora il terzo ed ultimo condimento.

CONDIMENTO CON PANCETTA, NOCI, MELE E RAGUSANO
70 gr di pancetta a cubetti
8 gherigli di noci tritati grossolanamente
2 spicchi di mela della Rosa
due cucchiai colmi di formaggio Ragusano grattugiato con una grattugia a fori grossi
un filo leggerissimo di olio extravergine d'oliva

CONDIMENTO CON PANCETTA, NOCI, MELE E RAGUSANO
70 gr di pancetta a cubetti
8 gherigli di noci tritati grossolanamente
2 spicchi di mela della Rosa
due cucchiai colmi di formaggio Ragusano grattugiato con una grattugia a fori grossi
un filo leggerissimo di olio extravergine d'oliva
In una padella scaldiamo un filo sottilissimo di olio extravergine d'oliva, aggiungiamo la pancetta e la facciamo rosolare fino a che diventa croccante. A questo punto aggiungiamo le noci e i cubetti di mela. Togliamo dal fuoco e spolveriamo con il formaggio.

Nel frattempo abbiamo messo a bollire l'acqua, saliamo e versiamo i tagliolini. Li scoliamo dopo un minuto di cottura perchè poi li passeremo al forno.
Man mano che li scoliamo, li andiamo a distribuire nelle tre padelle con i tre condimenti, ad ognuno dei quali andremo ad aggiungere qualche cucchiaio di besciamella per conferire loro la necessaria cremosità.
Aiutandoci con un cucchiaio ed una forchetta andiamo a formare dei nidi di tagliolini che andremo ad adagiare in uno stampo in silicone per muffins. Completiamo con una spolverata di formaggio ragusano su ogni singolo nido.
Quando il forno è caldo, inforniamo a 180 gradi per circa 15-18 minuti. Una volta che i nidi saranno perfettamente gratinati, li togliamo dal forno e li andiamo ad adagiare in un piatto, sopra ad un letto di fette di mela rossa dell'Abbondanza e il nostro tris è pronto.
L'abbiamo trovato squisitamente delizioso, davvero buonissimo, troviamo che sia la pancetta, che la cicoria, così come anche i gamberi, ben si sposino con il sapore dolce e delicato della mela.

Prima di chiudere il post vogliamo invitare tutti a partecipare a 3 Swap natalizi ai quali anche noi partecipiamo, perchè li troviamo stupendi.
Sono nell'ordine, lo Swap indetto da Annamaria-Unika, è il suo primo swap e vorremmo che fossero in tanti a partecipare, non solo perchè le vogliamo bene, ma anche perchè sarà divertente preparare....magari dei biscotti da scambiarci prima di Natale.
L'altro Swap che ci ha particolarmente colpiti è quello di Anna The Nice, persona alla quale siamo molto legati e che speriamo di potere incontrare presto. Qui si parla di libri, l'altro nostro pane quotidiano.
Per finire, abbiamo saputo che anche la dolcissima Zebrina a Pois ha organizzato uno Swap natalizio e non abbiamo saputo resistere, speriamo di essere in tanti, sarà divertente!E' il primo anno che partecipiamo a queste iniziative, abbiamo proprio voglia di condividere anche queste emozioni con persone che sono dietro ad uno schermo, ma che sono per noi importanti!








